Commercio: il successo dell’alimentare

Come ha messo in evidenza l'Istat, le vendite sono aumentate di più nei discount e nei supermercati. Mentre le piccole botteghe faticano ancora ad ingranare la marcia

Tra coloro che vedono profilarsi ampi spiragli all’orizzonte, c’è la Coldiretti. Che, sulla base degli ultimi dati forniti dall’Istat sul commercio al dettaglio, ha festeggiato la lenta ripresa dei consumi incardinata sul comparto alimentare.


L’istituto nazionale di statistica ha rilevato, per il mese di luglio, un incoraggiante incremento delle vendite dei prodotti alimentari che, in un solo anno, sono salite del 3,2%. Contro i beni non alimentari che hanno, invece, fatto registrare un ben più modesto +0,8%. Detta altrimenti, il commercio al dettaglio del comparto alimentare è cresciuto 4 volte di più di quello non alimentare, con grande soddisfazione di molti operatori del settore. Le cose sono andate più che bene nei discount le cui vendite, da luglio 2014 a luglio 2015, sono salite del 5,4%, ma anche negli ipermercati (+3,2%) e nei supermercati (+3,6%). Mentre a raccogliere i frutti meno “succosi” sono state le piccole botteghe, che hanno incrementato le loro vendite solo dello 0,2%. Ma la Coldiretti ha voluto marcare l’accento sul buon momento del comparto alimentare ricordando che anche l’industria ha fatto segnare un avanzamento annuo del 2% del suo fatturato. 

“L’aumento di spesa alimentare è il segno più tangibile della ripresa poiché – hanno spiegato dall’associazione  – è la seconda voce del budget familiare, dopo l’abitazione, ed è destinata ad avere un effetto traino sull’intera economia. L’auspicio è che ora i risultati positivi nell’industria e nella distribuzione alimentare si trasferiscano anche al settore agricolo dove, per molti prodotti, vengono riconosciti compensi che non coprono neanche i costi di produzione, dal latte alla carne”.




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