Colloquio di lavoro: cosa devi portare con te

Per sbaragliare la concorrenza, non servono amuleti o talismani; ma alcuni oggetti possono aiutarti a governare l'ansia e ad affrontare al meglio l'incontro col selezionatore

Arrivare preparato al colloquio di lavoro è il sogno di ogni candidato. Ma attenzione: la preparazione non passa solo dalle risposte da consegnare all’intervistatore, ma anche dalla capacità di attirare positivamente la sua attenzione con gesti od oggetti che possono fare la differenza. Che la qualità di una persona vada rintracciata prioritariamente nella sua essenza è indubbio, ma non sottovalutiamo l’aiuto che qualche elemento esterno può dare a chi si sta sottoponendo al giudizio di un esperto della selezione. Che a parità di competenze e di esperienza, potrebbe scegliere di premiare colui (o colei) che ha ricordato di portare con sé il giusto armamentario. Di cosa stiamo parlando? Scopriamolo insieme scorrendo l’articolo che abbiamo scritto prendendo spunto da un intervento pubblicato sul sito straniero SimplyHired.


stretta di mano donna uomo

Le 3 cose da portare con te al colloquio di lavoro

Prima di svelare quali sono i tre oggetti che possono aiutarti ad ottenere l’assunzione, cerchiamo di mettere in chiaro alcuni punti nodali. Il colloquio di lavoro è un appuntamento importante al quale occorre prepararsi con serietà. Trattandosi di un banco di prova che sancisce l’incontro tra due persone che non si conoscono, è conveniente che il candidato giochi bene le sue fiches prestando la dovuta attenzione a tutto ciò che concorre a comporre il suo biglietto da visita.

Ci riferiamo al look, che deve essere sempre ordinato e sobrio (evita di indossare accessori eccentrici o di curare troppo l’aspetto perché non stai partecipando ad un concorso di bellezza) ed agli atteggiamenti che devono essere sempre composti e contenuti (sforzati di utilizzare correttamente il linguaggio del corpo evitando, ad esempio, di ammiccare o gesticolare troppo). Tutto qui? Non proprio. Ci sono aspetti e sfumature che non possono essere fermati in un articolo – perché variano da soggetto a soggetto – a cui bisognerebbe destinare un’attenzione particolare. Un saluto cortese, un sorriso sincero, un congedo educato possono spingere il selezionatore a pensare che sia tu il candidato su cui puntare. Perché dimostri di tenere in grande considerazione gli insegnamenti della mamma (e non solo) che ti hanno fin qui procurato consensi ed attestati di stima.

Per sfruttare al meglio l’opportunità fornita dal colloquio di lavoro, occorre insomma lavorare tanto. E non dimenticare di mettere in borsa le tre cose che possono convincere il selezionatore a preferirti agli altri candidati.

Blocco appunti e penna

Ebbene sì, per quanto possa sembrare banale (e anche un po’ anacronistico, in tempi digitalizzati come i nostri), un candidato che, al momento opportuno, sfodera un blocchetto di appunti per leggere o trascrivere qualcosa può guadagnare punti. Perché? Perché dimostra di aver preso seriamente la cosa e di essere fermamente intenzionato a non lasciarsi sfuggire alcun dettaglio.

Dopo la canonica intervista, il selezionatore potrebbe chiederti se hai domande o curiosità da soddisfare. Se avrai avuto la prontezza di trascriverle preventivamente nel tuo blocchetto, il gioco sarà fatto e non dovrai sforzarti di ricordare a mente quello che avevi ben chiaro a casa. Non solo: se le cose si mettono bene, l’intervistatore potrebbe sbottonarsi un po’ fornendoti, di sua iniziativa, alcune informazioni tecniche (i dettagli sulle mansioni che dovresti svolgere, gli orari di lavoro, alcune indicazioni inerenti l’organizzazione aziendale o alcuni contatti interni). Con il tuo blocco e la tua penna in mano, sarà più facile registrare e memorizzare ogni cosa.

Lista delle referenze

Quella di allegare al curriculum vitae un elenco delle referenze è una prassi che in Italia non ha ancora attecchito del tutto. Ma che, a conti fatti, può fornire al selezionatore un prezioso tassello per completare il puzzle sul candidato che ha di fronte. Non si tratta di corrompere ex datori di lavoro o colleghi per estorcere qualche riga lusinghiera sul tuo conto, ma del tentativo di ottenere un elenco (sintetico ed efficace) di competenze ed abilità certificate da persone che ti conoscono. E che possono garantire sulla validità del tuo operato.

La lista deve riportare dichiarazioni asciutte e precise di persone facilmente reperibili (non è escluso che il reclutatore voglia fare un colpo di telefono per accertarsi della veridicità di quanto legge); prima di trascriverle, assicurati quindi che i tuoi ex colleghi siano disposti a farti da sponsor. Le referenze possono riguardare le tue competenze tecniche ma anche quelle umane. Essere una persona disponibile, aperta ed attenta ai bisogni degli altri, in certi contesti lavorativi, può valere più di un master o di un dottorato di ricerca; non sottovalutare la faccenda.

Portfolio di lavoro

Il selezionatore che legge sul tuo curriculum vitae che hai portato a termine progetti importanti, potrebbe domandarsi se sei un millantatore uso ad autocelebrarsi immeritatamente o se quello che hai trascritto corrisponde al vero. Per fugare ogni suo dubbio, potresti portare con te un portfolio dei tuoi lavori migliori ovvero una raccolta di materiale che attesti i tuoi raggiungimenti professionali.

Un redattore che aspira ad entrare in una grande testata non può dimenticare di stampare i suoi articoli più riusciti così come un architetto che tenta di associarsi ad uno studio blasonato non può non mettere in borsa i suoi bozzetti più innovativi. Procurati un raccoglitore ad anelli con etichette divisorie e mostra al selezionatore quello che hai fatto fin qui. Alcuni candidati riescono a vendersi egregiamente con le parole, ma alla prova dei fatti, cadono come mosche dopo una spruzzata di DDT. Se avrai avuto la lungimiranza di entrare nella stanza del reclutatore con una selezione dei tuoi lavori migliori, la strada per te sarà in discesa.

Credi in te stesso e gioca d’anticipo

Durante il colloquio di lavoro, devi dare il meglio di te e giocare di anticipo, preparandoti a fronteggiare situazioni che potrebbero metterti in difficoltà. Lo stress e la tensione potrebbero giocare brutti scherzi, ma se ti sarai attrezzato per bene, la probabilità di governarli a dovere si farà più alta. Per sbaragliare la concorrenza, non servono amuleti o talismani (anche se alcuni candidati superstiziosi non rinunciano a portare con sé i loro personali portafortuna), ma la consapevolezza di avere tutte le carte in regola e la volontà di dimostrare all’intervistatore quanto vali e quanto desideri salire a bordo.



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