Donne e colloquio di lavoro: il make up leggero è quello giusto

Selezionare con cura i trucchi non è roba da "civettuole". Anzi: i reclutatori colgono ogni sfuamatura e apprezzano, di norma, la sobirietà

Avviso ai lettori: questo è un articolo per sole donne. O per uomini che vogliono consigliare le compagne, le sorelle o le amiche che devono affrontare un colloquio di lavoro. Durante il quale, come già tutti sanno, è buona regola curare tanto la forma quanto la sostanza. Cosa vuol dire? Che un candidato incapace di presentarsi bene o di trasmettere fiducia al selezionatore non ha alcuna possibilità di farcela. Ma anche un candidato capace e trasandato nell’aspetto potrebbe avere qualche problema. Da qui la necessità di dedicare la giusta attenzione alla cura di ogni dettaglio, senza trascurare quelli che riguardano l’esteriorità, tenendo bene a mente che il nostro interlocutore è in grado di leggere e interpretare ogni piccola sfumatura. Quello delle donne è un caso un po’ più complicato perché, oltre all’abito e agli accessori da scegliere e ai capelli da mettere in ordine, devono pensare anche al trucco. Qual è il make up giusto per un colloquio di lavoro? Scopriamolo insieme.


make up

Non ci sono dubbi: a vincere, in una situazione del genere (in cui dovremmo essere notate per la nostra professionalità e non per la nostra avvenenza) è un make up sobrio, ordinato e preciso. Capace di trasmettere al selezionatore l’immagine di una persona curata, che è consapevole di non trovarsi al pub (dove è legittimo lanciare qualche sguardo malizioso all’avventore del tavolo vicino), ma in un contesto lavorativo che richiede il rispetto di una certa etichetta. Il motto da tenere a mente, quando ci si prepara per affrontare la fatidica intervista, è: “Less is more”. Il recruiter deve essere messo nella condizione di concentrarsi su quello che diciamo: cerchiamo di non distrarlo con un make up appariscente e chiassoso. Ecco tre consigli basici per non sbagliare:

Tre consigli per viso, occhi e bocca

#1. Toni tenui e adatti alla carnagione. Quando ci trucchiamo, dobbiamo pensare al nostro viso come ad una tela su cui i colori devono essere distribuiti armoniosamente, evitando di lasciare zone bianche o di accostare tonalità stridenti. I fondotinta e le basi da applicare, prima di ogni cosa, devono essere adatti alla nostra carnagione. In modo da non creare il fastidioso “stacco” tra il viso e il collo. Non solo: il colloquio di lavoro è una situazione generalmente stressante, che potrebbe mettere a dura prova i nostri nervi. Se siamo persone che tendono ad arrossire facilmente, possiamo correre ai ripari con una cipria leggera in grado di mascherare i nostri accidentali rossori. Il consiglio è quello di puntare su tonalità tenui, che possono coprire qualche imperfezione del viso, senza però alterarlo.

#2. Occhi valorizzati, ma non troppo. Durante il colloquio di lavoro, gran parte della comunicazione verterà sul canale visivo, per questo è fondamentale fare attenzione al make up degli occhi. L’eyeliner può essere utilizzato, ma con criterio: il colloquio di lavoro non è la situazione giusta per sfoderare uno sguardo malizioso o per dare prova delle nostre capacità di make up artist fai da te. Occhio anche alla scelta degli ombretti: i colori shock vanno, ovviamente, lasciati nella pochette per fare spazio a qualche tonalità neutra da scurire (ma sempre lievemente) solo agli angoli delle palpebre. Quanto al mascara: può valorizzare nel giusto modo i nostri occhi, a patto che non se ne abusi o che non si utilizzi una qualità scadente che tende a formare grumi. Ancora: lasciamo a casa le ciglia finte (se, per un qualsiasi motivo, le abbiamo comprate) e concentriamoci piuttosto sulla cura delle sopracciglia. Che, se ben disegnate, possono dare la giusta intensità al nostro sguardo.

#3. Labbra ben definite, ma non seducenti. E infine la bocca: il consiglio – anche in questo caso – è di non osare troppo e di puntare su lucidalabbra o rossetti idratanti dai colori tenui. Massima attenzione all’applicazione: presentarsi al colloquio di lavoro con il rossetto sbavato è un pessimo biglietto da visita. Chi affiderebbe un incarico di responsabilità a una donna che non presta attenzione neanche a questi piccoli e superficiali dettagli? Quanto al rossetto rosso: la maggior parte degli esperti consiglia di non metterlo, ma se proprio vogliamo sfidare la sorte, ricordiamoci di applicarlo leggermente e di “indossarlo” con classe e sobrietà. Non siamo lì per sedurre il selezionatore, ma per convincerlo ad assumerci sulla scorta delle nostre competenze professionali.

Il make up del colloquio di lavoro deve infine far stare bene la candidata. “Non si può consigliare di usare toni molto chiari a chi è abituata a truccarsi con toni accesi – ha spiegato la consulente del lavoro, Elisa Innocenti – sarebbe un lavoro sull’identità personale troppo forte che potrebbe rendere la persona insicura. Alcuni cambiamenti, sebbene possano apparire superficiali, richiedono passaggi intermedi. Il trucco e l’acconciatura devono far sentire la donna a proprio agio, soprattutto in un contesto in cui si è sotto giudizio come durante un colloquio di lavoro”. Scegliere con attenzione i trucchi non è insomma roba da “civettuole”, ma da candidate volitive e scrupolose.

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