Come potenziare il cervello: ecco qualche consiglio utile

Conoscere l'anatomia del cervello può aiutare. Scorriamo insieme i consigli degli esperti per utilizzare al meglio la nostra materia grigia

Quante volte, da piccoli, ci hanno detto di utilizzare la testa, di riflettere bene su quello che facevamo e di evitare di agire o parlare in maniera precipitosa ed istintiva. L’attitudine a ragionare, valutare, giudicare e scegliere è di focale importanza e implica il ricorso all’organo più delicato che abbiamo: quel cervello che regola le nostre funzioni vitali, cognitive, psichiche ed emotive. Non c’è da discuterne troppo: chi non impara a sfruttare le potenzialità del suo cervello è destinato a vivere male, non solo perché fatica a realizzarsi nel lavoro, ma anche nella vita privata. Ecco perché abbiamo pensato di dedicare un articolo all’argomento, impegnandoci a scrutare nel dettaglio ciò che contiene la scatola cranica e ad individuare (con l’aiuto di alcuni esperti) quello che conviene fare per mantenere attiva la materia grigia. Vediamo insieme come potenziare il cervello da cui dipende una buona fetta del nostro successo.


Come potenziare e rigenerare il cervello

A fornirci l’ispirazione è stato un articolo pubblicato qualche settimana fa sul sito di GetVoip. Stando a quanto riportato sul sito straniero, i neuroni presenti nel cervello umano si aggirano intorno ai 100 miliardi mentre il numero di sinapsi necessarie per processare gli stimoli esterni che indicano al corpo quello che deve fare sarebbe incalcolabile. Per rendere più chiara l’idea, l’estensore dell’articolo pubblicato su GetVoip afferma che ci sono più connessioni nel nostro cervello che stelle nell’universo. Da qui la curiosità di comprendere se queste connessioni possono essere “oliate”, consentendo al nostro cervello di lavorare meglio e di produrre risultati più soddisfacenti. L’infografica compilata da GetVoip (che riportiamo in versione originale seguita dalla nostra personale rielaborazione) fornisce informazioni interessanti.

Ci sono numerosi studi sulla neuroplasticità – che è la capacità del cervello di modificare la sua struttura interna – che dimostrano come il suddetto cervello possa continuare ad imparare e crescere nel tempo. Tutto dipende dai cosiddetti BDNF (Brain Derived Neurotrophic Factors) che possono essere stimolati con l’acquisizione di alcune sane abitudini. Stando a quanto riportato dall’infografica, è bene, per esempio:

  • mangiare cibi ricchi di acidi grassi omega 3 come il salmone
  • fare attività fisica
  • alternare pasti normali ed equilibrati a piccoli periodi di digiuno e di restrizione calorica

Anatomia del cervello

Gli studi condotti dagli specialisti negli anni hanno dimostrato inoltre che la neurogenesi – che è il processo di sviluppo e di crescita di nuovi neuroni che si attiva (ovviamente) nelle prime fasi della vita – può continuare a manifestarsi anche da adulti, seppure in percentuali e in forme impercettibili. Ecco perché è bene prendersi sistematicamente cura del proprio cervello, sforzandosi di raccogliere quante più informazioni possibili sul suo conto. Partiamo da una disamina della sua anatomia. Il cervello umano comprende:

  • l’ippocampo: è la regione responsabile della memoria a breve e lungo termine e della memoria spaziale;
  • il cervelletto: è la regione responsabile delle abilità visive e motorie;
  • il ganglio basale: è la regione in cui si strutturano le abitudini;
  • la corteccia prefrontale: è la regione che si occupa di regolare le funzioni cognitive, emotive e comportamentali complesse;
  • il lobo occipitale: è la regione che ha il compito di processare le informazioni visive (quelle registrate dagli occhi).

Sfruttare al meglio ogni singola sezione del nostro cervello è possibile. Basta conoscerne bene la funzionalità e provare (come suggeriscono gli estensori dell’infografica) a spezzare la routine:

  • stimolare i neuroni a compiere azioni seriali in un breve arco di tempo favorisce la formazione di nuove connessioni sinaptiche che aiutano a concentrarsi meglio;
  • la pratica e la ripetizione incentivano le potenzialità cerebrali a lungo termine perché il segnale tra i neuroni pre-sinaptici e quelli post-sinaptici viene potenziato;
  • le informazioni incamerate nella memoria a breve termine dalla corteccia prefrontale arrivano nell’ippocampo dove diventano ricordi a lungo termine:
  • molte persone imparano più velocemente e proficuamente nell’ora mattutina compresa tra le 9 e le 10. Non è una regola scientifica, ma una tendenza abbastanza diffusa.

Quanto all’importanza di spezzare la routine, gli studiosi precisano che le abitudini sono codificate nel ganglio basale che è profondamente radicato nella struttura cerebrale. Per modificarle, portando il cervello ad esprimere meglio le sue potenzialità, dobbiamo innanzitutto identificarle. Come? Occorre:

  • chiederci cosa ci porta a fare sempre la stessa cosa;
  • riconoscere il comportamento che assumiamo per abitudine;
  • individuare i benefici che ne derivano.

Riflettere sulla motivazione che ci spinge a compiere, in maniera seriale, una determinata azione è di nodale importanza. Una volta individuato il motivo, basterà provare a sperimentare nuovi comportamenti capaci di produrre risultati analoghi o addirittura migliori.

5 consigli semplici (e pratici) per potenziare il cervello

E chiudiamo coi cinque suggerimenti messi in fila nella parte conclusiva dell’infografica. Per tenere costantemente allenato l’organo che – come detto in apertura – può determinare la nostra fortuna (non solo al lavoro), è consigliabile:

  1. risolvere dei puzzle: l’allenamento basato sulla “strategia” rafforza le capacità cognitive del cervello;
  2. leggere: è stato accertato che le persone che hanno la buona abitudine di leggere hanno una capacità di connessione e di concentrazione superiore rispetto a chi non prende mai un libro in mano;
  3. allenarsi: l’attività fisica favorisce la neuroplasticità nella corteccia motoria, la regione che ospita i neuroni che coordinano i movimenti;
  4. dormire nei momenti giusti: dopo aver appreso qualcosa, è bene concedersi un pisolino perché, stando a quanto verificato dagli esperti, il sonno favorisce il passaggio delle informazioni attraverso le sinapsi;
  5. imparare una nuova lingua: la regione del cervello che ha il compito di dare un nome alle cose e di riconoscere le parole e le lingue differenti da quella che abbiamo imparato da bambini è un’area ad alta attività cerebrale. Utilizzarla e stimolarla non può che fare bene.

Sapere come è fatto il nostro cervello e conoscerne i meccanismi di funzionamento può aiutarci parecchio. Evitiamo di replicare sempre gli stessi comportamenti ed impariamo a metterci in gioco con una certa frequenza, portando la mente a inoltrarsi in terreni nuovi, capaci di irrobustire le nostre capacità. Per riuscire nella vita e nel lavoro, occorre abbandonare la comfort zone e mettersi al riparo dall’atrofia che rischia di impigrirci e demotivarci. Impegniamoci a farlo giorno dopo giorno e i risultati non tarderanno ad arrivare.



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