Colloquio di lavoro: le 5 cose che devi portare con te

L'essenziale è arrivare preparati e quanto più rilassati possibili. Ma anche alcuni oggetti possono fare la differenza

Vi ricordate la borsa di Mary Poppins, quella da cui la bambinaia più sorprendente di tutti i tempi estraeva lampade, specchi, piante ed attaccapanni? Ecco, al colloquio di lavoro, è meglio che non portiate nulla del genere con voi. Non solo perché non sapreste che farvene di oggetti di quel tipo, ma soprattutto perché è consigliabile che stiate quanto più comodi e rilassati possibile. Ma attenzione: arrivare al colloquio di lavoro senza nulla potrebbe rivelarsi un errore altrettanto grossolano. Che potrebbe far credere al selezionatore di avere a che fare con un tipo sciatto o arrogante. Il rischio è, insomma, quello di partire con il piede sbagliato. Evitatelo, selezionando accuratamente gli oggetti da mettere in borsa per affrontare al meglio la “chiacchierata” col reclutatore.


Le 5 cose da portare sempre al colloquio di lavoro

#1. Curriculum e documenti vari. E’ vero: se siete stati convocati per un colloquio di lavoro è perché chi si occupa di selezionare il personale in azienda ha già dato un’occhiata al vostro curriculum vitae. Se ne deduce dunque che il recruiter disponga già di una copia cartacea, ma portarne un’altra con voi non guasta. Potrebbe accadere, infatti, che il selezionatore non riesca a rintracciarla nella pila di documenti che si affastellano sulla sua scrivania e andargli in soccorso consegnandogli la copia che vi siete portati da casa potrebbe impressionarlo positivamente. Non solo: una buona mossa potrebbe rivelarsi anche quella di mettere in borsa report e documenti che attestano i risultati raggiunti durante le vostre precedenti esperienze lavorative. Il selezionatore capirà di trovarsi al cospetto di una risorsa preparata e organizzata, disposta a facilitargli quanto più possibile il lavoro.

borsa

#2. Giacca e ombrello. Il tempo è mutevole e, all’uscita dalla metropolitana, potrebbe capitarvi di essere colti da un improvviso acquazzone. Non potete rischiare di arrivare bagnati al colloquio di lavoro perché – come più volte sottolineato – anche l’apparenza, in circostanze di questo tipo, conta parecchio. Il consiglio è quindi quello di portare sempre con voi un ombrellino e una giacca che possa ripararvi da eventuali repentini abbassamenti della temperatura. Ma ricordatevi di optare per qualcosa di pratico e comodo da trasportare: presentarsi al selezionatore con ingombranti ombrelli o impermeabili al seguito potrebbe rendere difficile anche solo dargli la mano.

#3. Snack e acqua. L’attesa potrebbe essere lunga: se l’azienda sta passando in rassegna un numero importante di candidati e voi siete solo uno dei tanti convocati della giornata, potrebbe capitarvi di dover attendere anche delle ore. Le aziende più serie e organizzate, in realtà, tendono ad evitarlo fissando appuntamenti personalizzati. Ma tant’è: se per qualsiasi motivo (potrebbe capitare anche un contrattempo al reclutatore), vi trovaste a dover stazionare a lungo in sala di attesa, fatevi trovare preparati. Con uno snack leggero, capace di tamponare la fame, e una bottiglietta di acqua naturale in borsa. Affrontare il colloquio di lavoro con lo stomaco che brontola o la bocca a corto di salivazione non è esattamente la cosa migliore da fare.

#4. Mentine per l’alito. Non nascondiamoci dietro un dito: molte persone soffrono di alitosi e devono fare attenzione a mantenere una certa “distanza di sicurezza” da chi gli capita a tiro. Se sapete che il vostro alito non profuma di violetta, non dimenticate di mettere in bocca una mentina prima di entrare nella stanza del selezionatore. In questo modo, potrete parlare ed esprimervi tranquillamente, senza temere di infestare l’ambiente con le vostre esalazioni sulfuree. La mentina è di gran lunga preferibile al chewing-gum: i candidati “ruminanti” non rientrano, di solito, nelle preferenze dei reclutatori più attenti al bon-ton.

#5. Carta e penna. E infine, non dimenticate mai di mettere in borsa un quaderno (o un block notes) e una penna. Perché? Non è escluso che, durante il colloquio di lavoro, il recruiter vi assegni un veloce compito da svolgere o che vi chieda di appuntare alcuni dati o informazioni su un pezzo di carta. Farvi trovare “attrezzati” lo predisporrà benevolmente nei vostri confronti, convincendolo che si trova di fronte a un tipo organizzato e pronto. Che non si fa cogliere in fallo, neanche nei momenti di stress e tensione. Non solo: quando vi verrà data la possibilità di fare qualche domanda sull’azienda o sulla mansione che – in caso di esito positivo – dovreste ricoprire, trascrivere tutto su un foglio di carta potrebbe rivelarsi utile. L’emozione può giocare brutti scherzi e, una volta congedativi dal reclutatore, potreste essere colti da un’improvvisa forma di amnesia. Verba volant, scripta manent.

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