Certificazione unica 2019: le novità introdotte, le scadenze e tutto quello che c’è da sapere

Vediamo le novità introdotte con il nuovo modello CU 2019  e tutto quello che c'è da sapere per la sua compilazione

Da qualche anno si sente parlare di certificazione unicaCU –  ovvero il modello di dichiarazione dei redditi che di fatto va a sostituire il vecchio CUD. In realtà, non si tratta altro che di un modulo, composto da più parti e più sezioni, che viene presentato all’Agenzia delle Entrate, per certificare i redditi e i compensi dei lavoratori dipendenti, pensionati ed autonomi. Attraverso poi i datori di lavoro, definiti anche sostituti di imposta, è possibile recuperare o versare certe somme, direttamente dallo stipendio percepito.


certificazione unica

Novità 2019, ecco cosa cambia nel modello CU

Vediamo dunque le novità introdotte con il nuovo modello CU 2019  e tutto quello che c’è da sapere per la sua compilazione:

  1. le locazioni brevi:  una delle novità introdotte, riguarda le locazioni brevi che per quest’anno avranno un’apposita sezione dove saranno inseriti appunto i redditi provenienti dalla locazione tassati del 21% come da DL 50/2017; sarà cura dei soggetti intermediari applicare ai canoni di locazione incassati una ritenute del 21% da versare allo Stato, come se fossero sostituti d’imposta e quindi a rilasciare la relativa certificazione;
  2. i premi di risultato: si tratta di una casella nuova inserita nella CU2019, che riguarda i rimborsi di premi e servizi non soggetti a tassazione.

Scadenze da ricordare e modalità di invio: ecco cosa devi sapere

Come sempre, il CU ha delle scadenze di cui tener conto; ecco quali saranno per l’anno in corso:

  • 7 marzo 2019 è la data ultima per inviare all’agenzia delle entrate i dati della certificazione unica da parte dei datori/sostituti di imposta;
  • 31 ottobre 2019, è invece la data ultima per inviare i redditi dei lavoratori autonomi;
  • 31 marzo-1 aprile 2019 per la consegna del modello CU 2018 ai dipendenti, pensionati e autonomi.

E’ importante sapere anche come può essere inviata la certificazione unica; a tale proposito esistono due modalità di invio:

  • cartacea, per i dipendenti che hanno terminato il rapporto di lavoro e che dovranno ricevere entro 12 giorni dal termine dello stesso, il modello CU cartaceo, consegnatogli dal datore di lavoro o dall’INPS;
  • telematica, lo si può fare solo se la persona ha questi mezzi, ovvero recandosi sul portale dell’INPS con le proprie credenziali e codice PIN.

Tuttavia per chiunque avesse difficoltà, vogliamo ricordare che è sempre possibile rivolgersi al Patronato/CAF territoriale per ottenere la certificazioni oppure essere seguiti nella sua compilazione.

Come è composta una certificazione unica

E’ la prima volta che compili una certificazione unica? Allora ti spieghiamo come è fatta. Il modello CU è composto di 2 fogli: il primo per indicare i DATI ANAGRAFICI e il secondo per i DATI FISCALI ovvero i redditi, compensi, spese, detrazioni. Tra le varie caselle di reddito da compilare, molto importante è quella che riguarda le famiglie numerose (vi è un apposito settore) e il bonus Renzi 2019. Ogni campo è separato e scritto chiaramente, per cui non sarà difficile capire cosa inserire ed  in che modo farlo.

Basterà davvero solo leggere attentamente le varie voci indicate o comunque le spiegazioni che solitamente si trovano nel retro del modello. E’ importante saper compilare correttamente la CU per evitare di incorrere in sanzioni, ecco perché nel dubbio è sempre meglio rivolgersi ad un CAF, un intermediario o comunque farsi aiutare da una persona esperta.

Novità CU 2019 per gli autonomi: cosa cambia?

Anche i lavoratori autonomi avranno il CU e faranno la loro dichiarazione dei redditi: cosa è cambiato rispetto al 2018? In effetti, ci sono state delle modifiche, una di queste riguarda proprio il modello che ora si compone di 3 fogli. La novità principale riguarda appunto che le aziende che si sono avvalse di collaboratori autonomi (a progetto,  occasionali, con partita IVA, dovranno compilare la CU come se fossero loro i datori di imposta, certificando i corrispettivi pagati per ogni singola collaborazione, indicandone:

  • i compensi lordi
  • i contributi previdenziali
  • i rimborsi
  • le somme effettivamente corrisposte

Per qualsiasi altra informazione, non esitate a contattare il numero verde sul sito dell’Inps, per esporre i vostri dubbi.




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