Come aprire un sushi bar

Nel campo della gastronomia, negli ultimi anni si registra un trend positivo nei confronti di alcune novità culinarie estere, soprattutto i sushi bar e i take away sushi, che ultimamente vanno molto di moda nelle grandi città ma anche nei centri minori.


Gli italiani sono amanti delle tradizioni gastronomiche locali ma apprezzano molto anche tutte le novità, soprattutto quando fanno “tendenza”. E il sushi bar è in effetti, un fenomeno di tendenza, elegante e raffinato, che tra l’altro si può avviare anche in franchising.

Quello che serve è conoscere l’ambiente e la cultura nipponica, esserne come minimo un appassionato, senza trascurare la voglia di riuscire a rendere un locale del genere trend e ben avviato. Come per tutte le realtà che richiedono un investimento finanziario richiede di un apposito business plan, tenendo presente che il sushi bar è un tipologia di locale dove è molto importante l’arredamento fusion tra oriente e occidente, che deve destare nella vista dell’avventore un’ottima e piacevole impressione. Valutato bene l’investimento, questo può essere un valido modo per intraprendere un’attività interessante, prendendo in considerazione, magari, anche la possibilità di sviluppare servizi di catering e consegna a domicilio. Il pesce utilizzato, in genere è tonno e salmone, riso, alghe marine associate a vino bianco. Bisogna considerare un bacino di utenza di almeno 25 o 30mila persone all’anno per un sushi bar di successo, pensando che un locale del genere può venire incontro ad un target elevato di clienti che abbiano voglia di aperitivi particolari, feste, cene formali spendendo qualcosa in più.

Da valutare assolutamente il posto dove si vuole aprire il locale e la vicinanza di parcheggi. Per cominciare ci si può affidare anche ai franchising e l’investimento, per un locale che ospiti almeno sessanta persone è dai 100mila ai 300mila euro. Si può partire anche da un minimo di 40mila euro per un locale di 60mq ma il 2% deve essere speso in pubblicità e il locale va aperto in un centro di almeno 500mila abitanti.


Bisognerà fare molta attenzione ai costi complessivi e un’esperienza precedente nel campo della ristorazione è sicuramente un vantaggio, utile a capire come muoversi. In ogni caso va considerata non solo la posizione del locale, la possibile clientela, ma si deve prestare una certa attenzione alla scelta del menu, che deve essere il più accurato possibile, per far si che i clienti identifichino il locale con quel menu speciale. Lo stesso si dovrebbe fare con l’arredamento, giocando con colori e forme in maniera armoniosa, magari facendosi consigliare da un arredatore esperto in arte e design giapponese.

E’ importante circondarsi di validi collaboratori e soprattutto all’inizio, fare molta pubblicità su riviste, in radio e magari su internet, aprendo un sito dedicato alla propria attività. Per quanto riguarda la parte burocratica, il sushi bar, come tutti i ristoranti, deve avere l’autorizzazione comunale e sanitaria e comunicare di avere tutti i requisiti previsti dalla legge 287/91 al Comune in cui s’intende aprire l’attività. In sostanza si tratta di requisiti come l’aver assunto gli obblighi scolastici, essere maggiorenni, aver frequentato con esiti positivi corsi di scuola alberghiera o corsi professionali riguardanti l’attività di somministrazione di alimenti, o di aver superato presso la camera di commercio il relativo esame, oppure essere stato dipendente presso un esercizio pubblico come addetto alla somministrazione di cibi o bevande.

Ulteriori informazioni riguardo le distanze tra i vari esercenti e le normative locali vanno richieste al comune in cui si vuole aprire il sushi bar. Infine, si dovrà attendere l’autorizzazione della Asl dopo l’ispezione igienico-sanitaria. Un consiglio è quello di creare attorno al vostro sushi bar una serie di eventi come corsi di cucina giapponese, aperitivi a tema, menu particolarissimi, serate di degustazione accompagnate da insegnamenti delle discipline orientali, insomma, trasformare il sushi bar in qualcosa di più, una sorta di centro propulsore non solo di gastronomia giapponese ma anche di cultura giapponese e soprattutto improntato ad un’idea di relax e benessere. Il must sarebbe poi avere un bravo cuoco giapponese. Per un progetto così occorre molta passione, cultura e spirito imprenditoriale oltre alle risorse economiche adeguate per affrontare tutti i costi di apertura, gestione, personale e per le incombenze burocratiche e amministrative.


Info sul franchising:

www.mysushi.it

http://www.sushifusionfood.com/




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