Cassazione: riscatto laurea ai fini pensionistici, il diritto decade dopo 10 anni dalla domanda amministrativa

In tema di riscatto pensioni, il diritto sugli anni di laurea decade dopo 10 anni dalla domanda originaria amministrativa.

La Corte di Cassazione, con la recente sentenza n. 20924/2018, ha stabilito come il diritto al riscatto della laurea ai fini pensionistici decada una volta che sono trascorsi almeno 10 anni dal momento della domanda amministrativa, come stabilito dall’art. 47 del DPR 639/1970 sulla revisione degli ordinamenti pensionistici. Alla luce di ciò, gli Ermellini hanno dunque accolto la contestazione che l’Istituto nazionale di previdenza sociale ha avanzato nei confronti di un contribuente che aveva proposto il deposito del ricorso giudiziario 26 anni dopo dalla domanda amministrativa.


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Il caso

Il caso inizia quando i giudici del Tribunale di Roma dichiarano come non ammissibile la domanda di un contribuente, che desiderava riscattare gli anni di laurea, a causa della decadenza del diritto: il ricorso giudiziario – come sopra abbiamo già avuto modo di commentare – era infatti stato depositato ben 26 anni dopo l’originaria istanza amministrativa.

Dinanzi a un tale diniego il contribuente ricorre dunque in appello: la Corte romana riforma la precedente sentenza di primo grado, condannando l’Istituto nazionale di previdenza asociale a comunicare al contribuente l’importo della riserva matematica sull’istanza di riscatto che aveva originariamente presentato nel 1983, e assegnarli dunque un termine per adempiere.

Per i giudici di secondo grado, infatti, il termine di decadenza non sarebbe applicabile nel caso in esame, considerato che è stabilito esclusivamente per le prestazioni di natura previdenziale,  e non può nemmeno considerarsi valido il termine di decadenza di 60 giorni stabilito dal DM 19/2/1981, visto e considerato che l’Istituto di previdenza sociale non ha fornito la raccomandata a/r che avrebbe dovuto contenere la comunicazione del provvedimento di accoglimento dell’istanza di riscatto, senza pertanto potersi affermare perfezionato il dies a quo per il computo di tale termine di decadenza.

Dinanzi a tale pronuncia è l’Inps a ricorrere in Corte di legittimità, affermando di ritenere come il termine di decadenza stabilito dall’art 47 DPR 639/1970 sia applicabile anche al riscatto della laurea, considerato proprio come prestazione previdenziale, e che sia eccepibile comunque anche il termine di decadenza di 60 giorni, visto che l’accoglimento della richiesta era stata debitamente comunicato.

Riscatto laurea, i termini di decadenza dalla presentazione della domanda

Con la già rammentata sentenza n. 20924/2018, la Corte di Cassazione ha accolto i motivi di ricorso dell’Istituto di previdenza.

Per quanto attiene il primo, la Cassazione ha chiarito come l’istanza di riscatto del periodo di laurea sia da valutarsi effettivamente una prestazione previdenziale, e come pertanto sia applicabile il termine di cui al DPR 639/1970. Nel caso di specie, affermano gli Ermellini, si sarebbe dunque verificata tale decadenza, visto e valutato che sono trascorsi ben 26 anni tra la presentazione della domanda amministrativa del 29 gennaio 1983 e la proposta del ricorso per accertamento del 3 febbraio 2009.

Per quanto concerne invece il secondo motivo, la Corte stabilisce come l’Inps non doveva necessariamente provare l’avvenuta conoscenza della comunicazione con cui erano chiariti i modi di pagamento della somma necessaria per costituire la riserva matematica per il riscatto, visto e considerato che nello stesso ricorso introduttivo del giudizio, il contribuente riferiva di aver rappresentato all’istituto di previdenza, con leggera del 18 maggio 1995, di essere venuto a conoscenza del fatto che la sua richiesta fosse stata accolta e comunicata al domicilio, e che la firma sull’avviso di ricevimento della raccomandata non era né sua né di altro componente del proprio nucleo familiare.



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