Come gestire un gruppo di lavoro numeroso

Essere un leader non vuol dire tiranneggiare su tutti, ma essere disponibili, flessibili e rispettosi. Scopriamo come si fa

Dopo tanta fatica, sei riuscito ad ottenere il posto di manager per cui hai sgobbato a lungo. Da domani sarai tu a pianificare ogni mossa e sempre tu a stabilire chi dovrà fare cosa. Il risultato che hai raggiunto deve inorgoglirti, ma hai pensato al carico di lavoro che ti aspetta? Essere un leader non è semplice: chi si assume l’onere di orientare le scelte di persone che dipendono da lui deve mettere in conto la necessità di operare con grande responsabilità. Ci riesce solo chi, avendo la stoffa per stare al comando, crede sufficientemente in se stesso e riesce a valorizzare al meglio le risorse umane di cui dispone. Ecco perché imparare a gestire un gruppo di lavoro numeroso è di focale importanza. Impegnati a costruire un rapporto proficuo con ognuno dei tuoi collaboratori e resta al loro fianco qualsiasi cosa accada.


La difficoltà di trovare una sintesi

Mettere d’accordo un gruppo di persone numeroso è quanto di più complesso possa capitare. Le grandi comitive faticano sempre a trovare un locale che vada a genio a tutti e le grandi famiglie a coordinarsi sul menu per il cenone di Capodanno. E’ in casi come questi (o in situazioni ben più delicate), che serve il “pugno duro” di un leader. Ovvero l’autorevolezza di una persona che, ascoltati i pareri di tutti, riesce a tirare le somme e a prendere una decisione. Essere il capo non vuol dire essere l’uomo solo al comando – non trasformarti in un manager dispotico che spadroneggia per alimentare il suo ego – ma essere la persona che, all’interno dell’azienda, detta la rotta e dà per primo il buon esempio. Cosa vuol dire esattamente? Che se non presterai la dovuta considerazione alle persone che compongono il tuo gruppo di lavoro, difficilmente otterrai da loro rispetto e collaborazione.

E veniamo al punto: come si fa a trovare la sintesi in una squadra che coinvolge persone diverse, che provengono da situazioni differenti e che tendono ad agire in maniera disarmonica? La chiave per riuscire a gestire un gruppo di lavoro così sfaccettato e composito sta nella tua disponibilità ad essere flessibile. E ad adattarti alle caratteristiche (professionali ed umane) delle persone a cui dovrai affidare incarichi più o meno importanti. Ma procediamo con ordine, partendo da alcuni dati che possono aiutare a sviluppare, in maniera più approfondita, l’argomento che abbiamo scelto di trattare.

Occhio alla comunicazione ed al coinvolgimento

Stando a quanto riportato dal blog britannico “Undercover Recruiter”, il 57% dei dipendenti interpellati in una recente inchiesta ha dichiarato di non ricevere direttive chiare dai propri responsabili ed il 69% dei manager ha ammesso di non trovarsi a proprio agio quando deve parlare coi sottoposti. Sono dati che aiutano a comprendere come a “fare cilecca”, all’interno di un gruppo di lavoro, sia molto spesso la comunicazione. La mancanza di informazioni chiare genera confusione che può incidere negativamente sulla qualità del lavoro e sul livello di coinvolgimento delle risorse. Ogni manager che si rispetti dovrebbe puntare, invece, ad ottenere il massimo coinvolgimento dai dipendenti. Ed impegnarsi allo stremo perché ogni singolo membro del gruppo di lavoro che coordina si senta un ingranaggio importante per il funzionamento del meccanismo e sviluppare la capacità di lavorare in team.

I gruppi di lavoro fortemente coinvolti possono fare aumentare i profitti aziendali di oltre il 20%; perché non partire da questo dato squisitamente numerico per orientare strategicamente la tua leadership? I dipendenti che coordini devono sentirsi parte integrante di una di una squadra che si allena e gioca per fare goal. Ascolta le loro opinioni, consultali su alcune questioni e dai credito alle loro idee; se si accorgeranno di avere al loro fianco un manager che crede in loro, si sentiranno ispirati e tenderanno a fare con coscienza il loro lavoro.

Cerca, inoltre, il modo migliore per comunicare efficacemente con ognuno di loro perché, come già detto, in assenza di indicazioni chiare, potrebbero fare di testa loro ed operare contro gli interessi dell’azienda. Il punto è che – per quanto bizzarri, pasticcioni, pigri o pignoli possano essere i tuoi dipendenti – devi trovare il modo di costruire un rapporto schietto con loro. Non è faccenda di poco conto: per stabilire relazioni durature, dovrai investire tanto in termini di tempo e di pazienza; ma se avrai l’accortezza di farlo, i risultati ti premieranno senz’altro.

Secondo Debbie Lentz, presidente della Global Supply Chain di Electrocomponents PLC, bisogna puntare tutto sulla disponibilità. “Ho scoperto – ha dichiarato in una recente intervista – che controllare regolarmente il lavoro svolto dai miei dipendenti insieme a loro è il modo migliore per capire come operano e come approcciano alle sfide che pongo loro davanti. Come leader, devi rivelarti disponibile e stare lì a supportarli quando ne hanno più bisogno”.

Mostra rispetto per tutti e scommetti sulla diversità

Gestire un gruppo di lavoro numeroso vuol dire farsi carico di un mucchio di complicazioni. Perché? Perché ogni persona è diversa e con questa diversità dovrai fatalmente fare i conti, se vorrai ottenere risultati positivi. Ricordati di avere tatto (se non brilli per empatia, difficilmente riscuoterai consensi presso i tuoi collaboratori) e di dimostrare il necessario rispetto per tutti. Inutile dire che, in un contesto lavorativo, vanno valutate le prestazioni professionali e non premiate o sanzionate determinate scelte personali.

Che il tuo dipendente voti Di Maio o Salvini, che creda in Dio o in Buddha, che ami il burlesque o lo scoutismo non è faccenda che ti riguarda. La diversità di cui devi occuparti è quella che concerne la personalità ed il temperamento dei tuoi collaboratori, che devi mettere nelle condizioni di lavorare serenamente. Osservali con attenzione e cerca di scovare i loro tratti caratteriali più evidenti: sono permalosi o autocritici? Si muovono autonomamente o sembrano dei pulcini spauriti? Lo sforzo che devi fare è quello di adattare il tuo modo di gestire le cose al loro modo di essere e di operare, cercando di cavare il meglio da ognuno di loro. E provando magari, umilmente, a migliorare alcuni aspetti del loro carattere.

Un’impresa faticosa, che non può essere portata a termine, se non viene supportata dal necessario rispetto che devi dimostrare ad ogni singolo componente del tuo gruppo di lavoro. Non sei lì per giudicare o ammonire i loro comportamenti (a meno che non procurino danni all’azienda), ma per sfruttare al meglio le loro peculiarità. Se agirai con criterio, la diversità che ti mandava fuori di testa all’inizio si trasformerà nella tua arma vincente. Perché i gruppi di lavoro numerosi – che coinvolgono esperienze, sensibilità, indoli e competenze diverse – sono quelli destinati a raccogliere i risultati più gratificanti e a muoversi più speditamente lungo il sentiero della crescita e dell’innovazione. A patto che abbiano un leader capace a guidarli, che assume il rispetto come sua stella polare.



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