Chi è e cosa fa un Comunicatore Tecnico: competenze, formazione, opportunità di impiego e stipendio.

Scopriamo di seguito cosa fa un Comunicatore Tecnico: le competenze necessarie, la formazione, le opportunità di impiego e la retribuzione. Intervista ad un esperto del settore, Alessandro Pratelli.

Nel 2019 siamo sempre più contornati di oggetti, molti di essi smart, con funzioni strabilianti e sempre nuove. Ancora più complessi ed evoluti sono gli strumenti, le macchine, che servono a produrre gli oggetti che noi tutti usiamo per lavoro o per piacere. Per essere usati e mantenuti al meglio delle loro prestazioni e in piena sicurezza tutti questi oggetti hanno bisogno di istruzioni tecniche e di documentazione tecnica appropriate. Grazie alle tecnologie di Internet, diciamo così, poi tale documentazione può assumere oggi forme veramente disparate.


comunicatore tecnico

Comunicatore Tecnico: competenze, formazione e opportunità di impiego

Ne parliamo con Alessandro Pratelli che è un esperto di documentazione tecnica e comunicazione tecnica. Con lui parliamo della professione del Comunicatore Tecnico, una figura che ha competenze trasversali ed è sempre più richiesta nel mercato del lavoro.

Alessandro ha iniziato come redattore tecnico nel 1996 e poi nel 2004 ha creato lo studio AP Publishing a Cascina in provincia di Pisa. Con AP Publishing segue tutto ciò che ruota intorno al prodotto, dalla sicurezza dei prodotti, attraverso lo studio delle Direttive e delle Norme, fino alla sicurezza dei contenuti per la documentazione tecnica e visuale. Svolge anche attività di formazione per le aziende dove unisce le richieste delle Direttive con le esigenze dei Costruttori.

Comunicatore Tecnico: intervista ad Alessandro Pratelli

Alessandro, riesci a farci una sorta di cronistoria di come il settore della comunicazione tecnica si è evoluto a partire dagli anni 90, i primi anni di Internet, fino ad oggi? In cosa consiste davvero oggi il lavoro di comunicatore tecnico o technical writer, e in che cosa differisce rispetto a quello di 15 o 20 anni fa?

Devo farti una premessa: il redattore tecnico è colui che scrive le istruzioni d’uso dei prodotti, dalle istruzioni delle lavastoviglie e macchine da caffè, camper, barche, macchine per la produzione etc.  Agli inizi degli anni ’90 i redattori tecnici provenivano dagli Istituti Tecnici o dal mondo della Grafica. Eravamo più impaginatori e vignettisti poiché tutto era per la carta. Il catalogo (così era chiamato il manuale istruzioni) doveva essere ben impaginato. Le foto si stampavano dal fotografo, si lucidavano con la penna a china per fare le illustrazioni. Si scriveva di getto, ognuno come credeva meglio in base alle proprie conoscenze della lingua italiana, senza avere sensibilità alla terminologia o allo stile di scrittura. Le norme si pensava fossero solo dei progettisti. 

Con lo svilupparsi dei nuovi software, intorno agli anni 2000, siamo passati a disegnare al computer quello che disegnavamo a matita. Le immagini si potevano scaricare dalle prime macchine fotografiche digitali. La terminologia e la scrittura tecnica restava ancora solo di pertinenza del traduttore, il quale si sforzava di interpretare prima cosa avesse voluto dire il redattore, per poi localizzarlo nella lingua di destinazione.

Oggi il redattore tecnico deve avere necessariamente un mix di competenze trasversali. Il redattore deve produrre contenuti per la carta stampata ma anche per il web, contenuti per le pagine social o le chatbot. Si parte dalla capacità di analisi del prodotto, sia legislativo che funzionale, e delle esigenze dell’utente. Chiariti questi aspetti si può cominciare a reperire tutta la documentazione che già è presente nell’azienda del Fabbricante. Occorre costruire le illustrazioni e i video tecnici di smontaggio o installazione partendo dal dato CAD in 3D, quello disegnato dai progettisti per intenderci. Occorre scrivere in una forma chiara e ben definita, la conoscenza della lingua di redazione è fondamentale. È necessario gestire i contenuti come dei prodotti, da industrializzare e monitorare, per migliorare i processi e rispondere con efficacia all’aumento considerevole delle informazioni che siamo chiamati a produrre. Tutto è cambiato rispetto a 20 anni fa.

