Confartigianato: persi 480 posti al giorno tra 2008 e 2012

Tra il 2008 e il 2012, a causa della crisi sono stati persi 818mila posti di lavoro. A renderlo noto è uno studio effettuato da Confartigianato. Se già di per sé il dato spaventa, andando ancora più nello specifico e facendo la media giornaliera, risulta che ogni 24 ore la recessione ha cancellato 480 posti, per quasi quattro anni di fila. Ad aprile 2008  gli occupati erano 23 milioni e 541mila, a dicembre 2012 gli occupati sono stati calcolati dall'Istat in 22 milioni e 723 milioni.


Il peso maggiore di questa perdita pare essere a carico degli under 35. In ogni caso, non  affatto da escludere che anche chi in questi quattro anni abbia varcato la soglia dei 35 sia rimasto vittima della recessione (un 34enne del 2008, oggi ne avrebbe 38, ad esempio).  Precisazioni a parte, va detto che nel 2008 il livello di occupazione 20-64enni era stato rilevato al 63%, quattro punti in meno dell’obiettivo minimo stabilito alla conferenza di Lisbona (il 67%). La crisi però ha fatto scendere la percentuale fino al 61%, allontanando significativamente il traguardo. Tornando alla categoria under 35, il calo è stato a dir poco netto, 20%, che in termini assoluti significa un milione e mezzo di posti di lavoro in meno.

Un po’ a sorpresa invece, sono aumentati di 600.000 gli occupati over  55. Insomma,nell’ambito del triste fenomeno della disoccupazione adulta, gli over 55, stando ai dati di Confartigianato sembrerebbero essere piuttosto richiesti, forse a causa dell’enorme esperienza accumulata durante un’intera vita lavorativa. Se si considera il tasso di variazione dell’occupazione per il periodo 2013-2015 (0,6%, secondo il documento  economia e finanza governativo), per ritornare al livello di occupazione pre-crisi (e non quindi al traguardo di Europa 2020, stabilito a Lisbona), bisognerà aspettare il 2025.




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