Come aprire un asilo nido in casa

Chi può aprire un asilo nido a casa? E cosa occorre fare? Leggete l'articolo e scoprite se siete delle tagesmutter nate.

Pensate alle tante donne che, dopo la maternità, devono progettare ed organizzare il loro ritorno al lavoro. Chi non può contare su una baby sitter affidabile o su una nonna (o un nonno) sufficientemente paziente e disponibile, si ritrova solitamente in un mare di guai. Per andare incontro alle esigenze di queste donne, che devono sperimentare la difficoltà di “staccarsi” dai loro bambini, potreste prendere in considerazione l’idea di aprire un asilo nido in casa. E attrezzarvi di tutto ciò che serve per rendere il vostro servizio quanto più qualificato possibile. Potreste, insomma, pensare  di diventare una tagesmutter (mamma di giorno, in tedesco) ed aprire le porte della vostra abitazione ad un numero limitato di bambini in cerca di coccole e di attenzioni. Come si fa? Scopriamolo insieme.


Asilo nido in casa: cosa fa una tagesmutter

L’idea è nata nel Nord Europa (più precisamente, in Scandinavia) qualche decennio fa e si è diffusa – in tempi piuttosto rapidi – un po’ ovunque. Anche in Italia dove, da più di 10 anni, il micronido o asilo nido in famiglia o in casa è una realtà radicata, specie in alcune regioni del Nord. Ma di cosa stiamo parlando esattamente? Del servizio offerto da una mamma (con uno o più figli) che sceglie di mettere la propria casa a disposizione di altri bambini, andando incontro ai bisogni di tutte quelle donne che, per vari motivi (solitamente lavorativi), non riescono a prendersi cura dei loro figli. L’idea – tanto semplice quanto geniale – si incardina, insomma, sull’impegno di una mamma disposta ad accudire un piccolo gruppo di bambini a casa sua, provvedendo a nutrirli ed assisterli nel migliore dei modi.

Il progetto del nido in famiglia non poteva che avere successo: le donne costrette a separarsi dai loro figli per tornare al lavoro affrontano la prova con più serenità quando realizzano di lasciarli nelle mani esperte di una donna affettuosa ed affidabile. E quando non devono preoccuparsi di trovare un posto libero negli asili nido pubblici od organizzarsi per pagare rette salatissime in quelli privati. Affidare il proprio piccolo ad una tagesmutter – che sa gestire e prendersi cura dei bambini – può rivelarsi, insomma, la soluzione più conveniente e confortante.

Cosa serve per aprire un asilo nido in casa

Partiamo col dire che non si tratta di un’attività alla portata di tutti: pensare che ogni mamma possa potenzialmente aprire un asilo nido in casa propria è una mera ingenuità. Per farlo, occorre innanzitutto disporre degli spazi adeguati e – cosa ancora più importante – essere dotati di una pazienza e di un’amorevolezza smisurate. Prendersi cura dei figli degli altri potrebbe non venirvi così naturale: se state pensando di lanciarvi nell’impresa, fate tutte le valutazioni del caso perché questo tipo di attività comporta un significativo dispendio di energie e di tempo. E può mettere a dura prova le dinamiche all’interno della vostra famiglia (pensate ai vostri figli che potrebbero non reagire benissimo nel vedere dei perfetti sconosciuti scorrazzare dentro casa e nel pretendere le attenzioni della loro mamma).

L’essenziale è partire preparati e non sottovalutare nulla. L’asilo nido in famiglia può essere aperto in una casa di proprietà, in un appartamento in affitto o in uno in comodato d’uso. Purché disponga di ambienti che rispettino i canoni di sicurezza e di igiene. Gli spazi dovranno essere sufficientemente ampi (calcolate almeno 4 metri quadrati a bambino) luminosi, accoglienti, puliti e sicuri. Accertatevi che tutti gli impianti siano a norma e che le “piccole pesti” che si aggireranno per casa non si imbattano in pericoli di vario genere (scale ripide, oggetti taglienti ecc…). I bambini hanno bisogno di muoversi e giocare in libertà; se li costringerete dentro stanze buie ed inospitali, non andrete molto lontano.

