Congedo parentale: cosa è e come funziona

Tutto quel che c'è da sapere sul Congedo Parentale, un'indennità molto utile erogata dall'Inps.

congedo-parentaleIl congedo parentale è una particolare indennità concessa dall’Inps, e subordinata alla nascita e alla vivenza del bambino, e alla sussistenza di un rapporto di lavoro in atto all’inizio e durante il periodo di astensione facoltativa. Cerchiamo quindi di comprendere quale la sua natura, a chi spetti, quali siano i requisiti e quali le principali particolarità di cui sarebbe bene tenere in considerazione nella formulazione della richiesta del congedo parentale.


 

A chi spetta il congedo parentale

Stando a quanto indicato dall’Inps, il congedo parentale attualmente spetta – con tempistiche differenti a seconda della natura della relazione – a:

  • lavoratori dipendenti, in costanza di rapporto di lavoro, genitori naturali
  • madre lavoratrice dipendente
  • padre lavoratore dipendente
  • padre lavoratore dipendente, anche durante il periodo di astensione obbligatoria della madre
  • genitore solo (padre o madre)
  • lavoratori dipendenti genitori adottivi o affidatari

Di contro, non spetta a:

  • genitori disoccupati o sospesi;
  • genitori lavoratori domestici;
  • genitori lavoratori a domicilio;
  • da quando cessa il rapporto di lavoro in atto all’inizio e durante il periodo di astensione.

Parto gemellare

Nell’ipotesi di parto gemellare o plurigemellare, o in caso di adozione e affidamento di più minori, ciascuno dei due genitori lavoratori dipendente ha diritto a fruire del congedo parentale, per ogni nato e per ogni adottato o affidato, per il numero di mesi previsti dalla legge, con le stesse modalità di fruizione e con gli stessi criteri di pagamento delle altre fattispecie.

Requisiti

Stabiliti chi siano i lavoratori che possono ottenere il congedo parentale, ricordiamo come sia necessaria la sussistenza di alcuni ulteriori requisiti quali:

  • esistenza di un rapporto di lavoro in atto all’inizio e durante il periodo di astensione;
  • vivenza del bambino;
  • effettiva astensione dal lavoro.

A quanto ammonta il congedo parentale

L’indennità decorre dal giorno richiesto se la domanda è stata presentata all’Inps prima dell’inizio del congedo o il giorno stesso. In caso contrario sono indennizzabili solo i periodi successivi alla data della domanda, da presentarsi almeno 15 giorni prima al datore di lavoro.

Ricordiamo che per le madri e per i padri lavoratori dipendenti, l’indennità è pari al 30% della retribuzione del genitore che ne fa richiesta, percepita nel mese lavorato precedente l’inizio del congedo parentale. In maniera ancora più specifica, se si tratta di genitori naturali, è possibile usufruire del congedo parentale entro i primi 3 anni di età del bambino per un periodo massimo complessivo (madre e/o padre) di 6 mesi, e dal 4° all’8° anno di età del bambino, nel caso in cui i genitori non ne abbiano fruito nei primi 3 anni, o per la parte non fruita, solo se il reddito individuale del genitore richiedente risulti inferiore all’importo annuo del trattamento minimo di pensione. Se il reddito supera l’importo annuo del trattamento minimo di pensione, nell’assicurazione generale obbligatoria, moltiplicato per 2,5, si ha diritto al periodo di congedo parentale, ma non all’indennità. Simili regole valgono per i genitori adottivi o affidatari.



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