Concorsopoli, università pubblicano bandi per tutti

Sarà un caso, ma da quando il 14 dicembre il governo Berlusconi ha ottenuto la fiducia e si è capito, quindi, che la riforma Gelmini sarebbe stata approvata  definitivamente al Senato, le università italiane hanno iniziato a pubblicare  tanti di quei bandi, per l’assunzione dei cosiddetti precari, a tal punto da  superare ogni media possibile e immaginabile.

Se nel corso del 2010 erano stati 600 i bandi pubblicati dagli atenei, in sole  due settimane, essi sono stati 470, per sfruttare gli ultimi giorni disponibili  e i relativi fondi, prima che la riforma Gelmini entri in vigore, con regole  diverse per le assunzioni.

Complice di un tale boom di bandi, secondo molti, sarebbe lo slittamento dei  bandi 2009 al 2010, con differenti procedure di concorso, che prevedono il  venir meno della prova scritta, il mancato punteggio valido della prova orale e la valutazione dei candidati solo tramite le pubblicazioni scientifiche e i  risultati. Concorsi, questi ultimi, in cui i non vincitori hanno presentato raffiche di ricorsi al Tar, nella speranza che alla fine vi sia un occhio di  considerazione per tutti.

E le nuove regole saranno inasprite, proprio con l’entrata in vigore della  nuova riforma.

Restano 200 i posti di ricercatori che potrebbero essere messi a bando, perché  i fondi ci sono.

Con la speranza che il pietismo verso il precariato non sia l’ennesima furbata  all’italiana, in favore di chi “tiene famiglia”

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