Colloquio di lavoro: ecco perché è meglio chiamare al telefono i candidati

L'email è solitamente asettica, la telefonata ha invece un tono più personale. I reclutatori dovrebbero optare, con più frequenza, per una sana chiamata al telefono anche per mettersi in salvo da certi sgradevoli incidenti

In cosa consiste il lavoro del selezionatore? Nel passare in rassegna una mole importante di candidature e nell’individuare quelle più rispondenti alle esigenze dell’azienda. Un compito delicato e impegnativo, che non sempre viene svolto nel migliore dei modi. Un reclutatore di un’azienda del Kent (la Tecomak Environmental Service), ad esempio, l’ha recentemente fatta grossa. Dopo aver letto il curriculum vitae di una candidata, Anna Jacobs, le ha inviato una mail di convocazione per un colloquio di lavoro. E fin qui niente di strano, se non fosse per il fatto che, al corpo della mail, ha accidentalmente allegato una nota strettamente personale e altamente offensiva nei confronti della giovane Anna. Che, oltre alle indicazioni sull’orario e sul luogo da raggiungere per l’intervista, si è imbattuta nella lettura di considerazioni non proprio lusinghiere sul suo conto.


3 motivi che spiegano perché è meglio telefonare anziché mandare una mail ai candidati

“E’ una tipa strana”, “Ha una rotella fuori posto”, “Merita di essere convocata solo per farsi una risata”: aveva annotato l’incauto selezionatore, che ha imparato a proprie spese una lezione importante: i candidati vanno contattati per telefono. Ma è davvero così? Secondo molti esperti, sì. E non solo per evitare “incidenti” come quello verificatosi nella contea inglese del Kent (che, sia detto per inciso, ha fatto letteralmente infuriare la diretta interessata), ma anche perché chiamare al telefono un candidato, anziché mandargli una mail, può aiutarlo ad affrontare più serenamente il colloquio di lavoro. Non siete convinti? Vi forniamo 3 motivi a sostegno di questa tesi.

 #1. E’ più facile e sicuro. E’ vero: chi invia curricula in giro ha solitamente un rapporto morboso con la sua casella di posta elettronica, ma può comunque capitare che gli sfugga una mail importante o che non riesca a leggerla per tempo. Ecco perché è buona norma che i selezionatori chiamino al telefono i candidati: in questo modo, avranno la certezza che il loro messaggio sia giunto a destinazione e che gli aspiranti collaboratori abbiano compreso dove e quando devono raggiungerli per il colloquio di lavoro. Si tratta anche di una forma di comunicazione più veloce e immediata: spiegare tutto a voce richiede sicuramente meno tempo che metterlo per iscritto. Senza considerare il fatto che la connessione internet potrebbe fare i capricci, mentre le linee telefoniche difficilmente (per non dire mai) fanno ormai cilecca.

#2. E’ più indicativo. L’invio di una mail è quasi sempre asettico, mentre una telefonata ha un tocco più personale. Concordare un colloquio di lavoro per telefono permette al selezionatore di stabilire un primo contatto col candidato. E di farsi già una prima idea sul suo conto. Dal modo in cui risponde ad un numero che non conosce, dal tono della voce e dal modo in cui si congeda, può ricavare qualche interessante indicazione. Inviare una mail a una persona sconosciuta – che non si sa come e quando leggerà il messaggio – lascia, invece, il mittente nella più completa indefinitezza: al colloquio di lavoro, potrebbe capitargli chiunque.

#3. E’ più cortese. Non giriamoci troppo intorno: mandare una mail non costa nulla, mentre alzare la cornetta e avviare una conversazione con una persona che non si conosce è sicuramente più impegnativo. Ma anche più rispettoso. Il selezionatore che sceglie di chiamare al telefono il candidato, anziché inviargli una mail, tradisce una considerazione maggiore nei suoi confronti. E dimostra di essere più cortese e attento alle formalità che, in circostanze come queste, possono avere un loro specifico peso. Ricevere una chiamata può, inoltre, innescare un meccanismo virtuoso: il candidato potrebbe, infatti, convincersi che la cortesia manifestata dal selezionatore (che si è preso il disturbo di chiamarlo direttamente) meriti di essere ripagata con il massimo dell’impegno e della serietà. Una semplice cordialità potrebbe, insomma, spianare la strada a una collaborazione proficua e duratura.

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