Cosa contraddistingue un buon comunicatore tecnico da uno mediocre?

Per l’esperienza che abbiamo avuto in questi anni, a contatto con i Fabbricanti, vediamo che la prima richiesta è la conoscenza del quadro normativo cioè delle Direttive e norme tecniche che regolano la costruzione e la  commercializzazione dei prodotti. Conoscenza di meccanica ed elettronica se si lavora con produttori di macchine. Un’ottima conoscenza della lingua Italiana e dell’Inglese. La capacità di seguire le regole dei processi aziendali, precisione e pignoleria. Non basta, occorrono competenze trasversali e la conoscenza dei software dedicati: gusto grafico e visuale per creare illustrazioni e video, compreso nozioni di videomaker o rendering. Oppure avere nozioni di xml e html per pubblicare i contenuti sul web o sugli schermi delle macchine industriali. Le competenze trasversali sono sicuramente un plus che pesa moltissimo.

L’Associazione Europea per la Comunicazione Tecnica fornisce un tool di profilazione delle competenze del comunicatore tecnico suddiviso in ben 7 capitoli:

  1. Analisi del contesto
  2. Pianificazione
  3. Sviluppo del concetto
  4. Creazione di contenuti
  5. Produzione di media
  6. Pubblicazione e distribuzione
  7. Osservazione del prodotto informativo

Tu riusciresti a riassumerci una panoramica della formazione di un buon comunicatore tecnico italiano? Cosa deve saper fare? Che competenze deve davvero avere?

Teniamo conto che se lavoriamo in un’azienda che produce una serratura o cerniere per infissi la conoscenza Normativa probabilmente non mi interessa più di tanto. Ma nella maggior parte dei casi le ricerche del mercato sono rivolte a redattori tecnici che lavorano per costruttori di macchine ed impianti.  Se fossi un giovane redattore tecnico con la passione per questa professione (ci vuole passione per fare quello che ti dirò) farei così:

  • Formazione continua sulla Direttive Comunitarie che regolano la costruzione dei prodotti, e questo vuol dire studiare pagine e pagine per saper poi inquadrare su più fronti un prodotto.
  • Conoscenza delle norme tecniche di costruzione specifiche, altre pagine da studiare.
  • Corsi di formazione sulle Direttive e Norme tecniche erogati da esperti del settore, per confrontarsi e capire le sfumature legislative. E’ necessaria una iscrizione ad un’associazione del settore della Comunicazione Tecnica.
  • Servono poi conoscenze della meccanica ed elettronica (si impara sul campo) e conoscenza della lingua italiana.
  • Occorre formarsi sui nuovi software ed imparare ad usarli in modo professionale, si apprendono con video tutorial e corsi in giro per l’Italia.
  • La conoscenza di base dell’HTML è necessaria.
  • Occorrono infine nozioni di terminologia.

Tutto poi dipende dal percorso intrapreso e quanto siamo legati ad un solo settore di produzione. Ad esempio in uno studio come AP Publishing abbiamo a che fare con prodotti per l’industria farmaceutica, della carta, lavorazione della pelle e del marmo, elettrodomestici ed altro.

Esiste una scuola per comunicatori tecnici? Ci sono esami da fare per essere abilitati?

Non esiste nessuna scuola in Italia, alcuni corsi e università ben strutturati ci sono in Francia e Germania. Non esistono esami di abilitazione e il redattore tecnico, in Italia, rientra nelle professioni non riconosciute. Tutta la bibliografia è pressoché anglosassone. Questo chiaramente è il motivo per cui ognuno, fino a qualche anno fa, andava per la propria strada sperimentando nuovi metodi o limitandosi a fare le cose come si sono sempre fatte. La presenza di un’associazione da più di 10 anni, ha fatto sì che si sia individuata una strada comune da percorrere. Un primo Master in Italia sarà in partenza a Settembre a Bologna. Occorre ancora molto lavoro da fare, perché non riusciamo a trovare profili che siano in grado di svolgere il lavoro di redattore tecnico.

