Come guadagnare con il proprio terreno: ecco 5 idee vincenti

Coltivare e guadagnare: idee su come fare reddito con il proprio terreno.

Avete un piccolo appezzamento di terreno, un orticello o un giardino con una discreta disponibilità di spazio? Perché non sfruttarli al meglio, investendo su un’attività che potrebbe procurarvi robuste soddisfazioni? Sempre più professionisti, fiaccati dai ritmi e dalla routine dell’ufficio, cercano rifugio nella terra che scelgono di coltivare con cura e amore. Se anche voi sentite il bisogno di dare più spazio alla vostra anima “green”, fermatevi un attimo a leggere. Perché la possibilità di guadagnare con il vostro terreno esiste eccome. Ma non facciamola troppo facile: prima di lanciarvi nell’impresa (a cui vi suggeriamo di accostarvi, almeno all’inizio, come ad un semplice hobby), dovrete fare tutte le valutazioni del caso. E raccogliere le informazioni utili a farvi capire se il vostro “fazzoletto di terra” può effettivamente fruttare qualcosa. In tutti i sensi.

5 idee per guadagnare con il proprio terreno

1. Coltivazione di funghi. Il mercato dei funghi non conosce crisi; ecco perché avviarne una coltivazione potrebbe rivelarsi un’idea vincente. Ma da dove partire? Bisogna innanzitutto predisporre il substrato per impiantare i miceli che altro non sono se non gli apparati vegetativi dei funghi. C’è chi provvede ad arricchirlo con i trucioli di legno, ma assai più diffusa è la pratica che prevede il ricorso alla paglia (che viene spezzettata e opportunamente inumidita), al letame, al gesso e al fieno.

Il composto ottenuto deve “riposare” per due settimane a una temperatura di circa 25 gradi, permettendo così al micelio di accrescersi all’interno di esso. E dopo? Occorre ricoprire il substrato con un apposito terriccio e pazientare per altri 10 giorni. Fino a quando non si arriva alla fase riproduttiva vera e propria, durante la quale bisogna abbassare la temperatura dell’ambiente a circa 18 gradi. Impegnandosi a rispettare i tempi e le temperature e garantendo il giusto livello di acidità del terreno, le prime punte di funghi appariranno dopo circa una settimana. Lasciateli crescere ancora un po’ e fatene l’uso che volete.

2. Coltivazione di aloe veraQuella dell’aloe vera è diventata una vera e propria moda. Che ha coinvolto tanto il mercato cosmetico quanto quello alimentare. Di cosa stiamo parlando? Di una pianta semigrassa che – a detta degli esperti – ha notevoli effetti benefici sulla nostra salute (lenitivi, depurativi, protettivi e rinforzanti) e che, proprio per questo, può rappresentare una buona fonte di guadagno. Chi sta pensando di coltivarla, deve però sapere che avere a disposizione un terreno può non essere sufficiente perché l’aloe è una pianta che cresce in zone calde e che necessita di tanto sole (se abitate in Val Padana dovrete, quasi sicuramente, rinunciare al progetto; mentre se avete un appezzamento di terra al Sud, potreste prendere in seria considerazione la cosa). Poiché può essere impiantata anche in terreni non pianeggianti e non richiede molta acqua, i costi per avviare una coltivazione di aloe vera risultano relativamente bassi. Anche perché parliamo di una pianta che non necessita di particolare manutenzione. Ma fate attenzione alle formiche che, se arrivano a raggiungere le foglie, rischiano di guastarvi la festa.

3. Coltivazione di bacche di Goji.  Anche consumare bacche di Goji è diventata una vera e propria consuetudine, per un numero crescente di italiani. Che potrebbero pensare di avviare, nel loro terreno, la coltivazione di questa pianta, originaria del Tibet e della Cina, che elargisce frutti dalle riconosciute proprietà antiossidanti. Per realizzare il progetto, occorre essere a disposizione di un terreno di impasto medio (meglio se leggermente acido) ben drenato e fertilizzato. E poi occorre armarsi di pazienza perché, dal momento della “semina” a quello della prima fioritura e fruttificazione, trascorreranno 2 anni. Parliamo comunque di una coltura che non necessita di particolare manutenzione (basta garantirle il giusto apporto di acqua e la giusta esposizione alla luce), fatta eccezione per la potatura. Le bacche di Goji fruttificano, infatti, solo sui rami giovani quindi è opportuno eliminare periodicamente quelli vecchi che rischiano di comprometterne la crescita.

4. Coltivazione di zafferano. Lo diciamo subito: coltivare zafferano richiede un certo sforzo economico, ma può garantire anche buone entrate. Si tratta, infatti, di una delle spezie più costose al mondo, per via della particolare manutenzione di cui necessita. Da dove si deve partire? Dall’impianto dei bulbi che, stando alla testimonianza di chi si è già lanciato nell’impresa, sarebbe bene sistemare in un terreno collinare (non argilloso). Il periodo migliore per seminare è quello compreso tra i mesi di luglio e agosto, che permette di raccogliere a dicembre. La pianta dello zafferano – che, per crescere, ha bisogno di tanta luce e di una quantità ridotta di acqua (i ristagni possono far marcire i bulbi) – regala fiori viola bellissimi. Che si aprono, però, solo per pochi giorni. E’ in questo lasso di tempo ridotto che occorre operare, facendo attenzione a “maneggiare con cura” gli stimmi da cui si ricava la spezia. Si tratta, infatti, di un’operazione assai delicata, che può essere svolta solo da “addetti ai lavori”.

5. Coltivazione di lavanda. A chi non piace il profumo della lavanda che rinfresca i cassetti della biancheria? E se provaste a coltivarla nel vostro terreno anziché comprarla già imbustata e commercializzata?

L’idea potrebbe rivelarsi felice, ma come sempre occorre prendere in considerazione vari fattori. Trattandosi di una pianta mediterranea (le piantagioni più floride si trovano in Provenza), necessita di un terreno ben drenato, sufficientemente argilloso e sabbioso. E di un clima temperato, con inverni miti ed estati calde, con un bassissimo tasso di umidità. Quanto alla manutenzione, ricordatevi che la pianta della lavanda va potata dopo la fioritura. E che, una volta raccolti i fiori, bisogna farli essiccare in un luogo chiuso, fresco e ombreggiato, che garantisce il mantenimento della caratteristica fragranza. Se le cose andranno bene, potrete arrivare ad avviare un piccolo commercio. O limitarvi a regalare i “frutti” del vostro raccolto a una ristretta cerchia di amici e parenti.

Avviare una di queste coltivazioni nel vostro terreno personale, accostandola magari alla semina di ortaggi e di fiori, potrebbe procurarvi un grande benessere. Anche dal punto di vista mentale. Non sottovalutate l’idea e, se vi sentite sufficientemente ispirati e motivati a cavalcarla, chiedete consiglio a chi si è già inoltrato lungo il sentiero dell’imprenditoria “green”. Fare rete – anche in questo caso – potrà aiutarvi moltissimo.



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