Certificazione Unica 2019: le ultime scadenze e le modalità di invio

Si avvicinano i termini ultimi per la consegna della Certificazione Unica CU 2019. I datori di lavoro sono tenuti a consegnare il modulo CU all'Agenzia delle Entrate entro il 7 marzo, ed ai contribuenti entro il 1 aprile 2019

Si avvicina il termine ultimo per la consegna della Certificazione Unica 2019. Entro il 1° aprile il datore di lavoro deve consegnare ai lavoratori, dipendenti ed autonomi, il modello CU 2019. Vediamo quali sono gli obblighi del datore di lavoro e le relative scadenze da rispettare.


CU 2019

 

Certificazione Unica 2019 che cos’è e quando scade

La Certificazione Unica CU è quel documento che va ad attestare i redditi di lavoro sia dipendenti che assimilati, i redditi derivanti da lavori autonomi e redditi/provvigioni differenti.  Il datore di lavoro è tenuto a consegnare la CU, rispettando i termini previsti, sia all’Agenzia delle Entrate che al lavoratore. Il termine ultimo che il datore di lavoro deve rispettare per la consegna della CU all’Agenzia delle Entrate è il 7 marzo, mentre, entro il 1° aprile la CU deve essere consegnata al lavoratore sia dipendente che autonomo.

Il 31 ottobre è la scadenza per le CU che contengono solamente i redditi esenti e non dichiarabili attraverso la dichiarazione precompilata. Il modello CU serve all’Agenzia delle Entrate, perché i dati al suo interno, permettono di ottenere informazioni necessarie, per la predisposizione del modello 730 precompilato. La Certificazione Unica è utile anche ai contribuenti, che possono così controllare le somme che son state corrisposte e le ritenute, dati che saranno poi inseriti nella dichiarazione dei redditi. Chi consegna il modulo CU oltre i tempi di scadenza, chi consegna un modulo incompleto o con dati errati e fasulli, verrà sanzionato. Nel dettaglio, la sanzione va da un minimo di 258 euro ad un massimo di 2.065 euro.

Come consegnare il modulo Certificazione Unica 2019

Viste le scadenze relative alla CU, vediamo ora come va consegnato il modulo Certificazione Unica 2019. La Certificazione Unica 2019 deve essere inviata in duplice copia ai contribuenti da parte del datore di lavoro. Questa può essere consegnata in modalità cartacea oppure telematica. I dipendenti che hanno terminato il rapporto di lavoro, devono ricevere la CU in modalità cartacea, dal datore di lavoro o dall’Inps, entro e non oltre 12 giorni dalla data della fine del rapporto di lavoro.

La trasmissione della Certificazione Unica può avvenire in maniera telematica, solo ed esclusivamente se sicuri che i contribuenti possono riceverla tramite email, perché in possesso di una casella di posta elettronica. Per l’invio telematico della Certificazione Unica, bisogna accedere con le proprie credenziali al portale Inps. Qui bisogna seguire la procedura che è completamente automatica. Quindi, prima di scegliere l’invio telematico del modello, assicuratevi che il contribuente possa riceverlo in questa maniera, altrimenti è preferibile scegliere l’invio cartaceo.

Certificazione Unica CU 2019: come è fatto il modello

Se i lavoratori ricevono la CU dai propri datori di lavoro, i pensionati riceveranno tale documento dall’Inps, sia in maniera telematica che cartacea. Infatti, chi non può ricevere la documentazione in formato elettronico dall’Inps, può rivolgersi direttamente al Contact Center, ad un Patronato o in alternativa ai servizi self service dell’Istituto stesso. Vediamo ora come è fatto il modello CU 2019. La Certificazione Unica è formata da 2 fogli, ognuno dei quali con informazioni e dati differenti ed importanti.

Il primo foglio, contiene le informazioni relative al contribuente, ossia i suoi dati anagrafici, ed è firmato dal datore di lavoro o sostituto d’imposta. Sul secondo foglio ci sono le informazioni di carattere fiscale come: i redditi che sono stati percepiti, tutte le detrazioni che sono state effettuate ed i contributi che sono stati trattenuti per la pensione. Sono dati fiscali molto importanti, che il contribuente stesso è tenuto a controllare, per verificare che siano giusti. Di fatti, se i contribuenti si rendono conto che ci sono degli errori nella Certificazione Unica, questi dovranno tempestivamente avvisare il datore di lavoro o chi ha creato il documento, ai fini di effettuare le dovute correzioni e comunicarle all’Agenzia delle Entrate.




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