Come avviare una coltivazione di luppolo

Dalla scelta del terreno all'essicazione ai possibili guadagni: tutto quello che dovete sapere, se volete lanciarvi nell'impresa

Se l’idea di sporcarvi le mani con la terra non vi disturba, potreste prendere in considerazione il progetto di avviare una coltivazione di luppolo. L’Humulus lupulus (è questo il nome attribuitole dai botanici) è una pianta che può regalare grandi soddisfazioni, a patto che sappiate prendervene cura e seguiate scrupolosamente tutti i procedimenti utili a farla crescere e fiorire come merita. E non pensate che la coltivazione del luppolo possa procurarvi affari connessi esclusivamente alla produzione della birra perché i germogli della pianta possono essere utilizzati anche in cucina o in medicina (come sedativi). Studiate bene la situazione e valutate il da farsi: con un investimento ragionevole, potreste avviare un business davvero redditizio.


Come avviare una coltivazione di luppolo

Aprire una coltivazione luppolo: un settore in espansione

Dici luppolo e pensi inevitabilmente alla birra. Ed è vero: il luppolo è l’ingrediente base delle “bionde” che amiamo sorseggiare nei pub e che, grazie alle proprietà antibatteriche di questa pianta, riescono a conservarsi a lungo ed acquistano quel caratteristico gusto amarognolo che piace tanto agli intenditori. Avviare una coltivazione di luppolo in Italia potrebbe rivelarsi un’idea vincente: la concorrenza è ancora limitata e le condizioni climatiche ed ambientali per riuscire nell’impresa esistono eccome. Ma occorre fare una precisazione: trattandosi di un settore in cui si sono cimentati ancora in pochi, i rizomi (ovvero le radici che devono essere interrate per far crescere la pianta) non sono reperibili nel nostro Paese. Per muovere i primi passi, dovrete dunque prendere contatti con fornitori esteri. E dopo?

La scelta del terreno per coltivare luppolo

Se deciderete (come la maggior parte degli imprenditori fa) di specializzarvi nella coltivazione di luppolo destinato alla produzione di birra, dovrete innanzitutto imparare che ad interessarvi sono i fiori femminili (o coni) della pianta del luppolo. E che per farla crescere, dovrete mettervi alla ricerca di un terreno sufficiente ampio e con specifiche caratteristiche. Partiamo col dire che il luppolo (che è una pianta erbacea perenne) ha bisogno di climi temperati mediamente umidi e che resiste bene al freddo, pur avendo bisogno di molto sole.

Per quanto riguarda il terreno per coltivare il luppolo, occorre che facciate un’attenta ispezione perché piantare i rizomi in un’area argillosa potrebbe compromettere ogni cosa. Puntate piuttosto su un terreno soffice, leggermente acido e ben drenato. E provvedete, con una certa frequenza e continuità, a concimarlo in modo da renderlo il più fertile possibile. Un punto importante è quello che riguarda l’innaffiamento: il luppolo non ha bisogno di quantità eccessive di acqua, ma deve essere inumidito molto spesso. La soluzione ideale, secondo gli esperti, è dunque quella che prevede l’installazione di un sistema di irrigazione a goccia, che garantisca un approvvigionamento dolce e pressoché continuo di acqua.

Come si pianta e quando si raccoglie il luppolo

Occorre innanzitutto sapere che i rizomi (ovvero le radici ramificate, dotate di gemme, da cui si dipartono le piante del luppolo) devono essere piantati in primavera, in buche profonde almeno 30-40 centimetri e distanti almeno un metro l’una dall’altra. Per avviare una coltivazione di luppolo, dovete avere a vostra disposizione un’area sufficientemente vasta perché parliamo di una pianta rampicante, che può raggiungere anche altezze importanti (che superano i 6-7 metri) e che ha dunque bisogno di supporti intorno ai quali crescere e fiorire.

