Cityteller: visitare le città attraverso i libri

L’editoria è in crisi e si legge sempre meno ma la startup Cityteller prova a puntare sul settore e crea un'app per visitare le città attraverso i libri.

A quanti sarà capitato di soffermarsi davanti ai luoghi o ai monumenti descritti dagli scrittori? E a quanti sarebbe piaciuto poter scoprire una città attraverso i romanzi che vi sono stati ambientati? Cityteller nasce per dare una risposta a questo desiderio, e attraverso la creazione di una mappa geo-emozionale, consente di visitare le città attraverso i libri. Cityteller è una piattaforma social, con la quale gli utenti possono scoprire le città attraverso i libri, le cui citazioni sono raccolte e visualizzate su delle mappe. Alla piattaforma si accede tramite un’applicazione digitale.


Vediamo come funziona: all’avvio dell’app, viene chiesta all’utente l’autorizzazione al rilevamento della propria posizione. Dopo questo passaggio, sulla piattaforma verrà visualizzata la mappa del luogo in cui l’utente si trova e su questa mappa saranno visualizzati i contributi geo-localizzati. Nel contributo c’è una scheda di presentazione del libro, la citazione che da questo è tratta, il titolo, l’autore e la casa editrice.

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Registrandosi, l’utente può accedere alla piattaforma, commentare i contributi e sceglierne alcuni come preferiti.  Ma non finisce qui. L’obiettivo della piattaforma è quello di crescere grazie ai contributi che gli utenti stessi potranno caricare. Infatti punta ad ingrandirsi grazie alla condivisone delle citazioni e all’apporto degli user. In questo modo Cityteller si propone come un’alternativa alle classiche guide turistiche e intende riunire in una sola applicazione digitale tutte le citazioni dei libri su un determinato luogo, raccolte grazie al suo carattere social.

Il business plan di Cityteller

L’idea è piaciuta anche all’incubatore I3P dell’Università di Torino, che sta sostenendo il progetto nella sua fase di avvio e sviluppo. Nel prossimo futuro, gli ideatori di Cityteller, come ci spiega uno di loro, Filippo Ghisi, intendono generare ricavi attraverso la vendita indiretta dei titoli da cui sono tratte citazioni inserite dalla Community dei citytellers e instaurare così rapporti con le case editrici.

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Inoltre intendono incentivare l’acquisto delle versioni a pagamento dell’applicazione, Premium e Custom, che offrono la possibilità agli utenti di effettuare in autonomia un tour turistico che utilizza la letteratura come filo conduttore del percorso.  Ma i tour creati e distribuiti dall’applicazione non sono solo destinati a questi utenti: Cityteller si rivolge infatti anche agli operatori turistici, agli enti territoriali e alle associazioni no profit. Visitare le città attraverso i libri potrà quindi essere un’occasione per incentivare il turismo e la valorizzazione del territorio, anche quello sostenibile e solidale.

Cityteller, dopo essere stata selezionata attraverso un bando internazionale, è stata presentata all’ultimo Salone Internazionale del Libro di Torino, nella sezione Book to the Future, tra le startup attive nel campo dell’editoria digitale.

Lo stato dell’editoria

Ed è proprio il comparto digitale del settore quello su cui puntare nel prossimo futuro. I dati parlano chiaro: nei primi mesi del 2015 sono infatti aumentati  del 66,6% i titoli digitali acquistati, rispetto alla riduzione del 3,4% di quelli cartacei.

Nel complesso sono state vendute circa 1 milione di copie di libri in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con una diminuzione del fatturato pari a 8,4 milioni di euro. Nei primi quattro mesi di quest’anno, le librerie, tradizionali e online, e la grande distribuzione (eccetto Amazon) hanno registrato un  fatturato minore 2,6% rispetto a quello del 2014 e hanno venduto un 4% in meno di copie. Anche se, nonostante il segno meno, i dati sono migliori rispetto a quelli dei primi mesi del 2014.

Questi sono i risultati che emergono dall’Indagine Nielsen presentata all’ultimo Salone Internazionale del Libro di Torino, che Marco Polillo, presidente dell’AIE (Associazione Italiana degli Editori), ha commentato così: “sono cambiati i comportamenti dei clienti e dei nostri lettori ed è su questi elementi di innovazione che gli editori dovranno confrontarsi nei prossimi mesi ed anni”.




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