Cig apprendisti, i chiarimenti del Ministero sulla deroga

Il Ministero fornisce una serie di interessanti chiarimenti per la Cig apprendisti in deroga: ecco cosa è previsto.

Con la circolare 4/2016 il Ministero del Lavoro è intervenuto sul tema della Cig apprendisti e più in generale dell’apprendidato non professionalizzante, spiegando che le attuali normative (principalmente, il decreto n. 83473/2014 e il più recente d.lgs n. 148/2015), sono complementari e non sovrapponenti. Quanto sopra si traduce, spiega poi il Ministero, in una perfetta integrazione del contenuto normativo, con gli ammortizzatori in deroga che intervengono nei casi non previsti dalla legislazione vigente introdotta con il Jobs Act per poter fornire tutela a lavoratori che altrimenti ne sarebbero privi.


cig apprendisti

Con la stessa occasione fornita dalla circolare 4/2016 il Ministero ricorda poi che la legge di Stabilità 2016 (all’art. 1, comma 304, della legge n. 208/2015) ha rifinanziato, per l’intero 2016 e con un plafond di 250 milioni di euro, lo strumento degli ammortizzatori in deroga, precisando che la Cig in deroga può essere concessa o prorogata per un periodo non superiore a tre mesi nell’arco di un anno, e che la mobilità in deroga non può essere concessa ai lavoratori che, alla data di decorrenza del trattamento, ne abbiano già beneficiato per almeno tre anni, anche non continuativi.

Per i lavoratori che non rientrano in tale casistica, la Cig può essere concessa per un massimo di quattro mesi, non prorogabili, oltre ad altri due mesi nel caso di lavoratori residenti nel Mezzogiorno, in virtù di quanto riconosciuto con il dpr n. 218/1978.Per quanto concerne la platea dei beneficiari, ricordiamo che la normativa ordinaria prevede il requisito dell’anzianità aziendale di 90 giorni per poter ottenere lo strumento in questione, ma che la disciplina in deroga (introdotta con il dm n. 83473/2014), prevede un’anzianità aziendale di 12 mesi. In questo caso, precisa il Ministero con il recente intervento, a prevalere è proprio la disciplina in deroga, con la conseguenza di rendere il requisito prevalente quello dei 12 mesi. Una prevalenza che vale anche per gli apprendisti assunti con contratto professionalizzante, mentre quelli non titolari di contratto professionalizzante potranno accedere alla Cig in deroga.

Infine, il Ministero ricorda come l’attuale disciplina ordinaria preveda un nuovo contributo addizionale a carico delle imprese del 9% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate, sui periodi di Cigo e Cigs fruiti all’interno di uno o più interventi fino a 52 settimane in un quinquennio mobile; del 12% oltre le 52 e fino a 104 settimane e del 15% oltre al limite di 104 settimane. Un contributo che, precisa il Ministero, andrà versato anche nelle ipotesi di ricorso alla cassa in deroga.

Infine, il Ministero ricorda che la disciplina ordinaria stabilisce come “il conguaglio o richiesta di rimborso delle integrazioni corrisposte ai lavoratori debbano essere effettuati, a pena decadenza, entro sei mesi dalla fine del periodo di paga in corso alla scadenza del termine di durata della concessione o dalla data del provvedimento di concessione, se successivo”. Nulla prevede la disciplina in deroga, con conseguente applicazione della disciplina ordinaria per tutte le tipologie di cassa integrazione, compresa quindi quella in deroga.




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