Come avviare un orto a chilometro zero

Bisogna nutrire una grande passione per l'agricoltura e miscelare tradizione e innovazione. A vincere è chi riesce ad offrire il prodotto migliore, ad un prezzo concorrenziale. Vediamo come avviare un orto a km 0 ed avere successo.

Volete mettervi in gioco avviando un’attività di sicuro successo? Proseguite nella lettura per capire come avviare un orto a km zero. La scarsa fiducia che i consumatori ripongono nelle offerte commerciali proposte dalle grandi catene alimentari li spinge a fare scelte sempre più oculate e consapevoli. E a cercare prodotti freschi e genuini, capaci di “riabilitare” i sapori dell’antica tradizione culinaria. Quella di acquistare ortaggi provenienti da piccole coltivazioni agricole (magari ubicate vicino casa) è una tendenza in continua espansione, che cresce in concomitanza con la voglia di consumare verdure ed ortaggi appena raccolti. Perché non scommettere su questo particolare tipo di business?


avviare orto a km zero

Avviare un orto a km zero: da dove cominciare

Chi dispone già di un terreno agricolo (anche di piccole dimensioni) parte avvantaggiato, mentre chi non ne ha uno, dovrà adoperarsi per cercare l’offerta più conveniente e potenzialmente redditizia. Si può iniziare con un appezzamento anche piccolo, puntando sulla proposta di poche colture. Se le cose andranno bene, dopo poco tempo, potrete scommettere su un’offerta più ampia e variegata. Ma attenzione a non forzare troppo la mano: il vostro orto a km zero – concepito per soddisfare le specifiche richieste del mercato locale – avrà successo solo se rispetterete le caratteristiche del terreno e se presterete la massima attenzione a tutti quei dettagli che incidono sulla sua resa (l’esposizione al sole, la sua fertilità ecc…).

Quanto costa avviare un orto a km zero

Se sceglierete di fare le cose con calma e di partire in piccolo, l’investimento iniziale non dovrebbe essere particolarmente impegnativo. Le spese da mettere in preventivo riguardano:

  • l’acquisto o l’affitto del terreno
  • l’allestimento di un buon sistema d’irrigazione automatica
  • l’acquisto delle piantine e delle sementi
  • l’acquisto di fertilizzanti e di concimi utili a far crescere le colture
  • l’acquisto di attrezzature (più o meno sofisticate) e di arnesi per coltivare l’orto
  • l’acquisto di ceste e cassette per la raccolta dei prodotti

Si tratta di spese non eccessivamente onerose, che (stando alle informazioni fornite da chi si è già lanciato nell’impresa) comportano un esborso iniziale che si aggira intorno ai 15/20 mila euro. Un budget più o meno alla portata di tutti, che promette interessanti ritorni economici.

Cosa offrire ai clienti

Chi sceglie di scommettere sull’avvio di un orto a km 0 ha la possibilità di puntare su una formula vincente, capace di combinare tradizione e innovazione. I prodotti del vostro orto potranno essere comprati direttamente in loco dai vostri clienti (che potranno sperimentare l’esperienza di raccogliere personalmente la verdura che porteranno a tavola) oppure essere recapitati direttamente a casa loro. Se estenderete la vostra rete, proponendo un servizio di vendita online, la vostra clientela crescerà a vista d’occhio. Non solo: i più ingegnosi hanno offerto ai consumatori la possibilità di prendere in adozione piccole porzioni di terreno e di ricevere la verdura e gli ortaggi freschi direttamente a casa loro (dietro pagamento di un abbonamento mensile).

Potete anche pensare di realizzare un piccolo laboratorio per la trasformazione delle materie prime nel quale preparare conserve, sughi pronti, verdure essiccate o sott’olio ecc… Un piccolo business collaterale (che comporterà chiaramente una spesa aggiuntiva) che potrebbe far aumentare sensibilmente i vostri guadagni. E non finisce qui: una proposta davvero innovativa potrebbe essere anche quella di realizzare una piccola area riservata alla degustazione dei prodotti coltivati nel vostro orto o di attrezzare un’area giochi per i visitatori più piccoli. Se offrirete ai vostri clienti la possibilità di sorseggiare un centrifugato realizzato con le carote appena raccolte, accogliendoli come si deve nel vostro appezzamento di terra, non potranno non tornare a trovarvi.

Quali sono i requisiti per avviare un orto a km 0

Per dare corpo al vostro progetto “bio”, non occorre avere alcun titolo o abilitazione specifica. Ovviamente è importante che prendiate dimestichezza con la stagionalità degli ortaggi, i periodi di semina, quelli di raccolta e le differenti caratteristiche delle piante e delle sementi. Per quanto riguarda i requisiti soggettivi, è indispensabile nutrire una grande passione per l’agricoltura, avere spiccate doti relazionali (per conquistare e fidelizzare i clienti), vantare una certa fantasia (più originale sarà la vostra offerta, più sbaraglierete la concorrenza) ed avere costanza. La coltivazione di verdure e ortaggi richiede tanta pazienza e molta dedizione: se ne siete sprovvisti, rinunciate all’impresa.

L’innovativa idea che si cela dietro questo business consiste nel rispondere alle richieste di un pubblico “affamato” di prodotti locali, genuini e freschi. E di proporli ad un prezzo concorrenziale. Con la coltivazione a chilometro zero si eliminano infatti molti anelli della catena commerciale e si abbattono i costi della logistica. A beneficio dei compratori che possono acquistare a prezzi vantaggiosi.

Scommettete sulla terra ed apritevi ad un mercato in continua espansione. Mangiare sano è la nuova tendenza alimentare: offrite prodotti genuini ai vostri clienti e conquistateli con la freschezza e la qualità.

Kit di supporto

Kit_Creaimpresa_Orto_Km0

A chi volesse ricevere consigli e informazioni dettagliate su eventuali finanziamenti, contributi a fondo perduto, agevolazioni pubbliche  e molto altro ancora, segnaliamo il Kit Creaimpresa (da noi consultato e ritenuto veramente valido): Come avviare un orto a km zero .



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