Come chiedere il bonus 600 euro per asili nido e baby sitter

Alcune utili indicazioni per poter richiedere correttamente il bonus 600 euro per il pagamento di asili nido e di baby sitter.

Da qualche giorno è finalmente possibile domandare all’Inps il contributo 2016 per pagare l’asilo nido o la baby sitter, quale sistema alternativo alla fruizione del congedo parentale. Il sistema, che è stato introdotto in via sperimentale nello scorso triennio, è poi stato prorogato per tutto il 2016 dall’ultima legge di Stabilità, che lo ha esteso, per la prima volta, anche alle lavoratrici autonome e alle imprenditrici. Ma come funziona il bonus 600 euro? E come poterne fare richiesta?


Bonus 600 euro: chi può richiederlo

A poter richiedere il bonus da 600 euro per asili nido e baby sitter sono tutte le mamme che si trovano nel periodo di tempo degli 11 mesi successivi alla fine del congedo obbligatorio. Tali interessate potranno pertanto presentare una domanda di accesso al beneficio rinunciando allo stesso periodo di tempo che avrebbero ottenuto mediante congedo parentale, e per un massimo di sei mesi. L’importo massimo del contributo è di 600 euro mensili, erogabili – come sopra abbiamo avuto modo di ricordare – sia alle lavoratrici dipendenti, che a quelle parasubordinate, che a lle libere professioniste iscritte alla gestione separata Inps. Nell’ipotesi in cui la donna svolga un lavoro part time, l’importo massimo del beneficio è ridotto in misura proporzionale all’orario di lavoro. per le iscritte alla gestione separata, la durata massima è inoltre ridotta a 4 mesi, invece di 6.

Come presentare le domande

Le domande potranno essere presentate fino al 31 dicembre 2016, o fino alla fine dell’esaurimento dei fondi che sono stati stanziati appositamente per il bonus (e, salvo rifinanziamenti, pari al raggiungimento di 20 milioni di euro). L’unica modalità di trasmissione della domanda è il canale digitale, che può essere utilizzato dai diretti interessati attraverso il sito internet dell’Inps con codice di identificazione personale, o attraverso il supporto dei patronati.

Che dati inserire nella domanda

La domanda dovrà essere adeguatamente valorizzata in tutti i campi principali. Per questo motivo è necessario ottenere l’Isee (indicatore della situazione economica equivalente) e l’iscrizione del bimbo alla struttura accreditata (qualora si scelga di finanziare la retta dell’asilo). Altre informazioni sono inoltre quelle anagrafiche del bambino e, in caso di adozione/affidamento nazionale, anche la data di adozione e di ingresso in famiglia (invece, nell’ipotesi di adozione/affidamento internazionale anche la data di adozione/affidamento, data di ingresso in Italia, data di ingresso in famiglia e dati relativi alla trascrizione del provvedimento di adozione internazionale).

Ulteriormente, andranno valorizzate le informazioni sull’ultimo giorno di congedo di maternità riferito al minore indicato, sui periodi di congedo parentale eventualmente già fruiti per il minore indicato, sul datore di lavoro, inclusi indirizzo Pec/email, sul proprio inquadramento contrattuale (tipo di contratto ed eventuale percentuale di part-time), sul padre (cognome, nome, codice fiscale, data di nascita, luogo, provincia e stato di nascita indirizzo, numero civico, Cap, comune, provincia e stato di residenza). Infine, serviranno i dati sul tipo di rapporto di lavoro del padre, il codice fiscale del datore di lavoro del padre, i periodi di congedo parentale eventualmente fruiti dal padre in relazione al minore per cui si chiede il beneficio, con dettaglio del datore di lavoro presso il quale ha fruito dei periodi. Come per altri provvedimenti, anche in riferimento al bonus 600 euro, per le donne lavoratrici autonome e per le imprenditrici si attende un decreto interministeriale che possa stabilire le modalità e i criteri di accesso al benefit.



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