Conciliare famiglia e lavoro

e-mail di Angela Fragapane, pervenuta a: Posta di Bianco Lavoro


La famiglia è sicuramente una cosa bellissima e che ognuno di noi si augura di formare (sperando di trovare il lavoro stabile, visto la precarietà in cui versiamo).

Ma come è possibile conciliare per le donne il lavoro e la famiglia?

Si può avere tutti e 2 ma con grandi sacrifici, se una donna lavora (come ho fatto io per 15 anni) per 8 ore in fabbrica, deve fare i salti mortali per portare il figlio dai nonni (chi è fortunato che li ha) o dagli asili nidi (quando si ha la fortuna di entrarci, a volte le liste sono lunghissime e figuriamoci

ora che non hanno riconfermato anche alcuni lavoratori precari del comparto scuola/istruzione) per la donna è davvero estenuante passare da lavoratrice a mamma, un ruolo all’altro, però se si riesce è anche soddisfacente e dà autostima.

Il problema nasce sul posto del lavoro quando a causa della famiglia ci sono assenze forzate, le lavoratrici pagano più degli uomini per il fatto di dover assolvere tutti e 2 i ruoli.

Certo le tutele per le donne e mamme lavoratrici in italia ci sono (per esempio astensione obbligatoria e facoltativa per la gravidanza e quando nasce il bambino) non che siamo lasciate a noi stesse, manca però come nei paesi del nord europa la visione differente della famiglia, e come valorizzare magari la donna e mamma lavoratrice.

Per esempio nei paesi scandinavi è facile per una donna lavorare part-time e le aziende magari effettuano la flessibilità proprio per agevolare le donne lavoratrici che sono anche mamme!

In Italia invece il part-time è poco diffuso e forse anche meno retribuito per cui una donna se deve lavorare per mantenere la famiglia deve fare almeno 8 ore in fabbrica e lasciare i figli a nonni o asili!

Però anche gli asili nidi non bastano, non sempre tutti i bambini riescono ad entrare in graduatoria e quando una donna si ritrova con il piccolo da accudire e nessuno che la possa aiutare, spesso è costretta a lasciare il lavoro, anche se basterebbe solo un po’ più di flessibilità e organizzazione nei posti di lavoro, cooperare fra donne ed aiutarsi (ma spesso dove ci sono troppe donne ci sono anche invidie).

Ho davvero notato (per mia esperienza personale) che conciliare entrambe le cose è davvero dura, ma non impossibile, soprattutto se c’è molta collaborazione tra i 2 coniugi (come abbiamo sempre fatto io e mio marito).

Io ho sempre ammirato le donne che riescono a lavorare anche 8 o più ore e hanno anche 2 o 3 figli, ci vuole sacrificio, senso del dovere, magari qualche aiutino e tanto tanto amore per i bambini!

Perché lavorare tutto il giorno fuori casa sottraendo tempo ai figli come ben sappiamo a noi mamme ci fa sentire in colpa, la donna ha cominciato tardi a far vedere le proprie capacità e ad emergere anche nel lavoro fuori casa, per secoli è stata relegata solo al lavoro domestico e all’accudimento dei figli, ma il fatto di essere mamma non dovrebbe precludere possibilità di lavoro o carriera, anzi il fatto di districarsi su più fronti è un valore aggiunto da portare in azienda e da utlizzare per le dinamiche del lavoro!

Ma in Italia non è sempre così (purtroppo), la donna lavoratrice che si assenta per badare il proprio figlio e si assenta dal posto di lavoro, fa perdere produttività ed è poi nel tempo sempre più svalutata!

Il fatto è che in Italia se lavori, quasi ti senti in colpa ad avere dei figli, se ti assumono da giovane ti chiedono se sei sposata, fidanzata etc..e se rispondi sposata da un anno ti senti dire “AH NON VORREMMO CHE CAPITASSE A BREVE UNA GRAVIDANZA, MI SPIACE NON POSSIAMO ASSUMERLA!” cioè fanno diventare una cosa normale e bellissima come la gravidanza (e dobbiamo fare i figli, ci vogliono le nuove generazioni!) come se fosse peggio di una malattia…ma vi rendete conto in questo bel paese a che punto siamo arrivati?. Nessuna donna dovrebbe essere costretta a scegliere tra famiglia e lavoro, e nessuna donna che deve lavorare per mantenere dei figli dovrebbe essere costretta a subire ingiustizie o ripercussioni sul posto di lavoro.

C’è ancora davvero tanto da fare!

Per esempio io proporrei alle aziende che hanno mamme lavoratrici di far in modo che ci sia interscambiabilità dei compiti con altre colleghe, flessibilità e magari come in Svezia allungare fino al 12esimo anno di età il congedo per malattia del bambino con indennità apposita, inoltre in Svezia anche i padri usufruiscono spesso dei congedi parentali e stanno a casa al posto delle moglie ad accudire i figli, cosa che qui in Italia ancora succede poco di vedere padri astenersi dal lavoro con il congedo per accudire i propri figli.

Certo qua si tratta un po’ anche di rivoluzionare le tradizioni e la cultura del nostro paese, la famiglia qua è ancora per tante cose solo sulle spalle della donna!

Però non dobbiamo arrenderci agli stereotipi vecchi e alle vecchie concezioni di famiglia, lasciando anche che la politica anziché fare un welfare dove siano agevolate e stimolate sia le donne/mamme a lavorare, che le aziende ad assumere donne con prole,ma dobbiamo insistere e partecipare attivamente alla politica, stimolare le istituzioni a valorizzare il ruolo della donna nel lavoro e anzi dovrebbe essere ricompensata secondo me ogni donna che riesce a lavorare e a mantenere la sua famiglia, non è impossibile conciliare le 2 cose, ma se tutte rivendichiamo i nostri diritti e mettiamo al servizio delle aziende le nostre competenze e capacità, in un futuro è auspicabile che anche qua in Italia arriveremo come nei paesi nordici dove le donne che lavorano sono più del 70% avvicinandosi alla percentuale degli uomini (che mi pare sia, almeno in Svezia, dell’82%).

Io ho lavorato 15 anni per 8 ore, ho un figlio di 8 anni e mezzo, lo portavo all’asilo nido, alla materna e ora alle elementari, mi alzavo presto per far tutto ciò, alla sera andavo a riprenderlo (ma spesso andava anche mio marito) nonostante le problematiche di lavoro ho cercato sempre di insegnargli che meglio ottenere qualche risultato facendo sacrifici, che tutti abbiamo il diritto di lavorare siano donne, uomini, persone disabili, che non ci devono essere discriminazioni.

Non so se quando lui sarà grande ci saranno finalmente più possibilità o se invece andremo sempre peggio (come prevede qualcuno), però la famiglia è importante per la società e come tale va tutelata e non esasperata, le donne che hanno figli devono sentirsi libere di lavorare senza sensi di colpa, sentirsi libere di amare i propri figli e di andare al lavoro con un sorriso sulla faccia,sapendo di non venire più discriminate!

La mia è solo Utopia??



 

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