Cervelli in fuga: bonus fiscale del 30% per farli tornare

Il Governo vuole introdurre un bonus fiscale del 30% per far tornare in Italia i cosiddetti i cervelli in fuga.

I cervelli in fuga che, stanchi di incassare no, hanno fatto le valigie per cercare fortuna all’estero potrebbero avere adesso un valido motivo per tornare a casa. Il governo italiano sta, infatti, mettendo a punto una norma – inserita nel decreto fiscale sull’internazionalizzazione delle imprese – che contempla interessanti benefici fiscali.


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Di cosa si tratta? Di un taglio del 30% dell’imponibile che, stando alle indiscrezioni fin qui filtrate, dovrebbe interessare tutti quei lavoratori che, da almeno 5 anni, non vivono più in Italia. Purché “rivestano una qualifica per la quale sia richiesta una alta specializzazione e il titolo di laurea”. Una norma pro-“cervelloni” che potrebbe porre un freno all’esodo di talenti che, da troppi anni, interessa il nostro Paese.

La misura è stata inserita nello schema di un decreto legislativo della riforma fiscale sull’internazionalizzazione delle imprese che mira a ridurre i vincoli delle operazioni transfrontaliere ed a creare un quadro normativo più certo e trasparente per gli investitori.
Ma non facciamoci troppe illusioni: il decreto deve ancora concludere il suo iter in Parlamento e incassare il disco verde delle Commissioni competenti. Per diventare legge, insomma, potrebbe ancora volerci un bel po’.

E non è detto che tutti i potenziali beneficiari scelgano poi di usufruirne. Anzi: l’ultimo Rapporto di AlmaLaurea certifica che il 41% dei laureati italiani trasferitisi all’estero considera molto improbabile il rientro in Italia. Il benefit fiscale concepito per loro potrebbe non essere sufficiente a fare staccare loro il biglietto di ritorno.

Maria Saporito




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