Cinque cose che assolutamente uccidono la tua produttività

Rimandare il più possibile un incarico, indugiare sui social, lasciare il caos sulla scrivania: a chi non è mai capitato? Ma a risentirne è la produttività

Quella dei freelancer è una condizione particolare: sono assolutamente responsabili del proprio tempo e sfruttarlo al massimo è determinante per auspicare una carriera di successo. Così come evitare assolutamente le cose che uccidono la propria produttività. A differenza di un impiego in ufficio, con un numero di ore prestabilito da dedicare al lavoro, l’attività freelance richiede una grande quantità di auto-motivazione e di responsabilità personale.


produttività

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Detto questo, ecco qui di seguito alcune delle trappole più comuni in grado di far perdere tempo e di uccidere la produttività, che il freelancer dovrebbe assolutamente evitare.

Ecco le cose che uccidono la tua produttività

1. Distrazione da siti web

Ci siamo passati tutti: “ora vado su Facebook giusto un paio di minuti prima di mettermi al lavoro”. Prima che tu te ne renda conto è passata quasi un’ora senza concludere nulla. Mentre prendersi una pausa e magari navigare un po’ tra i vari siti può essere anche d’aiuto per rigenerarsi, il punto è che bisogna fare attenzione e fare in modo che si tratti “solo” di una pausa. I freelancer di successo sanno bene che esistono delle ore sacre da dedicare al lavoro, con orari ben precisi; per fortuna anche questa mancanza di auto-controllo può essere gestita oggi con alcuni strumenti efficaci e applicazioni valide che permettono di bloccare l’accesso ai social o di scrivere ad esempio in modalità “senza distrazione”. Indipendentemente dal modo che sceglierai per poter gestire le interferenze, l’importante è che sia chiaro per te questo concetto: bisogna dedicare interi blocchi al lavoro durante la giornata e fissare già a monte il momento da dedicare alle pause.

2. Procrastinazione ovvero temporeggiare all’infinito

Un concetto familiare a molti: rimandare fino all’ultimo minuto un compito da fare o un progetto da terminare. La procrastinazione è un virus infettivo e tutti possono prenderlo. La scusa più comune è: ma io so dare il meglio di me solo sotto pressione! Se in effetti la natura umana è predisposta al rush finale, è anche vero che non si può generalizzare e per molti queste prestazioni dell’ultima ora significano inevitabilmente un sacrificio della qualità stessa del lavoro. Meglio invece darsi il giusto tempo per completare bene un progetto e minimizzare la possibilità di compiere errori cruciali o addirittura dimenticare una consegna.

3. Confusione e disordine

Se la tua scrivania assomiglia più a un campo di battaglia che ad uno spazio di lavoro produttivo, stai soffrendo di seri problemi di confusione e disordine. Pile di libri, cartelle di documenti e miriadi di altri oggetti possono accumularsi molto velocemente intorno a te: per questo è meglio dedicare qualche minuto la sera per riporre tutto ciò che non serve e lasciare in ordine la postazione di lavoro, prima che questo disordine riduca effettivamente la produttività del tuo lavoro. Ovviamente ciò non vuol dire diventare maniacali e ossessionati dall’ordine e dalla pulizia ma davvero non c’è niente che uccide di più la produttività e la creatività che cercare documenti e appunti importanti nel mezzo di un mucchio di robaccia.

4. Lavori non portati a termine

Questo aspetto va mano nella mano con la procrastinazione. Anche una semplice e veloce lista delle cose da fare può esplodere se lasci che i tuoi lavori incompiuti ti sfuggano di mano. Non c’è niente di sbagliato nel mettere da parte un lavoro per rivederlo poi a mente fresca ma il punto è questo: devi assolutamente ritornarci sopra in breve tempo e concluderlo. Un modo per mantenerti concentrato su questo aspetto è lavorare per priorità. Fai una lista dei lavori da terminare usando una gerarchia: le cose che devono essere concluse entro oggi assolutamente in cima alla lista; a seguire quelle che al momento godono di maggiore flessibilità. In questo modo anche se salti da un lavoro all’altro per ricontrollarli in un secondo momento, saprai sempre su quale ritornare con urgenza per consegnarlo in giornata.

5. Vivere nell’età della pietra

Vero è che le abitudini sono dure a morire, vero è che certamente sei solito fare alcune cose in un certo modo e magari ti senti restio a cambiare o a sperimentare nuovi strumenti di lavoro. Ma rimanere nell’età della pietra senza utilizzare la tecnologia che oggi abbiamo a disposizione non farà altro che portarti verso il baratro e verso la fine della tua produttività.

Rimani informato sulle nuove tecnologie adatte al tuo business e non avere paura di sperimentare qualcosa che ti porti al di fuori della tua “comfort zone” e che possa aiutarti nella tua attività lavorativa.

 

In qualità di freelancer sei in uno degli ambiti di lavoro più indipendenti. Ma avere questo tipo di libertà significa dover avere anche un elevato grado di responsabilità nonché sapere di quale tipo di aiuto aver bisogno per migliorarsi.

 




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