Come avviare una coltivazione di frutti di bosco: informazioni e kit di aiuto

I piccoli frutti di bosco piacciono sempre di più: ecco perché avviarne una coltivazione (dopo aver fatto tutte le valutazioni del caso) potrebbe rivelarsi davvero un buon affare

Mirtilli, lamponi, fragoline, ribes, more, uva spina: i frutti di bosco sono tanti e diversi, eppure (per convenzione) si è soliti raggrupparli in un’unica grande categoria. Il loro impiego in cucina si fa sempre più massiccio, specie (ma non solo) tra i pasticceri che li usano per decorare torte e leccornie di vario genere. Ma non fatevi ingannare dal loro aspetto goloso: i piccoli frutti di bosco sono amati anche dai salutisti, che ne apprezzano le proprietà benefiche: sono ricchi di vitamine, sali minerali, fibre ed antiossidanti. La loro popolarità non sembra, insomma, conoscere crisi tanto che la produzione interna non arriva a soddisfare la crescente richiesta. Per questo, abbiamo pensato di compilare una breve guida che spieghi – in estrema sintesi – come avviare una coltivazione di frutti di bosco. Fornendo le prime informazioni pratiche, che dovranno (ovviamente) essere integrate da chi deciderà di farne una vera e propria attività imprenditoriale.


coltivare frutti di bosco

Perché coltivare frutti di bosco

Partiamo col ribadire che di frutti di bosco c’è una gran “fame” in Italia. Ampiamente utilizzati per decorare e insaporire torte, dolci e crostate, ma anche per preparare gelati, yogurt, confetture, succhi di frutta e liquori; i piccoli frutti del sottobosco sono apprezzati anche fuori dalla cucina e impiegati per la realizzazione di prodotti di bellezza o per la cura della persona. Ecco perché coltivare frutti di bosco può rappresentare un’interessante opportunità lavorativa che – stando alle testimonianze di chi lo ha già fatto – richiede meno sforzi e meno sacrifici della “messa in dimora” di un frutteto di mele, pere et similia. Ma attenzione: la cosa non va assolutamente sottostimata; se avete intenzione di lanciarvi nell’impresa, prendete tutte le informazioni che vi servono e non trascurate alcun passaggio.

Da dove partire per coltivare frutti di bosco: valutazioni iniziali

Al netto delle loro differenze, possiamo dire che i frutti di bosco (la cui maturazione avviene, in linea di massima, tra giugno e settembre) hanno bisogno di un terreno ben drenato, umido, ricco di humus e leggermente acido. Si tratta ovviamente di informazioni generiche che vanno verificate, in base al tipo di coltura che si intende avviare. I frutti di bosco tollerano solitamente sia il freddo che il caldo, ma hanno bisogno di una “corretta” esposizione al sole; gradiscono le piogge e devono trovarsi al riparo dalle intemperie che potrebbero distruggere arbusti e cespugli. Ricordatevi, infine, che se state pensando di dedicarvi a questo specifico tipo di business, è meglio che lo avviate in un terreno situato in una zona collinare o che, comunque, non superi gli 800 metri di altezza dal livello del mare.

Chi sta pensando di dedicarsi alla coltivazione dei frutti di bosco dovrà dunque partire con:

  • la scelta del terreno
  • l’analisi chimico-fisica dello stesso terreno tesa a capire su quale frutto sarà meglio investire
  • la predisposizione di un eventuale sistema di sostegno e di protezione

e dovrà poi procedere con:

  • la preparazione del terreno
  • la “messa in dimora” delle piante
  • l’allestimento di un sistema di irrigazione in grado di garantire il giusto grado di umidità al terreno

Potrebbe inoltre incoraggiare sapere che le piante di frutti di bosco non necessitano di una particolare potatura e che anche il trattamento antiparassitario risulta meno impegnativo rispetto alle altre colture. E non si trascuri il fatto che i tempi del primo raccolto sono notevolmente più stretti di quelli che occorre aspettare per cogliere (ad esempio) la prima mela dall’albero. Nei casi più fortunati, infatti, basterà pazientare un solo anno: un lasso di tempo ridottissimo, per chi sceglie di investire sulla natura e sui suoi bioritmi.

I consigli dei coltivatori per coltivare i frutti di bosco

Nonostante le conclamate “facilitazioni”, improvvisarsi coltivatori di frutti di bosco sarebbe una mossa tanto incauta quanto infausta. Ecco perché chi ha già lanciato la propria attività consiglia a chi sta pensando di fare la stessa cosa di puntare sulla qualità del prodotto e di avviare, se possibile, un canale di vendita diretto con il cliente. Non solo: a causa della veloce deperibilità (i frutti di bosco durano mediamente 2/3 giorni), in molti suggeriscono di prendere in considerazione la possibilità di lavorare la materia prima, trasformandola in prodotti – come le confetture – che hanno tempi di conservazione ben più lunghi.

E infine l’importanza di fare rete: chi vuole iniziare col piede giusto non può chiudersi nel suo “recinto”. Ma deve, anzi, rivolgersi alle associazioni e alle cooperative del posto che potranno fornirgli tutti i consigli ed il supporto di cui ha bisogno. Soprattutto in ambito burocratico: per avviare una coltivazione di frutti di bosco, è necessario (ad esempio) aprire una Partita Iva agricola. Se avrete la fortuna di interpellare coltivatori che vantano una certa esperienza e competenza nel campo, potrete inoltre ricavare preziose informazioni anche sul budget da investire. Stando alle informazioni da noi raccolte (consultando alcuni “addetti ai lavori”), non parliamo di cifre stellari. Anzi: con un investimento iniziale di circa 10 mila euro (comprensivo di copertura antigrandine e di sistema di irrigazione), la vostra avventura imprenditoriale potrebbe già prendere il largo.

Video Telecattolica: Coltivare frutti di bosco

A chi volesse farsi un’idea più precisa di cosa voglia dire avviare e gestire una coltivazione di frutti di bosco in Italia, consigliamo la visione di questo video.

Supporto apertura coltivazione frutti di bosco

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