Come convincere l’azienda che la mia è una buona candidatura?

colloquio

email pervenuta a La Posta di Bianco Lavoro


Ho 35 anni e vorrei sottoporre un quesito che da mesi mi fa riflettere sul mondo del lavoro, premetto attualmente lavoro grazie ad un’agenzia interinale che non ha deluso le mie aspettative e che devo dire si è rilevata una vera propria sorpresa per me.

Il mio quesito riguarda la lettera di presentazione da presentare in fase di colloquio o nelle candidature, e cioè provengo da una situazione di mobbing, ho dovuto lasciare il mio lavoro per mobbing, dopo una breve battaglia ho lasciato un posto di lavoro di 6 anni e grazie a questa agenzia ho trovato nel giro di poco un’altra occupazione che ahimè non è la mia ma che ho dovuto cogliere per ovvi motivi, avendo un mutuo e delle spese che come tutti sanno bisogna fronteggiare con uno stipendio mensile.

Ora non fermandomi su questa occupazione che non è quella a cui aspiro continuo a candidarmi sulle posizioni che rispecchiano il mio profilo, ma ahimè durante qualche colloquio mi è capitato di dovere rispondere alla motivazione delle dimissioni del lavoro precedente.

Nella mia lettera di presentazione non ho menzionato assolutamente le cause delle mie dimissioni e ho aggirato l’argomento scrivendo di opportunità di lavoro con più crescita professionale.

Certo è che nella crisi di lavoro che abbiamo non si valuta più questa considerazione ma anzi si consiglia di stare in ogni caso in un posto di lavoro dove si ha lo stipendio indipendentemente dal trovarsi bene o no.

Io vorrei avere una linea guida per cercare di convincere o almeno di fare pensare alla persona che ho di fronte di essere una persona all’altezza della posizione.

Purtroppo oggigiorno si pensa e si valuta non più in base alla capacità della persona ma a pagarla il meno possibile e che dia il meno fastidio a livello di leggi e regolamenti insomma che non si sia un rompi….. (mi scuso per il termine ma penso di aver dato un’idea).

Bisogna mentire o almeno camuffare sulle proprie capacità…..non lo so non sono ancora riuscito a trovare un datore di lavoro vecchio stampo cioè quella persona in grado di capire e dare fiducia alle persone almeno un pò!!!

Ringrazio anticipatamente la redazione e porgo i miei cordiali saluti.

Marco S.

Per Bianco Lavoro risponde il dr. Marco Fattizzo – esperto in Politiche del Lavoro

E’ assolutamente vero che in un colloquio di lavoro è meglio non “intrappolarsi” nel discorso “mobbing”, poiché può risultare una strada senza uscita. Lei ha comunque lavorato nella precedente azienda per un periodo abbastanza lungo, 6 anni; parlando di quel lavoro a colloquio si concentri sugli aspetti positivi, su quello che l’azienda le ha dato e su quello che lei è riuscito a dare all’azienda, poi arrivando alla fine dica semplicemente che non ci sono state più le condizioni di crescita interna e non ha visto più un futuro di miglioramento professionale e così ha colto l’opportunità che intanto le veniva offerta per una nuova occupazione. Insomma, dica la verità, ma senza insistere sulle “negatività” e seguendo la regola che a colloquio è necessario parlare in chiave “positiva” ed ottimistica.

Il mobbing è un argomento “duro” e non va sottovalutato, tuttavia il contesto per discuterne non è certamente il colloquio con una nuova azienda.

Per quanto riguarda la lettera di presentazione, lei ha giustamente capito che è certamente molto importante, più di quello che normalmente si è portati a credere. Non riesco a consigliarle di meglio che leggere questo contenuto che ho scritto alcuni mesi fa e spero possa esserle di aiuto:

Lettera di presentazione mirata per una candidatura efficace ed ottenere più risposte

Altra cosa, lei scrive: “Io vorrei avere una linea guida per cercare di convincere o almeno di fare pensare alla persona che ho di fronte di essere una persona all’altezza della posizione.” Benissimo, offre un ottimo spunto. Nella lettera di presentazione e poi nel colloquio non parli in maniera generica di quelle che sono le sue caratteristiche e competenze, ma faccia degli esempi concreti, racconti delle storie di successo della sua vita professionale, esponga con “ottimismo” come lavorativamente ha superato sfide difficili ed aiutato l’azienda a crescere ed a risolvere i problemi. Non è chiaro dalla sua lettera quello che è il suo lavoro, ma per farle un esempio, ho assistito a dei colloqui per personale “tecnico” in cui i candidati più avveduti si sono presentati, oltre che con CV, con fotografie, disegni e dati tecnici di lavori realizzati ed hanno destato l’interesse dell’interlocutore raccontando dettagliatamente il processo lavorativo. Inutile dire che hanno avuto una marcia in più rispetto agli altri…

Altra cosa, lei scrive: “Purtroppo oggigiorno si pensa e si valuta non più in base alla capacità della persona ma a pagarla il meno possibile ….”.

In questo caso non la vedo esattamente così, l’azienda non vuole pagare meno, ma vuole guadagnare di più. Spiego meglio: se un dipendente costa 300 e fa guadagnare all’azienda 1.000, tale azienda non avrà alcun interesse a scegliere un altro dipendente che cosa meno, diciamo 200 ma fa guadagnare 400. Spero che il concetto sia chiaro, in definitiva: nel colloquio è bene concentrarsi su quello che si può dare all’azienda, sul valore aggiunto che si può portare, convincerla che lei non è un costo, ma un investimento.

Infine le dico che non è necessario mentire o camuffare la realtà, ma è importante “vendersi” spingendo sugli aspetti positivi e vincenti della propria professionalità e delle proprie capacità.

Spero di esserle stato di aiuto e se ha altro da chiedere o commentare sono a disposizione. Buona Fortuna per i suoi futuri lavori!



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