Conto corrente di base: cosa è e cosa si può fare

Il conto corrente di base è una tipologia di rapporto bancario introdotta con il d.l. 6 dicembre 2011, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e perfezionato da una convenzione stipulata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con la Banca d’Italia, l’Associazione Bancaria Italiana, le Poste Italiane e l’Associazione Italiana Istituti di pagamento e di moneta elettronica.


Cerchiamo dunque di comprendere quali siano le ragioni che hanno condotto alla nascita di tale rapporto, e in che modo sia possibile beneficiare delle proprie condizioni riservate.

Perché è nato il Conto di base

Il Conto di base è nato per dare una risposta a tutte quelle persone non bancarizzate, che desideravano poter disporre di uno strumento bancario semplice ed economico. Una risposta probabilmente tardiva e per certi versi inefficace, che è stata fornita in maniera pressante dopo l’introduzione dei nuovi limiti di circolazione del denaro contante, e dei tetti ai pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione.

Lo scopo del Conto di base è quello di rivolgersi alle fasce di popolazione meno abbienti, o ai soggetti titolari di trattamenti pensionistici di importo non elevato, proponendo loro un rapporto con adeguati numeri di servizi e di operazioni, carta bancomat gratuita, determinazione semplice, trasparente e comparabile dei costi, livello degli oneri coerenti con le finalità sopra introdotte, e azzeramento delle spese per quelle fasce sociali maggiormente svantaggiate (le quali potranno altresì essere beneficiare dell’esenzione dal pagamento dell’imposta di bollo).

A chi si rivolge il Conto di base

Il Conto di base è offerte a due specifiche categorie di consumatori. La prima delle due categorie è quella definita all’art. 6 della sopra citata convenzione come quella delle “fasce socialmente svantaggiate”. Per gli appartenenti a tale area (cioè, coloro che hanno un Isee inferiore a 7.500 euro), il conto è offerto senza spese, con esenzione dall’imposta di bollo. Al momento dell’apertura tali soggetti dovranno altresì presentare una autocertificazione in cui attestano di non essere titolari di altro conto di base: il rapporto potrà essere intestato solo a loro, e ai componenti del nucleo familiare sulla cui base è stato calcolato l’Isee. Ogni anno, i titolari del conto dovranno fornire alla banca l’autocertificazione attestante il proprio Isee in corso di validità.

La seconda categoria di destinatari privilegiati del Conto di base sono quelli definiti dall’art. 7 della convenzione come “soggetti aventi diritto a trattamenti pensionistici fino a 1.500 euro mensili”. Anche costoro, come i primi, dovranno presentare apposite autocertificazioni e dichiarazioni annuali inerenti il proprio stato reddituale.

Cosa si può fare con il Conto di base

Il Conto di base, come anticipato, punta a soddisfare le esigenze bancarie più semplici dei consumatori (ricevere bonifici, effettuare prelevamenti, ecc.). Non è invece possibile effettuare operazioni diverse, come ad esempio l’ottenimento di scoperti di conto corrente, o concessione di assegni bancari. Le somme depositate sul conto non saranno inoltre remunerate.

Di contro, è stato previsto dalla convenzione che il Conto di base comprenda i seguenti servizi e operazioni nella gratuità annua:

  • 6 richieste di elenco movimenti
  • 6 prelevamenti di denaro contante allo sportello
  • Illimitati prelievi attraverso ATM della banca erogante il conto
  • 12 prelievi tramite ATM di altra banca
  • Illimitate operazioni di addebito diretto nazionale o Sepa
  • 36 pagamenti ricevuti tramite bonifico nazionale o Sepa (incluso stipendio o pensione)
  • 12 pagamenti ricorrenti tramite bonifico nazionale o Sepa
  • 6 pagamenti effettuati tramite bonifico nazionale o Sepa
  • 12 versamenti contanti e assegni
  • 1 comunicazione di trasparenza
  • 4 invii di informative periodiche
  • Illimitate operazioni di pagamento con carta di debito
  • 1 emissione, rinnovo e sostituzione carta di debito

Dove aprire il Conto di base

Il Conto di base è erogato da tutte le banche aderenti alla convenzione, e presso le Poste. Considerato che quasi tutti gli istituti (e tutti quelli di maggiori dimensioni) hanno aderito all’accordo più volte ricordato in questo nostro approfondimento, non avrete certamente difficoltà a individuare la banca più vicina al vostro luogo di domicilio o di residenza.

Conviene veramente il Conto di base?

La risposta è: dipende, ma probabilmente no. Il Conto di base è sicuramente una buona opportunità per entrare in possesso di un conto corrente low cost, ma gli istituti di credito – al di là di tale previsione – hanno al loro interno alternative probabilmente più valide (soprattutto se le vostre esigenze bancarie sono più avanzate). Insomma, anche se avete i requisiti per richiedere il Conto di base, domandate sempre alla vostra banca di avere un confronto con almeno un’altra alternativa: scoprirete che, di frequente, il Conto di base non è la forma tecnica più appetibile…



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