Consumi indietro di 15 anni, reddito di 27. L’allarme di Rete Imprese

Nel 2012 ogni italiano ha perso il 4.8% del suo reddito. Circa 879 euro. Un dato drammatico se unito al fatto che un’impresa al minuto abbia chiuso i battenti. Il “saldo” tra imprese create e quelle che hanno abbandonato l’attività è  in negativo, 100.000 aziende in meno. L’allarme che ieri ha lanciato Rete Imprese Italia è preoccupante e si unisce idealmente al rapporto dell’Istat che indica un forte aumento di inattivi ed a quello dell’Ilo sui disoccupati, riguardante da vicino anche l’Italia. Il livello di reddito è tornato al 1986, 27 anni fa. Quello riguardante i consumi reali ha fatto un balzo indietro di 15 anni e secondo le previsioni scenderà ancora.


Al calo dei consumi  che ha colpito chi comunque, anche se poco, qualcosa può spendere, vanno aggiunti i dati sulla povertà. In Italia ci sarebbero 8 milioni di poveri di cui più di 3 in condizioni di indigenza assoluta. Ovviamente, maggiore è il numero di persone senza lavoro, minore, in senso assoluto, è la possibilità di consumo dell’intero paese. E più la disoccupazione è lunga, più appare difficile riconquistare un posto di lavoro. Il rischio è quella “esclusione sociale” di cui più volte ha parlato il ministro Cancellieri. La mancanza di posti di lavoro, dipende direttamente anche  dal minor numero di aziende presenti sul territorio e dalle loro difficoltà a far fronte ad una pressione fiscale che ormai ha raggiunto il 56%.  Rete Imprese Italia, per far presente gli enormi problemi al governo entrante, ha organizzato una manifestazione nazionale, che si terrà il 28 gennaio prossimo.




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