Come avviare una coltivazione di bambù: info, consigli e supporto

Secondo molti, l'utilizzo del bambù nell'edilizia è destinato a superare quello del legno. Ecco perché avviare una coltivazione può rivelarsi un ottimo investimento. Vediamo tutte le informazioni utili e il kit di supporto.

Dici bambù e pensi alle sterminate foreste verdi che rimandano a mondi lontani. A scenari che non sembrano condividere molto con la vegetazione mediterranea. Ma è davvero così? Avviare una coltivazione di bambù in Italia non è un’idea marziana. Anzi: stando agli esperti e alle persone che lo hanno già fatto, può spianare la strada a un business molto redditizio. Ecco perché sempre più imprenditori prendono informazioni su questa coltura “esotica” che può tranquillamente attecchire anche da noi, dando il là a un’attività che può proporsi ai mercati più diversi. Schiacciando, tra l’altro, un occhio alla biodiversità e all’ambiente in generale, visto che la pianta di bambù assorbe grandi quantità di Co2 e riesce a depurare, come poche altre, le acque.


coltivare bambù

image by somchaij

Dove coltivare il bambù

Se è vero che la pianta di bambù cresce spontaneamente in molte zone del mondo (dal Giappone al Venezuela, passando per l’India e la Cina), è altrettanto vero che, con i giusti accorgimenti, può essere piantata con grande successo anche in Europa. Si tratta di una coltura abbastanza versatile, adattabile ad ogni tipo di terreno, ma che per crescere bene predilige quelli leggeri, ben drenati e leggermente acidi. Non sono, invece, adatti i terreni paludosi né quelli particolarmente esposti ai venti che, soprattutto nella fase iniziale, rischiano di danneggiare irrimediabilmente i fusti delle piante. Fatti dunque i necessari sopralluoghi tesi a verificare l’adattabilità del terreno scelto, occorrerà procedere con la “messa a dimora”. C’è chi sceglie di iniziare dal seme, ma si tratta – secondo gli esperti – della via più accidentata perché le possibilità che attecchisca con successo non sono così alte. Per questo è consigliabile prendere le mosse dalle piantine. (A dare una mano nel reperimento della materia prima – e non solo – può essere il Consorzio Bambù Italianato per assistere gli agricoltori in ogni fase della loro impresa).

Come si coltiva il bambù

La messa a dimora per coltivare il bambù può avvenire tutto l’anno, fatta eccezione per il periodo invernale, ma deve ovviamente tenere conto di alcuni accorgimenti. Bisogna innanzitutto:

  • preparare il terreno arandolo come si fa per il grano
  • raffinare il terreno e concimarlo
  • realizzare dei fossi perimetrali di contenimento. (Il bambù è, infatti, una pianta molto invasiva che rischia, se non ben “gestita”, di sconfinare dove non dovrebbe).

Come si procede quindi alla coltivazione del bambù? Dopo aver svasato le piantine nelle apposite buche praticate sul terreno a una distanza di almeno un metro l’una dall’altra, bisogna ricoprirle col terriccio e irrigarle. Va precisato che la pianta di bambù non necessita di pesticidi o particolari fertilizzanti e che l’irrigazione è limitata al primo anno di vita. Trattandosi dunque di una coltura che richiede davvero poca manutenzione, anche l’investimento per avviarla e mantenerla può risultare contenuto (ma dipende, ovviamente, dal tipo di progetto che si vuole mettere in piedi). I risultati? I primi germogli compariranno tra il terzo e il quarto anno, mentre per raccogliere le prime canne di bambù bisognerà aspettare almeno 5 anni. Ma da allora la strada sarà spianata: l’età media di un bambuseto (che, come già detto, non sembra richiedere eccessivi sforzi) si aggira, infatti, intorno agli 80 anni.

Supporto per avviare coltivazione di bambù

Ti interesserebbe un kit di supporto?

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Per chi volesse un supporto per avviare una coltivazione di bambù ed avere info e consigli per avere finanziamenti, contributi a fondo perduto e agevolazioni pubbliche segnaliamo il Kit Creaimpresa (da noi valutato e ritenuto veramente valido): Come avviare una coltivazione di bambù

Scegliere il tipo giusto: meglio coltivare il bambù gigante

Fin qui la panoramica generale, ma non bisogna trascurare il fatto che la scelta del tipo di pianta può fare la differenza. Avviare una coltivazione di bambù può rivelarsi, infatti, un cattivo affare se si sceglie di puntare sulla tipologia sbagliata. Quella che sembra attecchire meglio in Italia è il bambù gigante che è, infatti, la più coltivata. Anche perché permette di approcciarsi ai più diversi mercati. Le piante di bambù, che possono raggiungere altezze vertiginose (fino a 25-28 metri), sono preziose sia per i loro germogli che per le loro canne. I germogli, utilizzati in ambito alimentare, sono molto apprezzati per le loro proprietà nutritive. Possono essere consumati a crudo (hanno un sapore delicato, simile a quello degli asparagi e dei carciofi) o sottolio. E le loro punte possono essere impiegate nella preparazione di paté e creme. Ad essere utilizzate sono anche le foglie del bambù gigante (molto richieste, tra l’altro, dalle aziende cosmetiche) i cui estratti vengono impiegati nella preparazione di ottime tisane. E veniamo alle canne che rappresentano, forse, il “punto forte” della coltura. Parliamo di fusti del diametro medio di 10-14 centimetri che, in virtù della loro resistenza, elasticità e leggerezza, secondo le previsioni di molti, tra non troppo tempo, arriveranno a “detronizzare” il legno nel campo dell’edilizia. Il bambù è, infatti, già molto utilizzato nella realizzazione di mobili, infissi e pavimenti e in alcune zone del mondo lo si impiega per costruire intere costruzioni. E non si trascuri l’utilizzo che se ne fa nell’oggettistica o nel settore tessile, oltre alla presenza riscontrabile nella cellulosa della carta. Avviare una coltivazione di bambù significa scommettere su una coltura innovativa la cui richiesta, secondo molti, è destinata ad aumentare spianando la strada a lauti guadagni



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