Cerchi lavoro e non hai esperienza? Ecco tre consigli utili

Non piangerti addosso ed impara a venderti bene: anche se non hai mai lavorato, puoi conquistare l'attenzione dei selezionatori, grazie alle tue competenze trasversali

“Nessuno nasce imparato” è un famoso detto popolare (grammaticalmente claudicante) teso a confortare tutti quei principianti che si lasciano vincere dal complesso di inferiorità. Ai quali va ricordato che anche il professionista più affermato ha dovuto faticare, all’inizio. E conquistarsi la considerazione di cui gode al momento.


La mancanza di esperienza non deve essere vissuta come un handicap invalidante, ma come un fisiologico passaggio destinato ad andare via. Chi si piange addosso, ripetendosi che nessuno prenderà mai in considerazione la sua candidatura, sta solo perdendo tempo. E dando spago alla sua pigrizia. Meglio attivarsi subito e non mollare la presa. Se cerchi lavoro e non hai esperienza, devi impegnarti al massimo e fare leva sulle cose alle quali ti sei dedicato fino ad adesso. Che scoprirai non essere poche né irrilevanti.

Tre consigli per chi cerca lavoro e non ha esperienza

E chi lo ha detto che tutte le aziende sono alla ricerca di candidati rodati ed iper-specializzati. Molti imprenditori amano circondarsi di giovani “alle prime armi” e non considerano penalizzante la loro mancanza di esperienza. Anzi: c’è chi ad una risorsa navigata e strutturata ne preferisce una da formare. Perché pensa che, in questo modo, sia possibile costruire il giusto clima nella sua azienda, investendo sull’entusiasmo e sull’audacia di chi ha tutto da dimostrare. Se sei un principiante, liberati dal complesso del “brutto anatroccolo” e comincia ad approcciarti positivamente (e con cauta fiducia) al mercato del lavoro. Facendo tesoro di questi tre semplici consigli che ti aiuteranno a vivere meglio questa delicata fase di transizione.

1. Cerca nel modo giusto

Il primo consiglio è quello di restringere ed ottimizzare la tua ricerca, evitando di candidarti a posizioni che non fanno al caso tuo. Potrebbe sembrare banale, ma non lo è. Molti principianti inviano curricula indistintamente, prestando scarsa attenzione alle richieste specificate nell’annuncio. E’ una mossa sbagliata ed insidiosa, che potrebbe condurti allo scoraggiamento. Se non riceverai alcuna risposta alle tante candidature inviate, ti convincerai di non avere le carte in regola per poter lavorare. E getterai la spugna, ancor prima di cominciare. Per questo, è fondamentale stanare, nel mare magnum degli annunci di lavoro, quelli che si adattano alla tua attuale condizione. Molte aziende specificano di essere alla ricerca di candidati con poca o senza alcuna esperienza. Concentrati su di loro ed incrocia le dita.

2. Insisti sulla tua formazione

E’ vero, non hai alcuna esperienza lavorativa, ma non hai certo passato le giornate ad oziare. Se hai investito molto sulla tua formazione, è il caso di dettagliarlo sul tuo curriculum. Non trascurare nulla: gli studi intrapresi in Italia e all’estero, i master e gli stage svolti, i certificati e gli attestati conseguiti e le eventuali specializzazioni ottenute. Inutile dire che nessun candidato può sperare di incuriosire un selezionatore, se certifica di non conoscere bene l’inglese e qualche altra lingua straniera. O se lascia intendere di capirci poco di computer e tecnologia. Nel caso in cui tu riconosca di avere gravi carenze a riguardo, corri subito ai ripari. C’è tempo per metterti in linea e per competere, alla pari, con gli altri principianti che cercano lavoro.

3. Punta sulle tue competenze trasversali

E veniamo al nocciolo della questione: come è possibile rendere allettante il curriculum di una persona che non ha alcuna esperienza lavorativa? Cosa potrebbe spingere i selezionatori a prendere in considerazione la candidatura di un “pivello”, che non ha mai messo piede in azienda? Quello che ha fatto fino ad ora. Ricorda di annotare sul curriculum tutte le attività alle quali ti sei dedicato, con passione, e punta sulle tue competenze trasversali. Qualche esempio? Giochi da anni in una squadra di calcio? Scrivilo: i reclutatori capiranno che sei una persona abituata a coordinarsi con gli altri e che si spende per raggiungere un obiettivo collettivo. Ma anche praticare, con assiduità, uno sport individuale può deporre a tuo merito perché presuppone una propensione all’impegno e alla fatica. E non è che l’inizio: se fai volontariato (presso una qualsiasi struttura pubblica o privata), devi assolutamente indicarlo. I selezionatori tendono a premiare i candidati “filantropi”, che si dedicano agli altri. Ma a valorizzarti potrebbe essere anche la partecipazione alla stesura del giornalino di scuola (specie se ti candidi ad una posizione che richiede abilità nello scrivere) o l’hobby del modellismo, che tradirà una certa manualità (utile, nel caso in cui aspiri a svolgere un lavoro che non prevede di stare seduto alla scrivania). Tutto quello che ha finora impegnato le tue giornate, contribuendo a renderti l’uomo (o la donna) che sei diventato, va trascritto sul curriculum.

La mancanza di esperienza non deve intimorirti: il passaggio dallo studio al lavoro è stato faticoso per (quasi) tutti. L’essenziale è non perdere tempo e non cedere alla tentazione di lagnarsi. Rimboccati le maniche ed affronta, con grinta, la sfida che stai per intraprendere. Se ce la metterai tutta, il risultato – primo o poi – arriverà.

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