Comprare casa conviene ancora

Negli ultimi 5 anni, il prezzo delle abitazioni è sceso del 14%, ridando un po' di ossigeno al mercato immobiliare

I prezzi delle case continuano ad andare giù. A certificarlo l’Istat che ha rilevato, nel secondo trimestre dell’anno, un calo dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti e del 3% rispetto allo stesso periodo del 2014. Ribassi che hanno interessato tanto le abitazioni nuove (il cui prezzo è sceso dello 0,3% su base trimestrale e del 2% su base annua) sia quelle già esistenti (-0,1% in tre mesi e -3,5% in un anno).


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Prendendo in considerazione un arco di tempo più ampio, i primi sei mesi del 2015, l’Istat ha inoltre rilevato che, rispetto all’anno precedente, i prezzi delle abitazioni sono calati del 3,3%. E rispetto al 2010, sono andati giù del 14%, per effetto soprattutto delle abitazioni esistenti il cui costo è crollato del 19%. I prezzi più contenuti sembrano aver ridato slancio al mercato immobiliare che, infatti, tra aprile e giugno, ha fatto registrare un aumento annuo delle compravendite pari all’8,2%. Ad analizzare con più attenzione il quadro è stato il presidente dell’Anama (Associazione nazionale agenti e mediatori d’affari), Paolo Bellini“L’abbassamento dei prezzi delle case, unito alla ripresa dei mutui – ha detto – rappresentano due elementi importanti e favorevoli per rimettere in moto il mercato immobiliare. Ma senza il taglio delle tasse sulla prima casa e senza agevolazioni sulle concessione di finanziamenti, soprattutto ai lavoratori autonomi, sarà difficile dare nuovo impulso alla compravendita di immobili”. “Dieci anni fa, l’acquisto di una casa rappresentava una realizzazione personale – ha aggiunto Bellini – poi, con il crescere della pressione fiscale, acquistare è diventato una chimera e mantenere una casa un incubo”. Per questo, ha continuato nel suo ragionamento, il presidente dell’Anama, è necessario che il Governo mantenga la promessa fatta sull’abolizione della tassa sulla prima casa, che dovrebbe far aumentare i volumi di vendita degli immobili. Con ripercussioni occupazionali positive per un settore – quello dell’edilizia – che negli ultimi anni ha subito perdite importanti. “La casa, che per l’85% delle famiglie italiane è di proprietà – ha concluso Bellini – tornerà a essere un punto d’orgoglio e non un motivo di ansia”.

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