Commentare l’aspetto fisico dei colleghi: cosa è bene sapere

Esprimere giudizi su certi cambi di look non è necessariamente un errore, ma occhio a non urtare la sensibilità di chi lavora con voi. Vediamo alcuni consigli utili.

Soffermarsi sull’esteriorità delle persone che ci circondano non è certo una buona abitudine, ma evitiamo di fare gli ipocriti ed ammettiamo candidamente che, da che mondo è mondo, lo facciamo un po’ tutti. Quando ci troviamo al cospetto di una persona particolarmente o per niente attraente, il rischio è che si inneschi un automatismo che ci porta ad indugiare con lo sguardo su di essa. E’ un comportamento che può causare problemi, specie se avviene in un ambiente di lavoro dove occorre mantenere sempre una certa compostezza. Cerchiamo di essere chiari: una cosa è rivolgere un complimento garbato alla vicina di scrivania che sfoggia un nuovo taglio di capelli, altra cosa è darsi di gomito ogni volta che la contabile formosa fa capolino nella stanza. Commentare l’aspetto fisico dei colleghi non è necessariamente un errore, ma occorre fare delle precisazioni.


La questione potrebbe sembrare superficiale, ma di fatti non lo è perché costringe a fare i conti con una serie di considerazioni che riguardano le dinamiche che regolano i rapporti tra persone che condividono mansioni e  responsabilità in un contesto formale. Facciamo qualche esempio: se il capo dovesse presentarsi in ufficio con una cravatta particolarmente chiassosa, sareste in grado di ironizzarci su? E se l’addetto stampa arrivasse con gli occhi cerchiati di nero e la barba incolta, avreste il coraggio di domandargli cosa ha fatto tutta la notte? Molto dipende (ovviamente) dal tipo di rapporto che siete riusciti ad instaurare nel tempo, ma il punto è che, quando si parla di esteriorità, bisogna procedere con grande cautela perché il rischio di offendere o ferire qualcuno esiste eccome. Vediamo allora come conviene comportarsi, quando l’aspetto fisico dei colleghi attira la nostra attenzione.

Il sondaggio sui commenti che riguardano il fisico

Partiamo dai risultati di un recente sondaggio realizzato dalla NPR (National Public Radio) e da Ipsos, che hanno interpellato un campione rappresentativo di lavoratori sull’argomento.

  • il 72% degli intervistati ha dichiarato di aver visto un uomo commentare l’aspetto fisico di una collega;
  • il 23% del campione costituito da uomini ha ammesso di farlo;
  • il 65% del campione ha dichiarato di aver visto una donna commentare l’aspetto fisico di un collega;
  • il 26% del campione costituito da donne ha ammesso di farlo;

Ma c’è di più: quando è un uomo ad esprimere un commento sull’aspetto fisico di una donna che lavora con lui:

  • il 49% del campione pensa che si tratti di un comportamento inappropriato;
  • il 36% risponde che dipende dalla situazione;
  • il 15% dichiara di considerarlo del tutto normale

Quando è, invece, una donna ad esprimere un commento sull’aspetto fisico di un uomo che lavora con lei:

  • il 46% degli intervistati dichiara di considerarlo inappropriato;
  • il 37% risponde che dipende dalla situazione;
  • il 17% approva questo tipo di comportamento

Quando è meglio stare zitti

Acquisito dunque che esprimere un giudizio (più o meno clemente) sull’aspetto fisico dei colleghi non è un tabù, cerchiamo di capire quando è però meglio tacere. Il sito americano Ladders ha segnalato una decina di circostanze a rischio, noi ve ne proponiamo la metà, con l’augurio che questi avvertimenti possano aiutarvi ad evitare “incidenti diplomatici” in ufficio. Leggete con attenzione quanto segue.

Non fate commenti sulle caratteristiche fisiche

Ricordatevi sempre che l’ufficio è il posto in cui dovete lavorare e non il supermercato in cui potete passare in rassegna la merce esposta. Fare commenti espliciti sui fianchi, sulle gambe o sul seno di una collega o sui pettorali e sugli addominali di un collega non denota self-control né tantomeno etica professionale. Mantenete sempre il necessario decoro e tenete la lingua a freno, quando vi imbattete nella vista di qualcuno che attira particolarmente la vostra attenzione.

Non pronunciatevi su sospette gravidanze

Notare un pancino un po’ più tondo del solito non vi autorizza a trarre frettolose conclusioni. Potreste risultare oltremodo offensivi, nel caso in cui la vostra ipotesi dovesse rivelarsi inesatta, o invadenti ed indiscreti, qualora invece aveste ragione. Se la collega ha scelto di non ufficializzare il lieto evento, un motivo ci sarà; perché costringerla a farlo contro il suo volere? Il corpo delle donne è soggetto a continui cambiamenti e alterazioni di peso (solo chi dedica una buona porzione del suo tempo all’attività fisica può sperare di rimanere in forma): certi sospetti ingrassamenti non vanno mai commentati ad alta voce, tenetelo a mente.

Non commentate improvvisi dimagrimenti

Si può perdere peso perché ci si impone di mettersi a dieta o a causa di una malattia. Prima di congratularvi per i miglioramenti notati (se il collega o la collega di turno erano effettivamente sovrappeso, gradiranno sentirvi dire che i sacrifici che stanno facendo stanno sortendo i loro risultati), accertatevi che godano di buona salute. Se non avete la possibilità di indagare o di venirne a capo, meglio non dire nulla ed aspettare che siano loro a fare il primo passo. Siate cauti ed evitate di entrare in aree private della loro vita. A meno che non siano loro a consentirvelo.

Non fate commenti sul vestiario (anche se lo trovate inappropriato)

Minigonne e scollature provocanti potrebbero mettervi nei guai. Astenetevi dall’esprimere eventuali giudizi di disapprovazione sul modo in cui i vostri colleghi si vestono e si presentano in ufficio. Non è un compito che compete a voi, ma ai diretti responsabili o agli addetti alle Risorse Umane: gli unici titolati a riprenderli e ad invitarli ad abbigliarsi in maniera più consona e adeguata.

Non sottolineate il fatto che indossano gli stessi abiti del giorno prima

Anche in questo caso, rischiate di fare un clamoroso scivolone. Il collega che si presenta con la stessa mise del giorno prima potrebbe aver trascorso la notte fuori casa per motivi che non conoscete e che – si presume – non voglia condividere con voi. Oppure potrebbe non avere la disponibilità economica per cambiare ogni giorno outfit. A meno che non si presenti in maniera indecorosa e trasandata, evitate di sottolineare il fatto e cercate di concentrarvi sul modo in cui si relaziona professionalmente con voi. Come si dice dalla notte dei tempi: l’abito non fa il monaco.

In un contesto lavorativo, è perlomeno opinabile destinare eccessiva attenzione all’esteriorità dei colleghi, ma cerchiamo di non estremizzare: un cambio di look o un accessorio indossato con eleganza possono essere notati e commentati tranquillamente, senza scomodare parole pesanti come “sessismo” o “molestia sessuale”.  L’importante è non esagerare mai, non sfociare nella volgarità e non fare allusioni che possono generare fraintendimenti o risentimenti. Ad orientarvi devono essere il buon gusto ed il senso della misura di cui si può dare prova anche quando si sceglie di commentare l’aspetto fisico dei colleghi.

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