Cercare lavoro: 4 consigli per i Millennials

La dimestichezza coi mezzi tecnologici e la giusta intraprendenza possono aiutare i trentenni a trovare un impiego. L'importante è non piangersi addosso e sfruttare il vasto potenziale di cui dispongono

Prendiamo il caso di un venticinquenne che, dopo aver conseguito la laurea, arranca tra stage e lavoretti mal pagati. Spiegare a suo padre che il mercato del lavoro è cambiato, non è sempre facilissimo. Chi è nato negli anni ’60 e ’70 (e ancora più chi lo ha preceduto) fatica a comprendere quanto sia difficile procurarsi oggi un posto di lavoro stabile. E tende a pensare che buona parte della responsabilità (se non tutta) sia da attribuire alla pigrizia di una generazione che non vuole più rimboccarsi le maniche. Niente di più sbagliato. La generazione dei cosiddetti Millennials – coloro che sono nati tra gli anni ’80 e il 2000 – ha dovuto fare i conti con un mondo globalizzato e connesso, che ha dato loro molto e tolto altrettanto.

Gli ostacoli che i trentenni di oggi devono superare, per trovare un impiego, non sono quelli che hanno dovuto affrontare i loro genitori. Che hanno trovato – molto spesso – la strada spianata. Ma niente panico: essere Millennials non vuol dire essere vittime di un maleficio. Cercare lavoro può essere complicato, ma con qualche accorgimento e una buona dose di pazienza e professionalità, il risultato non tarderà (più di tanto) ad arrivare.

4 consigli per i Millennials che cercano lavoro

#1. Siate flessibili e pazienti. Avere chiaro in mente quello che si vuole fare nella vita è importantissimo, ma gli appartenenti alla generazione dei Millennials dovrebbero familiarizzare con l’idea che il lavoro dei loro sogni potrebbe arrivare con un po’ di ritardo. Preparatevi ad affrontare la cosiddetta “gavetta” che vi porterà a svolgere mansioni poco gratificanti o mal pagate. Non scoraggiatevi: il mercato globalizzato ha imposto nuove regole e innescato nuove dinamiche, ma alla fine tutto vi tornerà utile. Ogni singola esperienza professionale (per quanto sgradevole o svilente possa sembrarvi) vi insegnerà qualcosa. Siate flessibili e pazienti; con il giusto impegno e la necessaria serietà, la “svolta” che meritate arriverà.

#2. Utilizzate, in maniera “smart”, i social. Essere un Millennial ha anche i suoi vantaggi. Appartenete a una generazione di persone iper-connesse, multitasking, costantemente aperte alle novità: sfruttate questo vasto potenziale per cercare lavoro. Ottimizzate la vostra presenza sui social media curando, nei minimi dettagli, il vostro profilo Linkedin (che resta il portale più frequentato dai reclutatori). Ma non trascurate anche le altre “piazze” digitali come Facebook, Twitter e Instagram. Ricordatevi, per esempio, che postare una foto poco composta o pubblicare un commento poco ortodosso potrebbe costarvi caro. Utilizzate, in maniera “smart”, le vostre innate competenze digitali e cercate di sbaragliare la concorrenza.

#3. Curate al meglio la vostra candidatura. E’ vero: questo è un consiglio che vale per tutti, ma ancor di più per i Millennials che devono fare i conti con un precariato che li costringe a cercare sempre qualcosa di più stabile. La frequenza con cui inviano i curricula e le lettere di presentazione li espone maggiormente al rischio di incorrere in grossolani “svarioni”; ecco perché è importate che prestino la massima attenzione a questo passaggio di fondamentale importanza. Come? Leggete attentamente l’annuncio di lavoro e accertatevi di inviare tutto quello che vi viene richiesto. Ma prima di farlo, controllate minuziosamente ogni cosa. Il suggerimento è quello di non inviare il cv e la lettera di presentazione subito dopo averli compilati, ma di aspettare un po’ di tempo perché, a mente più fresca, potreste scovare degli errori che, in un primo momento, vi erano sfuggiti. Anche stampare il materiale della candidatura e leggere a voce alta quello che avete scritto potrebbe rivelarsi una buona mossa. Alcuni refusi o errori grammaticali si annidano dove meno ve lo aspettate; una scorta più attenta e meno frettolosa potrebbe farvi evitare “brutte figure” coi selezionatori.

#4. Siate propositivi e non piangetevi addosso. Essere nati tra gli anni ’80 e il 2000 non significa essere condannati alla frustrazione professionale perpetua. Come già detto, la partenza potrebbe rivelarsi più faticosa del previsto, ma se affronterete le avversità con il giusto spirito e con la necessaria intraprendenza, non potrete che ricavarne risultati importanti. Non piangetevi addosso, ripetendovi che siete nati in un periodo che non concede chance e gratificazioni, ma attivatevi personalmente per migliorare la vostra condizione. Se il lavoro latita, cercate di inventarvelo voi, magari coinvolgendo amici e conoscenti disposti a mettersi in gioco. Ogni età ha le sue difficoltà, l’essenziale è non farsi vincere dallo sconforto e adoperarsi per superare gli ostacoli che minacciano di interrompere la corsa.

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