Contratto a progetto 2015, come funziona dopo le novità

Tutto quello che c'è da sapere sul contratto a progetto alla luce degli ultimi orientamenti.

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Il contratto a progetto è ritenuto il “successore” del vecchio co.co.co., e rappresenta un contratto di collaborazione introdotto dal pacchetto Treu, poi modificato dalla Legge Biagi e, successivamente e parzialmente, revisionato in seguito alle più recenti novità derivanti dagli interventi del legislatore sul mercato del lavoro. Cerchiamo di fare un pò di chiarezza su tale contratto, stabilendo chi può beneficiarne e quali sono i principali termini di riferimento.


Cosa prevede il contratto a progetto oggi

Il contratto a progetto è un contratto di lavoro atipico che prevede la forma scritta, e la possibilità – per il lavoratore – di gestire in maniera autonoma, e indipendentemente dal tempo impiegato, le azioni e le attività lavorative necessarie per pervenire al risultato determinato dal progetto. Le principali caratteristiche del contratto a progetto sono dunque:

  • Durata determinata o determinabile
  • Esistenza del progetto o del programma di lavoro
  • Corrispettivo e modalità di pagamento
  • Coordinamento tra committente e collaboratore
  • L’autonomia del collaboratore in funzione del risultato
  • L’irrilevanza del tempo impiegato per l’esecuzione della prestazione

Introdotto quanto precede, cerchiamo di concentrarci sui principali punti di riferimento del contratto a progetto.

Malattia

In seguito alle più recenti modifiche, nelle ipotesi di malattia o di infortunio del collaboratore, la durata del contratto a progetto non subisce alcuna proroga rispetto ai termini originari, ma si estingue alla scadenza stabilita. Al committente è comunque riconosciuta la tutela di poter recedere dal contratto se la sospensione si protrae per un periodo di tempo che è superiore al sesto della durata del rapporto di lavoro, o trenta giorni per i contratti di durata non determinata, ma determinabile.

Contributi

I collaboratori a progetto versano – attraverso il proprio committente – contributi pari a circa 2/3 dell’ordinaria contribuzione INPS, in una sezione speciale denominata “separata”. Ai fini antinfortunistici, i co.co.pro. sono regolarmente tutelati, con premio assicurativo a carico del datore di lavoro.

Maternità

Nell’ipotesi di maternità, il lavoratore può (ma non ha l’obbligo) astenersi dal alvoro per un periodo di tempo pari a 5 mesi prima e dopo il parto, con sospensione del contratto (che riprenderà pertanto dal momento del ritorno) e mantenimento del posto del lavoro. L’indennità per le lavoratrici a progetto è pari all’80% del salario complessivamente ricevuto nei 365 giorni precedenti all’inizio del periodo di maternità, a condizione che la lavoratrice abbia versato contributi per almeno tre mesi nell’anno precedente.

Recesso

Il recesso nei contratti a progetto è generalmente garantita da una sorta di clausola di preavviso, che autorizza il lavoratore a recedere dall’accordo con uno o più mesi di preavviso.

Assenza

Così come già stabilito per gli altri lavoratori autonomi, i giorni di assenza non sono retribuiti. Lo stesso dicasi per l’impossibilità a svolgere il servizio per cause indipendenti dal lavoratore.

Esclusività

Salvo diverse previsioni contrattuali, il contratto di collaborazione a progetto non prevede l’esclusività del rapporto di lavoro fra datore e lavoratore. Ne consegue che il lavoratore pò avere in corso più contratti contemporaneamente, per datori di lavoro diversi.

Riservatezza

Sebbene la clausola di esclusività sia raramente presente all’interno di un contratto di collaborazione a progetto, è probabile che vi possa essere lo spazio per una clausola di riservatezza, che obbliga il lavoratore a non divultare liberamente i contenuti del rapporto contrattuale in essere e il lavoro svolto.

Rinnovo

Il contratto di lavoro a progetto può essere rinnovato infinite volte. In ogni caso, eventuali rinnovi a contratti scaduti non possono essere promossi al fine di eludere la normativa relativa al lavoro subordinato e dipendente. Il rischio che il contratto di collaborazione a progetto possa essere utilizzato per aggirare la normativa legata al lavoro dipendente è molto ricorrente: basti pensare a quei compensi erogati come rimborso spese solo per poter eludere le tasse (sebbene tale pratica sia diffusa anche per il lavoro subordinato), e altre cattive pratiche.

Fallimento

Nell’ipotesi di fallimento del committente, i lavoratori con contratto a progetto non possono avere accesso al fondo nazionale di garanzia.



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