Colloquio di lavoro: come tenere a bada i nervi

Tanta pratica e niente eccessi: per evitare che l'agitazione giochi brutti scherzi, occorre prepararsi per bene

Lo abbiamo detto mille volte: il colloquio di lavoro è un’esperienza stressante. Che non risparmia neanche i tipi più ottimisti e fiduciosi dei propri mezzi e delle proprie capacità. Tenere a bada i nervi può essere difficile, specie se sappiamo poco dell’azienda e dei selezionatori che incontreremo. Alla base dell’ansia che rischia di tenerci svegli tutta la notte c’è, di norma, l’insicurezza, generata dalla mancanza di informazioni ben precise. L’impossibilità di prevedere, con esattezza, ciò che a breve succederà non può che mettere in agitazione; ma con qualche accorgimento e le giuste precauzioni, l’incognita del colloquio di lavoro può rivelarsi meno paurosa.


nervosismo

Il giorno che precede ogni grande evento è gonfio di aspettative e di ansia. E’ successo alla viglia del primo giorno di scuola, ma anche del primo appuntamento col partner e succederà alla vigilia del colloquio di lavoro. Quando stiamo per inoltrarci in terreni sconosciuti, il battito cardiaco inizia ad accelerare e la sudorazione aumenta. E’ fisiologico e sano, non c’è di che allarmarsi. Ma la faccenda non va, comunque, trascurata perché l’agitazione può giocare brutti scherzi. Per evitare di arrivare al colloquio di lavoro “tesi come una corda di violino”, bisogna correre ai ripari per tempo. Come si fa? Scopiamolo insieme.

3 semplici consigli per tenere a bada l’agitazione

#1. Alleniamoci il più possibile. Lo abbiamo già detto: a fare paura è l’impossibilità di prevedere quello che succederà nella stanza del selezionatore. In ogni intervista che si rispetti c’è sempre un certo tasso di imprevedibilità, ma alcune situazioni tendono a replicarsi sempre. Detta in maniera più esplicita: ci sono domande che ci verranno sicuramente rivolte, prepariamoci a rispondere nella maniera più convincente. Non c’è colloquio di lavoro che non si inauguri, ad esempio, con la più abusata delle formule: “Mi parli un po’ di lei”. E che non tenda a proseguire con domande del tipo: “Quali sono le sue esperienze lavorative?” o “Che valore aggiunto potrebbe portare in questa azienda?”. Ma non solo: per arrivare meno tesi al colloquio di lavoro, dobbiamo allenarci a rispondere a quesiti più insidiosi: “Qual’è stata l’esperienza più stressante che ha dovuto affrontare al lavoro? Come ha fatto a venirne fuori?”. E non trascuriamo la possibilità di dover parlare dei nostri punti deboli. Prevedere il più possibile le domande che ci verranno rivolte e allenarci a rispondere in maniera efficace ci aiuterà a gestire meglio la tensione

#2. Facciamo ricerche approfondite. La mancanza di informazioni precise su chi ci troveremo di fronte ci mette in agitazione. Ma anche in questo caso, è possibile prendere delle precauzioni. Esattamente come avviene alla vigilia di un incontro sportivo, occorre studiare l'”avversario” e tentare di reperire il maggior numero di informazioni sul suo conto. In che settore opera l’azienda alla quale abbiamo inoltrato la candidatura? Qual’è la politica adottata dal management? Quali sono i progetti che sta seguendo? E quali quelli messi in cantiere? Fare ricerche approfondite, che permettono di disporre di un buon numero di informazioni, allenterà l’ansia. E dimostrerà al selezionatore che siamo quanto mai motivati e interessati ad ottenere il lavoro offerto.

#3. Curiamo la forma fisica. Potrà sembrare strano, ma a volte, ad auto-sabotarsi sono gli stessi candidati. Che non tengono in sufficiente considerazione l’importanza di arrivare freschi e riposati al colloquio di lavoro. Concedersi una serata tranquilla, prima della fatidica intervista, è fondamentale. Evitiamo di cenare fuori o di fare troppo tardi: arrivare con la faccia tirata e gli occhi cerchiati dal sonno non è esattamente il miglior biglietto da visita da consegnare al reclutatore. Il benessere del corpo e quello della mente sono strettamente collegati: ecco perché fare attività fisica – con un opportuno margine di anticipo – può rivelarsi una buona idea. Ma ricordiamoci di non strafare: una sola ora di palestra può bastare a darci lo sprint che ci serve per arrivare galvanizzati al colloquio di lavoro. Nel corso del quale, più che dei muscoli allenati, dovremo dare prova delle nostre competenze e abilità professionali.

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