Ci puoi raccontare tutti gli ambiti in cui è richiesto un comunicatore tecnico? Quali sono le reali possibilità di impiego di un professionista della comunicazione tecnica? Importante anche il livello di retribuzione, quanto guadagna un buon comunicatore tecnico?

Il redattore tecnico può lavorare per aziende che fabbricano prodotti elettrici o macchine industriali. Dall’interruttore ai lampadari, dal barattolo di vernice al catalogo dei mobili, dal tagliaerba alla macchina per la produzione della carta, macchine per acciaierie o per l’industria alimentare, orologi o dispositivi medici come l’apparecchio per l’areosol fino alla macchina per la risonanza magnetica.

Siamo circondati dalla redazione tecnica: ogni prodotto che sia presente sul banco di vendita ha le istruzioni per l’uso. Ogni settimana si vedono annunci di ricerca di redattori tecnici. Molte sono le possibilità di impiego. Ma attenzione, le aziende adesso sono più coscienti del ruolo che ha un redattore tecnico, poiché è colui che salvaguarda l’operato del costruttore in ambito sicurezza delle persone quando usano il prodotto. Più si conoscono le Direttive e Norme tecniche e più saremo in grado di scrivere contenuti sicuri.

Diciamo che un junior, all’inizio, potrà essere assunto con un contratto di apprendistato, poiché deve essere formato il prima possibile, ci vogliono almeno un paio di anni. Un redattore senior potrà guadagnare una media di 1500,00 € al mese netti. Se arriviamo a gestire un team di redattori e quindi si conoscono i processi, i software che gestiscono i contenuti e i tempi di realizzazione della documentazione possiamo realizzare anche molto di più.

Siamo nell’epoca della comunicazione continua, viviamo in un mondo iperconnesso 24h al giorno con smartphone e tablet sempre in tasca. Addirittura molte grandi aziende stanno mettendo in commercio dispositivi per accedere alla realtà aumentata sempre più evoluti e a prezzo accessibile: a tuo avviso come evolverà la professione del comunicatore tecnico?

L’impatto della Realtà Aumentata sta cambiando il modo di usare le informazioni. Il testo sta scomparendo dalle informazioni che troviamo sul web ma tutti noi redattori, oggi proveniamo da 3000 anni di carta. Tutto si evolverà verso l’uso di icone, frasi brevi, singole parole, video, immagini e audio ma anche di indicazioni date da un esperto virtuale che trasmette le informazioni per risolvere un guasto attraverso display montati su occhiali indossabili o dispositivi mobili.

Le informazioni dovranno avere tutta una serie di dati dietro (metadati) per poter essere associate ad eventi e azioni che derivano dagli algoritmi di riconoscimento dei volti o dello stato di un oggetto. Riconoscere un volto sorridente o preoccupato così come riconoscere la fase di montaggio di un oggetto durante un ciclo di produzione dovranno incontrare le frasi da dire in una chatbot o emettere un allarme e rimandare l’oggetto alla lavorazione precedente.

Aspettiamo che l’Unione Europea dia il via alla documentazione in formato elettronico (oggi è richiesto il cartaceo) per avere una nuova spinta innovativa sulla forma delle informazioni. È cambiato il modo di costruire le informazioni, cerchiamo sul web e non in un indice di un libro. Questo richiede informazioni organizzate e scritte in modo completamente nuovo e in linea con la scrittura di articoli per il web. L’insieme di questi articoli saranno le istruzioni d’uso del prodotto. Abbiamo utenti da tutte le parti del mondo che cercano in modo di verso, utilizzando parole e termini diversi. La reperibilità dell’informazione e la sua completezza saranno i punti da soddisfare per tutte le nuove informazioni.

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