Come diventare archeologo

Una cosa è certa. Il mestiere di archeologo non scomparirà, poiché non scomparirà l’archeologia. La questione invece riguarda la rete museale, la ricerca e le sovvenzioni statali, regionali o private per finanziare progetti e campagne di scavo. Sta tutto qui.

Infatti, l’archeologo, è un professionista specializzato che lavora principalmente per musei, Cnr( Centro nazionale di Ricerca) e università o piccole società e quando mancano i soldi, ovvero le sovvenzioni ( statali o privare), si fermano gli scavi e si ferma anche il suo lavoro.

In ogni caso, quella dell’archeologo resta una professione molto legata alla passione e all’amore per l’antichità, la scoperta di nuove testimonianze storiche attraverso l’uso di tecniche specifiche, da apprendere in un percorso di studio adeguato.

Ma come si accede al mestiere dia archeologo?

Si può fare l’archeologo vincendo un concorso pubblico ( lavorando poi per la Pubblica Amministrazione) oppure come libero professionista per piccole società, cooperative, avendo incarichi diretti.

Il concorso si può fare per l’università, Cnr, Ministero dei beni culturali.

L’archeologo è anche una figura che si avvale dell’aiuto e della collaborazione di altri professionisti come fotografi, archivisti, architetti, linguisti, storici, etnologi, operai specializzati e informatici. L’archeologo, insomma, è una figura autonoma che può gestire e cooperare con altre figure, il cui lavoro di squadra concorrerà ad avere una visone d’insieme per la ricognizione di uno scavo archeologico.

In più, egli dovrà possedere doti di grande pazienza, precisione, curiosità , adattabilità e resistenza a lavorare in condizioni di forte stress e a temperature particolari( molto calde, umide, secche, afose, a seconda di dove si svolge lo scavo), con ritmi di lavoro che spesso lasciano libere poche ore notturne. Dovrà molte volte prepararsi a trasferte mondiali, anche di due o più mesi, per portare avanti campagne di scavo.

Dovrà poi lavorare con tecniche e apparecchiature varie come fotografia, magnetografia, sonar, utensili per la pulizia dei reperti, apparecchiature informatiche. Al momento, le uniche possibilità di lavorare in maniera stabile come archeologo sono all’interno di Enti pubblici e università e probabilmente nuove occasioni lavorative e sviluppi della professione verranno proprio dall’implementazione delle tecniche telematiche e multimediali. Potrebbero nascere, infatti, nuovi corsi di laurea o specializzazioni proprio in questo senso.


Ma quali sono i titoli di studio per accedere alla professione di archeologo?


L’archeologo è un professionista prevalentemente laureato in lettere, ma vanno bene anche le altre lauree umanistiche come Conservazione dei beni culturali e lettere moderne affiancate a specializzazioni e a esami finalizzati al mestiere. Egli dovrà avere i seguenti requisiti:

Competenze applicative necessarie alla comprensione del trattamento dei dati archeologici

Competenze nel recupero, nella conservazione e nella diagnostica di reperti archeologici.

Competenze filologiche, linguistiche( fondamentale la conoscenza di inglese, francese e di almeno due lingue morte come greco o latino)

Capacità di lavorare in quadra e in autonomia, capacità di analisi, di gestione e di organizzazione.

Cosa fa l’archeologo ?


Egli è impiegato in campagne di scavo e di recupero di reperti archeologici e deve operare nella catalogazione, conservazione e didattica, nella ricerca e nella valorizzazione di oggetti di grande valore storico-artistico. Egli è spesso affiancato da assistenti che provengono dalla Soprintendenza archeologica. Nuove possibilità si possono avere nel ruolo che l’archeologo si può ritagliare, nell’ambito di fondazioni private, società o cooperative, come organizzatore di percorsi museali ad hoc, cataloghi specializzati rientranti nell’attività di promozione e di valorizzazione della campagna di scavo. La ricerca e il lavoro dell’archeologo verte anche su: individuazione dell’identità storico artistica di un reperto, uso degli strumenti di tutela e di catalogazione, di scavo e di ricognizione.

Le mansioni dell’archeologo, a livello pubblico comprendono: vigilanza sul territorio( ispezioni e controlli), esame di progetti di restauro e di scavo presentati da terzi, verifica della correttezza dei lavori di manutenzione, congruità tecnica dei progetti di scavo, allestimento di impianti operativi e attività amministrative come controllo del budget(costi, entrate, uscite).

Infine, riguardo alla formazione è importante specializzarsi in archeologia dopo al laurea ( le specializzazioni sono presso le università di Cagliari, Firenze, Padova, Milano, Torino, Napoli, Bologna, Genova, Matera Siena e Roma -La Sapienza). Fondamentale acquisire anche qualche competenza sulla conoscenza delle leggi, contabilità di stato, museografia e museologia.

Chiunque voglia intraprendere questo mestiere deve tenere conto che, dopo laurea e specializzazione, per conseguire concretamente i ferri del mestiere e imparare come si effettua uno scavo bisogna partecipare come volontari a Campagne di scavo. L’esperienza pratica è importantissima, ma anche l’attenzione verso i nuovi sbocchi della professione che vedono un’espansione del fronte promozione e valorizzazione, rispetto alla classica figura di archeologo.


Informazioni utili:

www.federculture.it

www.archeologia.com

www.archeolink.it

www.archeomedia.net

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COMMENTS

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  • Gerardo 6 anni

    Buona sera, ho 34 anni, sono di Firenze, ho alle spalle studi Giornalistici ma non terminati, da quando ho 18 anni la mia passione per l’arte e l’archeologia mi ha accompagnato attraverso studi personali su Greci e Egizi………..
    Se volessi diventare un archeologo e avessi alle spalle tanto interesse e pazienza per questo lavoro, mi chiedo se sarebbe possibile!!!