Conciliazione vita lavoro, le novità del d.lgs. 80/2015

Importanti novità sul tema della conciliazione vita lavoro: ecco cosa prevede il decreto legislativo 80/2015.

Il d.lgs. 80/2015 ha apportato una lunga serie di novità per quanto concerne il tentativo di migliorare la conciliazione vita lavoro, rendendo pertanto più facilmente compatibile la necessità di creare una opportuna sinergia tra la necessità di mantenere un impegno professionale adeguato e, dall’altra parte, la possibilità di non trascurare le proprie attività personali extra lavorative, familiari o personali.


conciliazione-vita-lavoro

image by alphaspirit

Ma quali sono le novità contenute nel d.lgs. 80/2015?

Telelavoro

Cominciamo dalla parte sul telelavoro. Il decreto introduce infatti dei benefici per quei datori di lavoro che sceglieranno di utilizzare delle forme di organizzazioni che risultano essere tese ad una maggiore conciliazione dei tempi di vita e di lavoro dei propri dipendenti. Tra gli esempi principali, il fatto che i lavoratori ammessi al telelavoro possano essere esclusi dal computo dei limiti numerici previsit da disposizioni di legge o di contratto collettivo, per l’applicazione di particolari normative ed istituti.

Ancora, per il triennio 2016 – 18 in via sperimentale, il 10% del Fondo per il finanziamento di sgravi contributivi per incentivare la contrattazione di secondo livello sarà destinata alla promozione della conciliazione tra la vita professionale e quella privata. Si attende ora un apposito decreto ministeriale per poter definire criteri e modalità di accesso al nuovo sgravio.

Violenza di genere

Una parte importante del decreto riguarda la c.d. “violenza di genere“. Le vittime di tale tipo di pregiudizio, lavoratrici dipendenti o parasubordinate, del pubblico o del privato, potranno domandare un’astensione dal luogo di lavoro per un periodo massimo di tre mesi, per motivi legati al percorso di protezione. Durante il congedo la lavoratrice percepirà comunque un’indennità parametrata all’ultima retribuzione.

Inoltre, le lavoratrici vittime di violenza potranno chiedere la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, verticale od orizzontale. Il part time potrà essere trasformato nuovamente in full time su richiesta della lavoratrice.

Conciliazione vita lavoro: maternità e paternità

La parte più ricca sulle novità legislative riguarda gli interventi sulla maternità e paternità.

Le innovazioni sono state recentemente riassunte dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che ricorda che:

  1. l’astensione obbligatoria non goduta a causa di parto prematuro potrà essere fruita dalla lavoratrice madre dopo la nascita del bambino, anche nel caso in cui ciò comporti il superamento dei cinque mesi previsti;
  2. il congedo parentale (c.d. astensione facoltativa) potrà essere richiesto fino al compimento del dodicesimo anno di vita del bambino, lì dove la precedente norma prevedeva la soglia dell’ottavo anno;
  3. la scelta tra fruizione giornaliera o oraria del congedo parentale è ora consentita al lavoratore, anche in mancanza di una specifica disciplina dettata dalla contrattazione collettiva di qualsiasi livello;
  4. sono ridotti i tempi di comunicazione per la scelta della modalità di fruizione del congedo parentale: il datore di lavoro dovrà essere informato con un preavviso di almeno cinque giorni (non più quindici), ridotti a due qualora si richieda la fruizione ad ore;
  5. il limite entro il quale il congedo parentale dà diritto a una indennità pari al 30% della retribuzione è elevato ai primi 6 anni di vita del bambino (anziché ai primi 3 anni). Dai 6 ai 12 anni il congedo non è retribuito, ad eccezione dei lavoratori con redditi particolarmente bassi (pari a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria – per l’anno 2015 Euro 16.327,68), per i quali l’indennità del 30% è prevista fino all’ottavo anno del bambino;
  6. è possibile sospendere il congedo di maternità in caso di ricovero del bambino, a condizione che la lavoratrice presenti un certificato medico che attesti l’idoneità alla ripresa dell’attività;
  7. l’indennità di maternità è corrisposta anche alle lavoratrici licenziate per colpa grave integrante giusta causa di risoluzione del rapporto di lavoro.

Tutte le novità di cui sopra si applicano in via sperimentale per il 2015, mentre si attendono decreti legislativi appositi per i prossimi anni.

Altre novità riguardano infine i genitori di bimbi adottivi. Tra le varie, la possibilità per il padre di domandare un congedo non retribuito, sebbene la madre non sia lavoratrice, in modo che entrambi possano partecipare pienamente a tutte le fasi della procedura di adozione, anche quelle che si svolgono all’estero; e la non obbligatorietà del lavoro notturno durante i primi tre anni di ingresso del bimbo nella nuova famiglia.




CATEGORIES
Share This

COMMENTS