Cig: le risorse arriveranno a breve, ma per poco. Il governo studia una riforma

Le parole odierne pronunciate dal Ministro Enrico Giovannini sulle risorse per la cassa integrazione in deroga hanno aperto uno spiraglio concreto che per giunta potrebbe concretizzarsi già domani (assieme allo slittamento della prima rata Imu sull’abitazione principale). Spiraglio che però, a quanto pare, durerà poco, se non verrà cambiato il sistema. Il contenuto dell’ultimo intervento del titolare del dicastero del lavoro al Senato, è inequivocabile.  Il governo sta operando una “valutazione attenta delle risorse disponibili per il brevissimo termine”, ma poi l’ammortizzatore sociale non potrà proseguire la sua opera così com’è strutturato ora perché “non si può rifinanziare lo strumento senza rivisitarlo”. Insomma, per evitare il tracollo, le risorse per la cassa integrazione in deroga verranno probabilmente trovate nel brevissimo termine, ma in seguito tutto dovrà essere modificato.


Secondo il governatore della Lombardia Roberto Maroni, che ha lanciato un grido quasi disperato spiegando che la “sua” Regione è vicina alla “crisi sociale”, la cifra necessaria si attesterebbe sul miliardo e mezzo di euro. In ogni caso, stando alle parole di Giovannini, “l'orientamento del governo è quello di un monitoraggio molto più puntuale sul comportamento dei soggetti che erogano fondi per capire di cosa stiamo parlando”. Bisogna insomma che si identifichino in modo certo i destinatari della cassa integrazione in deroga. Sostenere chi ha perso il lavoro momentaneamente o chi, al contrario, trova o comunque potrebbe trovare forti difficoltà nel reinserirsi è infatti cosa molto diversa. Nel secondo caso, secondo il Ministro, sono necessari “ammortizzatori sociali differenti”, che arriveranno, ma non ora.

A Giovannini è stato anche richiesto un incontro dal segretario della Cgil, Susanna Camusso. “lei stesso ha asserito che gli investitori hanno bisogno di stabilità e certezze – ha spiegato il segretario del sindacato attraverso una lettera inviata al Corriere della Sera – pensi di quanta ne avrebbero bisogno le persone che dipendono dagli annunci che il governo propone in sequenza sul lavoro e sulle emergenze sociali non per investire su un progetto di vita, come in epoca di crescita sarebbe auspicabile, ma sulla sopravvivenza in un tempo di crisi ancora molto profonda”. Il ministro del lavoro ha risposto a stretto giro di posta, confermando l'effettiva disponibilità all’incontro ,ma solo dopo essersi confrontato con le due camere del Parlamento.



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