Come aprire un Home Restaurant, un ristorante in casa propria: tutto quello che c’è da sapere

Aprire un Home Restaurant, ossia un piccolissimo ristorante in casa propria. Una piccola iniziativa di business proprio alla portata di tutti. Vediamo come fare e il kit di supporto da scaricare

Amate invitare amici a cena e coccolarli con “manicaretti” gustosi? Il progetto di aprire un Home Restaurant potrebbe fare al caso vostro. Di cosa stiamo parlando? Della tendenza, d’importazione britannica – la prima a sperimentare questa formula, è stata la fotografa londinese, Kerstin Rodgers, in arte Miss Marmitelover – che prevede di trasformare la propria casa in un ristorante, con tanto di coperti e ospiti paganti. Si tratta di una attività che può essere un hobby oppure un vero e proprio lavoro. Anzi il più delle volte si trasforma da un semplice “secondo lavoro” in un lavoro redditizio a tempo pieno.


home restaurant

Cos’è e come funziona un Home Restaurant

Per aprire un Home Restaurant, non serve molto: basta essere bravi ai fornelli, avere un forte senso di ospitalità e amare la convivialità. E disporre, ovviamente, di spazi sufficientemente ampi perché gli ospiti che arriveranno a casa vostra, dovranno essere accolti e serviti come si deve. Il resto sta tutto nell’amore e nella cura che metterete nella preparazione dei piatti (quasi sempre tipici, realizzati con materie a km 0) e nella capacità di comunicare e rapportarvi con i commensali paganti. Che potrebbero essere turisti o persone del luogo, alla ricerca di una dimensione intima ed autentica da condividere. L’idea vi alletta sempre di più? Per fugare ogni dubbio, potreste dare un’occhiata a uno dei tanti siti che, anche in Italia, promozionano eventi di social eating (letteralmente, mangiare sociale). E che mettono in collegamento i ristoratori domestici (o gestori di Home Restaurant) con gli ospiti disposti a pagare per mangiare a casa di uno sconosciuto.

Tra i siti più famosi, segnaliamo: “Gnammo, che vanta più di 5 mila cuochi e 13.356 eventi organizzati in 413 città italiane; “Ceneromane” (che pubblicizza le cene degli Home Restaurant capitolini), Newgusto (la social app famosa in tutto il mondo, che propone un nuovo modo di mangiare e di vendere cibo) e PeopleCooks (che propone menu low cost, che non superano i 6 euro a persona). E già, perché il prezzo di una cena servita in un Home Restaurant può variare parecchio: la media si aggira intorno ai 30/40 euro a persona, ma c’è chi ne chiede di meno (20 euro) e chi molti di più (fino a 80/90 euro). A fare la differenza non è solo la qualità del cibo portato in tavola, ma anche la location e il tipo di intrattenimento offerto. C’è chi si limita a fare quattro chiacchiere con gli ospiti e chi sceglie di allietare i loro pasti con un sottofondo musicale particolare o con piccoli spettacoli estemporanei.

Burocrazia, costi e guadagni per aprire un ristorante in casa

E veniamo alle questioni più pratiche: cosa serve per aprire un Home Restaurant in Italia? Se si tratta di una attività domestica non commerciale, praticamente nulla. Non occorre disporre di licenze o autorizzazioni specifiche né tanto meno serve aprire una Partita Iva. A patto, però, che il fatturato annuo non superi i 5 mila euro lordi. In pratica, per ospitare persone disposte a pagare per consumare i pasti a casa vostra, non dovrete rivolgervi ad alcun ufficio pubblico. Né affannarvi per ottenere autorizzazioni da parte dell’Asl, del Comune et similia. Non solo: non trattandosi di un’effettiva attività di ristorazione, non dovrete neanche modificare la struttura della vostra cucina né dimostrare di avere la certificazione Haccp che attesta la qualità e la sicurezza del cibo che servite in tavola. L’unico vincolo a cui dovrete attenervi è quello che contempla il divieto di guadagnare oltre i 5 mila euro all’anno.

Siete sempre più convinti ad aprire un Home Restaurant? Bene, mettetevi all’opera, ricordandovi che a fare la differenza sarà – oltre alla qualità del cibo – il calore che saprete portare a tavola. I costi per iniziare (e proseguire) sono davvero bassi: oltre ai soldi necessari per fare la spesa, non ci sono, infatti, altre uscite particolari da mettere in preventivo. Mentre i ricavi potranno aiutarvi a pagare più agevolmente le bollette di casa. Di quella casa che – è bene precisarlo – dovrete imparare a condividere con avventori occasionali. Siete pronti e disposti a farlo?

Se invece l’attività diventa più importante le regole cambiano. Ed in ogni caso vi consigliamo il kit di seguito.

Il kit di supporto per aprire un Home Restaurant

Chi volesse saperne di più sull’argomento, può consultare il Kit Creaimpresa: “Come aprire un Home Restaurant- Ristorante in casa”, da noi analizzato e giudicato veramente valido. Un prezioso strumento che vi aiuterà a comprendere come avviare e gestire, con successo, la vostra attività domestica, fornendovi indicazioni aggiornate sulle attrezzature, gli investimenti e i possibili guadagni iniziali.



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