Contratti atipici: nuovi dati ISFOL

Contratti atipici: in Italia nel 2010 erano 1 milione e 422mila, secondo le stime dell’Isfol, basate sui dati Inps, una cifra leggermente inferiore rispetto a quella rilevata tra il 2006 e il 2007. Il 46,9% di questi contratti atipici si traduce, in realtà, in contratti a progetto, per un totale di 676mila lavoratori con un reddito medio annuo di 9.855 euro, di cui il 60% con meno di 40 anni d’età (il 35,1% sotto i 30, e il 28,7% tra i 30 e i 39 anni).
Contrariamente a quella che dovrebbe o potrebbe essere la normale situazione di un collaboratore a progetto, l’84,2% dei co.co pro. ha un regime contributivo esclusivo (e un reddito di 8.500 euro annui), il che significa che non lavora per più committenti, e quindi il contratto a progetto camuffa in sostanza un lavoro dipendente.

A coferma di ciò, la ricerca Isfol sottolinea come oltre il 70% dei collaboratori debba “per contratto” essere presente nella sede di lavoro, il 67% abbia concordato un orario giornaliero con il datore di lavoro e il 71% utilizzi nello svolgimento delle proprie mansioni mezzi e strumenti forniti dal datore stesso. Inoltre, oltre il 70% dei collaboratori dichiara di non aver scelto questa forma contrattuale, ma derivi da una richiesta dell’azienda per cui lavora.
Tornano ai contratti parasubordinati, coloro che invece lavorano con collaborazione occasionale, partita Iva, borse di dottorato di ricerca, borse di studio o come collaboratori nella Pubblica Amministrazione, sarebbero addirittura 270mila, con un reddito medio annuo pari a poco più
di 11.000 euro. Mentre un’altra categoria, sempre parasubordinata ma diversa dalle precedenti per quel che riguarda la posizione e il reddito, è quella dei circa 500mila amministratori e sindaci di società, che hanno un’età media decisamente più elevata rispetto ai co.co.pro. e un reddito medio notevolmente superiore, pari a oltre 31.000 euro annui.
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