Collega scorretto sul posto di lavoro? Ecco i consigli per affrontarlo

Ignorare un comportamento a volte è produttivo, in altri casi ci vuole il polso fermo: ecco i consigli per affrontare un collega scorretto sul lavoro

Prima di pensare a tutte le possibili soluzioni da adottare e capire come trattare con un collega scorretto, è sicuramente meglio informarsi su quali siano le indicazioni aziendali a proposito del comportamento dei dipendenti sul posto di lavoro: le regole da seguire, i provvedimenti e le sanzioni previste, il grado di gravità preso in considerazione. E nel caso in cui non ci fosse un “manuale” del buon dipendente, che tipo di percorso è meglio intraprendere?


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image by frenky362

I consigli per affrontare un collega scorretto

Di solito le aziende disciplinano solo questioni “molto gravi”, rappresentate ad esempio da episodi di frode oppure di appropriazione indebita e via di seguito. Ma come spesso accade sono i piccoli gesti di ogni giorno, ripetuti nel tempo e con scorrettezza, che fanno esplodere le situazioni diventate insostenibili e quasi sempre, arrivate a tal punto, irreparabili. Il primo consiglio è quello di cercare di evitare di dare confidenza o conversare con il collega scorretto, quando questo è possibile e se farlo non pregiudica il nostro lavoro o il rapporto con gli altri colleghi.

Potrebbe verificarsi invece l’ipotesi per la quale purtroppo “quel” collega rappresenta un tassello importante nel puzzle della nostra organizzazione giornaliera nonché il nostro tramite per poter ad esempio consegnare i lavori conclusi, portare a termine trattative o proporre un affare. Come trattare con un collega scorretto in questo caso? Il primo tentativo deve essere rappresentato obbligatoriamente dal confronto. Attenzione: mai approcciarsi per la prima volta all’argomento assumendo un tono minaccioso, aggressivo o provocatorio: molto spesso può accadere che quella del collega sia a sua volta “una ripicca” per un malinteso. Chiarire o addirittura cancellare i motivi stessi che stanno alla base di atteggiamenti scorretti, non può che risolvere a monte la questione.

Si tratta di un modo intelligente e maturo di affrontare i problemi: può essere il caso ad esempio di un collega che arriva costantemente in ritardo (e quindi le prime incombenze del mattino ricadono sempre su di noi), oppure di un collega che lascia il posto di lavoro sempre in anticipo, lasciando a noi l’onere della chiusura. O ancora del collega che in vista di un sovraccarico di lavoro si mette in malattia. Aprirsi ad un confronto e mostrarsi disponibili e gentili, trasmettendo interesse e sincera volontà di trovare una soluzione, è di certo il modo migliore di fare il primo passo. Va da sé che se le proprie considerazioni non vengono accolte o addirittura causano un aggravarsi della situazione, sarà bene rivolgersi direttamente al proprio responsabile o all’ufficio di gestione delle risorse umane.

E il terzo step, quello più difficile e gravoso da affrontare ma definitivo: riferire del comportamento scorretto del proprio collega sul posto di lavoro direttamente in direzione. Ovviamente discrezione e riservatezza sono la parola d’ordine. Sarà bene chiedere al proprio capo o all’amministrazione del personale di  fissare un appuntamento e in questo modo essere certi di poter avere tutta la calma e l’attenzione necessarie per poter esporre il problema. È importante anche poter dimostrare ciò che si dice e quindi avere in mano prove o fatti tangibili. Un’ultima accortezza dovrà essere quella di non esagerare, mai. Un conto è cercare soluzioni su come trattare con un collega scorretto, un altro è diventare la spia dell’ufficio!



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