Cercare lavoro: tre cose che allungano i tempi e che è bene sapere

Già i tempi di una ricerca di lavoro sono lunghi, non è certo il caso di adottare comportamenti che li rendano ancora più tediosi.

Quando si inizia a cercare lavoro soprattutto se ci si trova a farlo per la prima volta, si hanno spesso aspettative che purtroppo non corrispondono all’effettiva realtà delle cose. Trovare un posto entro pochi giorni, che sia di proprio gradimento e ben pagato se proprio non è un’utopia, poco ci manca. Tali aspettative, pur legittime rischiano però di influenzare negativamente la ricerca, ad esempio selezionando troppo rigidamente i posti ai quali candidarsi. Se è vero che spedire candidature a tutto e tutti è sbagliato, anche essere troppo restrittivi lo è ed è quindi bene rivedere le proprie aspettative, facendole aderire alla situazione di fatto.Vediamo quindi quali sono, in questo senso, i fattori che possono influenzare negativamente la ricerca.


cercare lavoro#1) Ci vuole più tempo del previsto. Pensare di mettersi a cercare lavoro e trovarlo in pochi giorni è da ottimisti. L’ottimismo non è sbagliato, ma il troppo stroppia. Contando su un tempo ridotto di ricerca si può finire per eliminare dalla lista delle appetibili molte offerte di lavoro che sarebbero invece adatte al proprio profilo lavorativo. “Tanto non ci metto molto a trovare lavoro, a quello che non mi piace nemmeno spreco tempo a mandare il cv“. Un retropensiero pericoloso che può allungare ancora di più i tempi di una ricerca che già, con tutta probabilità, si dimostrerà molto più lunga del previsto.

#2) E’ sempre meglio tenersi occupati. E’ ovvio che le aziende cercano persone che abbiano già lavorato, o che comunque stiano già lavorando, perché più inseriti nel sistema. Stare a casa ad oziare, aspettando che l’offerta di lavoro giusta piova dal cielo è a dir poco controproducente. Il lavoro bisogna andare a cercarselo non solo per la relazione diretta “più lo cerco prima lo trovo”, ma anche per il fatto che ad un futuro colloquio di lavoro, se ci si è dati da fare sapientemente, si potrà ampiamente dimostrare di non essere stati con le mani in mano, facendo capire al selezionatore di turno di che pasta siete fatti. “Non ho un lavoro? Beh, lavoro lo stesso, cercandomelo, figuriamoci quando ce l’ho cosa posso fare!”. Capito?

#3) Essere aperti a posizioni “laterali” rispetto alle proprie competenze. Molti lavori incrociano le competenze necessarie per svolgerli con altri lavori, diversi ma simili. In un mercato del lavoro come quello attuale non è certo il caso di fare gli schizzinosi, altrimenti si richia di cercare in eterno. Se si hanno competenze per lavori che purtroppo non sono esattamente quelli per i quali ci si è formati, fa niente, meglio considerare seriamente anche quelli, cercare di accaparrarsi un posto il prima possibile e poi, se ci sarà l’opportunità, trasferirsi a fare il mestiere desiderato, anche perché restando all’interno del mercato del lavoro ci si potrà vendere meglio, in ogni caso.

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