Una volta piantati i rizomi (con le gemme rivolte verso l’alto), restate in attesa e dedicatevi alla pulizia del terreno, strappando le erbacce ed eliminando i parassiti che possono rallentare la crescita delle vostre piante. Quando raggiungono un’altezza di circa 15-20 centimetri, potete iniziare a fissarle a dei supporti. E’ un’operazione molto delicata, affidatevi alle indicazioni degli esperti o delegate il lavoro a chi ha esperienza in materia. Le giovani piante di luppolo possono “appoggiarsi” a sostegni realizzati in legno, in ferro zincato o in cemento. Prendete informazioni e fate la scelta che si adatta maggiormente alla vostra disponibilità economica.

Durante il primo anno, le piante di luppolo non cresceranno moltissimo (non andranno oltre il metro e mezzo), ma non scoraggiatevi: i risultati arriveranno a partire dal secondo anno quando potrete assistere alla piena fioritura che avviene in primavera-estate. Pazientate un altro po’ e, tra la fine di agosto e il mese di settembre, provvedete alla raccolta delle pigne mature. Come si riconoscono? Con la vista e col tatto: sono secche ed hanno una consistenza simile alla carta. E, cosa ancora più indicativa, sono ricoperte di polvere luppolica gialla. Prestate la massima attenzione al colore perché le pigne verdi sono ancora acerbe e quelle marroni sono, invece, maturate troppo. Assicuratevi di raccogliere il “frutto” del luppolo nel momento giusto e mettete in conto la possibilità di raccogliere le pigne fiorite nello stesso fusto in giorni diversi. Rispettate i tempi e non abbiate fretta.

Coltivare luppolo: l’essicazione

Non è finita qui: una volta raccolti, i luppoli devono essere essiccati e liberati dall’umidità che presentano in superficie. Come si fa? Potete sistemarli in un luogo secco ed asciutto per qualche settimana o lasciarli all’aria aperta, coprendoli con delle zanzariere o delle reti protettive di altro tipo. Oppure, se avete in progetto di fare le cose in grande e sognate di avviare una coltivazione di luppolo di dimensioni importanti, potete prendere in considerazione l’idea di acquistare degli essiccatoi che consentono di velocizzare l’operazione (si impiega mediamente 2-3 giorni), ma non garantiscono un risultato di altissima qualità. Una volta essiccato, il luppolo adeguatamente conservato (riponetelo in sacchetti sottovuoto da sistemare in celle frigorifere) è pronto per essere commercializzato.

Costi e possibili guadagni della coltivazione del luppolo

L’idea di avviare una coltivazione di luppolo vi alletta, ma non sapete se è un progetto alla portata delle vostre tasche? Bene, sappiate che i costi da mettere in preventivo non sono proibitivi. Tutto dipende, ovviamente, dalle dimensioni del luppoleto che volete impiantare, ma in linea di massima, stando alle indicazioni di chi si è già cimentato nell’impresa, bisogna considerare un investimento di circa 10 mila euro per l‘impianto di sostegni alti almeno 9-10 metri, le spese connesse al sistema di irrigazione a goccia e quelle relative all’acquisto dei rizomi dall’estero.

Quanto ai guadagni: stando alle informazioni reperite sul Web, un quintale di luppolo può procurare un guadagno che va da un minimo di 700 a un massimo di 1.500 euro. In considerazione del fatto che un ettaro di terra garantisce mediamente una produzione di 10-15 quintali di luppolo, il ritorno economico può diventare interessante.

Prima di lanciarvi nell’impresa, prendete tutte le informazioni del caso (visitate, ad esempio, il sito dell’Associazione Italiana Luppolo) e chiedete consigli a chi ha già avviato un luppoleto. Fare rete con imprenditori che hanno scelto di scommettere sull’Humulus lupulus potrebbe tornarvi molto utile, sia in termini burocratici ed economici che in termini strettamente pratici. Chi ha la lungimiranza di prepararsi preventivamente per bene è destinato a raccogliere risultati importanti: tenetelo a mente.



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