Requisiti per aprire un asilo nido in famiglia

Chi progetta di avviare un asilo nido in casa sua deve studiare e frequentare un corso di formazione che prevede 230 ore di lezione frontale e 50 ore di tirocinio. L’obiettivo è quello di trasmettere alle future tagesmutter nozioni di psico-pedagogia, pediatria, alimentazione, igiene e sicurezza domestica. Senza trascurare la parte relativa alla legislazione e al pronto soccorso. A conclusione del percorso formativo, è previsto un esame finale che “abilita” alla professione. E’ importante sapere che le normative variano da regione a regione e che i requisiti richiesti in un dato territorio potrebbero non corrispondere a quelli richiesti in un altro. Informatevi presso gli uffici competenti e fate le cose per bene. Scommettere su un diploma specifico (conseguito presso un liceo socio-psicopedagogico) o su una laurea in Scienze dell’Educazione potrebbe fare la differenza.

Di certo, oltre al titolo di studi, quello che vi occorre è:

  • un documento che attesti la salubrità dei locali dove intendete aprire l’asilo nido
  • la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) rilasciata dal Comune

Come funziona un asilo nido in casa

L’asilo nido domestico può accogliere, di norma, fino a un massimo di 5-6 bambini di età compresa tra i 3 mesi e i 3 anni. Si tratta di una sorta di piccolo club esclusivo, teso a garantire la qualità del servizio reso ai clienti. Per quanto riguarda l’orario, non esiste una regolamentazione univoca: in regioni come il Piemonte e la Toscana, il tetto è fissato in 4 ore, in Puglia si sale a 6 ore, mentre nelle altre regioni si può arrivare ad un massimo di 10 ore al giorno. La tendenza è quella di coordinarsi coi genitori e di studiare una soluzione che aderisca bene tanto alle loro quanto alle vostre esigenze. Anche perché chi gestisce un asilo nido in casa propria non deve limitarsi ad ospitare (per un certo numero di ore) i bambini, ma deve accudirli ed assisterli in tutto. Si tratta di un impegno dispendioso, che contempla anche l’esigenza di elaborare un piano didattico-educativo con attività di vario genere.

I bambini ospitati nel nido in famiglia devono divertirsi ed imparare, confortati dalla presenza di una “vicemamma” che veglia costantemente su di loro. E che dispensa carezze ed attenzioni. A fare la differenza sarà la qualità del servizio che offrirete: più sarà elevata, più le mamme sceglieranno di affidarvi i loro bambini. Elaborate un piano stimolante ed esaustivo, fatto di attività ludico-didattiche finalizzate all’apprendimento e alla socializzazione, ed il gioco sarà fatto.

Aprire un asilo in casa: investimenti e possibili guadagni

E veniamo all’aspetto economico: quanto costa aprire un asilo nido in casa? Fornire un’indicazione precisa è pressoché impossibile: chi dispone già degli spazi necessari se la cava con una cifra più bassa di quella che deve “sborsare” chi è costretto a ristrutturare o a mettere a norma i locali. Di base, trattandosi di un’attività da avviare dentro casa, non dovreste spendere somme esorbitanti, ma mettete in preventivo che i prezzi delle bollette potrebbero salire significativamente.

Se pensate di non riuscire a farvi carico di tutte le spese iniziali, valutate la possibilità di formare una cooperativa, costituita da un gruppo di persone fidate che, per legge, devono figurare come ditta artigianale o associazione in partecipazione. L’importante è che tutto venga fatto per bene: se l’asilo viene aperto da una ditta privata, bisogna stipulare un contratto di prestazione di servizi coi clienti; se è invece gestito da una famiglia, basta firmare una scrittura privata in cui vengono dettagliate tutte le condizioni pattuite. Aprire un asilo in casa potrebbe essere meno oneroso di quanto pensate, specie se riuscirete a beneficiare dei finanziamenti concessi da alcune amministrazioni regionali (che attingono ai fondi per l’infanzia e l’adolescenza erogati dalla Comunità europea). Informatevi ed organizzatevi in modo da poter beneficiare di tutte le agevolazioni possibili.

Quanto ai guadagni: anche in questo caso, è impossibile indicare una cifra precisa. Di certo, più qualificato sarà il servizio che offrirete ai clienti, più potrete “spingere” sul prezzo. In linea di massima, chi sceglie di diventare tagesmutter può arrivare ad incassare da un minimo di 200-300 euro mensili (a bambino) ad un massimo di 600-700 euro. A conti fatti, parliamo dunque di un’attività potenzialmente molto redditizia. Su cui vale la pena investire, a patto che la pazienza e la passione per i bambini vi assistano e vi invoglino a farlo.

Kit di supporto

 

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