Come reagire alla perdita del lavoro

Perdere il lavoro o la sola minaccia concreta di perderlo, rappresenta un vero sconvolgimento sul piano psichico. Può travolgerci il senso di fallimento, la convinzione di aver sbagliato in qualcosa e di non potercela fare ad andare avanti, insieme alla paura che gli altri, in fondo, non possono davvero comprenderci. La prima reazione è di rinchiudersi in un isolamento con un progressivo allontanamento dalla famiglia, dagli amici, perdendo il nostro contatto con gli altri e con la quotidianità.

Ma come uscire da una simile situazione? La parola d’ordine in questi casi è quella di “reagire”.

Reagire significa non chiudersi in se stessi e imparare a comunicare agli altri che si è perduto il lavoro e che si sta cercando una nuova opportunità di lavorativa. Comunicare l’esperienza permette di scaricare l’inevitabile frustrazione. In questi momenti bisogna intervenire senza farci sopraffare dalla disperazione, tenendo conto di alcuni piccoli ma fondamentali accorgimenti, che possono essere un valido aiuto per ricominciare.

Una delle prime cose da fare è quella di continuare ad avere cura del proprio aspetto fisico (ad esempio la barba sempre fatta, taglio di capelli a posto, un filo di trucco per le donne) stimola il riconoscimento del proprio valore e permette di mantenere con noi stessi un buon livello di autostima, oltre al fatto che curare il proprio aspetto fisico, aiuta a presentarsi in modo positivo ai colloqui di lavoro.

In questo momento inoltre è opportuno condividere il nostro tempo con chi ci valorizza, stimola le nostre iniziative, sollecita nuove idee e ci spinge ad andare avanti. Meglio evitare, chi ci compatisce e ci deprime, abbattendoci ancora di più.

Un’altra regola da tenere presente per ricominciare è quella di mantenere sempre una certa dose di umiltà. Non possiamo pretendere che gli altri sappiano in partenza che siamo bravi, perciò è indispensabile dimostrarlo mettendo tutto il nostro impegno in tutte quelle possibili attività che andremo a svolgere.

E’ opportuno ricordare che se l’iniziale ricerca del lavoro attraverso i diversi annunci o le Agenzie per l’Impiego non dovesse dare i risultati sperati, la comunicazione permette di fare “rete” con eventuali amici e conoscenti.

Creare una rete di ascolto può essere d’aiuto nell’alimentare il senso di speranza nel futuro, evitando il rischio della depressione e dell’isolamento provocato, solitamente dalla disoccupazione.

I forum di discussione possono rivelarsi un valido aiuto per confidare la propria esperienza e chiedere consigli ed eventualmente un aiuto per trovare un nuovo lavoro.

Non necessariamente dovrà trattarsi di forum dedicati alla ricerca del lavoro, ma si potranno contattare anche forum in cui si condividono hobby ed interessi, dove si potrà discutere di tutto avendo l’occasione di scambiare nuove idee . In alcuni casi gli stessi contatti in rete o proprio la nostra rete di amicizie potrebbe rivelarsi determinante per trovare una nuova occupazione.

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COMMENTS

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  • mario 5 anni

    Mario per gli amici ho 52 anni perso il lavoro troppo stanco per fare cv ci vuole solo un colpo di fortuna
    in bocca al lupo a tutti

  • Debora Mereu 5 anni

    Anche io o perso il lavoro, non riesco nemeno più a scrivere come prima, mi son sposatto 5 anni fa, o 37 anni,mia molglie 32. con sacrificci,o lavoratto allestero,e cuasi in tutta italia,…poi 6 anni fà x problemi di afitti,è pocca fortuna siammo rientratti in Sardegna,con la promessa di lavorare almeno io, abbiamo ahvutto la fortuna che pure sposandocci di aquistare un piccolo apartamenttino,cioè chiedendo un muttuo alla banca,esucessivamente io lavoravo in una grossa inpresa di costruzzioni……….1anno fà licenziatto, i debitti stanno salendo, il 28 dicembre dovrò pagare il muttuo, non trovo lavoro nemeno al nord, non o mai ahvutto problemi con la legge, il comune non mi aiutta, la banca mi ah preso anche il carnet assegni mai usatto……..ma son siuro che sè dovessero minaciarmi per portarmi via la casa, farò il delinquente acosto di andare in galera……….

  • Alfredo 6 anni

    Perdere il lavoro è uguale a perdere se stessi, quando si lavora da una vita come il sottoscritto e non trovi nessuno pronto a darti una mano, capisci quanto è stato importante fare il volontariato. Allora mi dedicavo a tutti colore che avevano un bisogno ancora oggi lo faccio per strada l’istinto rimane quando una persona impara a far del benne!
    Coloro che rispondono mi dispiace.. non è il momento…!, forse non lo è per l’oro.
    Bisogna reagire ragazzi a tutti voi che siete nella mia stessa barca..! Remiamo tutti insieme verso una nuova vita senza arrenderci Mai.
    Ciao buona fortuna a tutti.
    Alfredo 
     

  • fabio70 6 anni

    LA PERDITA DEL LAVORO DISTRUGGE DENTRO,ALTRO CHE CHIACCHERE. SONO 2 ANNI CHE L’HO PERSO E NON RIESCO A TROVARLO, IMPOSSIBILE NON DEPRIMERSI A 41 ANNI ,QUANDO IL MONDO DEL LAVORO SEMBRA VOLTALTI LE SPALLE. KAZZO SEMBRA DAVVERO FINITA!!!!!!!

    • Patrizia 6 anni

      anche io  ho lavorato a 45 anni non ti guardano nemmeno ho dato disponibilità’ per lavori socialmente utili baby sitter pulizie agenzie io non so come fare più c.v. all’estero.. Entri in una situazione terribile mettendoci altre difficoltà familiari che dire??