“Collegato lavoro”: ddl approvato dal Senato incomprensibile ai più.

Approvato al Senato in via definitiva il decreto legislativo cosiddetto “collegato lavoro”.


Questo provvedimento prevede una serie di “riforme” al mondo del lavoro sia dal punto di vista giuridico che formale che ancora fanno discutere sindacati, politici, consulenti del lavoro e lavoratori.

Per riassumere i punti salienti:

 

  • Introdotta la possibilità dell’arbitro anziché un giudice per risolvere le controversie datori di lavoro e fra lavoratori.

  • Il tentativo di conciliazione nelle controversie, diventa volontario (prima era obbligatorio). Resta obbligatorio nei casi certificazione dei rapporti di lavoro(es: le collaborazioni a progetto).

  • L’ultimo anno di scuola per i quindicenni può essere sostituito da un anno di apprendistato in azienda certificato.

  • Pensione anticipata (fino a tre anni) per chi fa lavori usuranti.

  • Possibilità di prolungare la pensione a 70 anni o 40 di contribuzione per medici e altri dirigenti del Sistema sanitario nazionale.

  • Tutti i lavoratori possono impugnare il licenziamento (entro 60 giorni) qualunque sia il tipo di contratto e di rapporto di lavoro.

  • Alleggerite le sanzioni amministrative per chi ha utilizzato lavoro irregolare ma decide di regolarizzare.

  • Le p.a. dovranno rendere note le retribuzioni annuali, i c.v., gli indirizzi mail e i numeri di telefono professionali dei dirigenti e segretari comunali attraverso il dipartimento della Funzione Pubblica.

  • Aumento delle risorse (quota parte) per assumere a tempo indeterminato i ricercatori universitari.

  • Il ministero del Lavoro potrà adottare misure di sostegno al reddito per lavoratori disoccupati o a rischio di esclusione dal mercato del lavoro.

  • Rimborso compreso tra 2,5 e 6 mensilità per le irregolarità della natura dei rapporti di lavoro coordinati e continuativi (effettiva e accertata subordinazione).





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