Cassa integrazione, mezzo milione di lavoratori a zero ore

L’ultimo rapporto della Cgil sulla base di dati ISTAT sull’entità della cassa integrazione, svela che nei primi undici mesi dell’anno la “Cassa” sfiora il miliardo di ore, attestandosi a 990 milioni, con poco meno di 520 mila lavoratori a zero ore. Numeri molto vicini ai record del 2010 quando si raggiunsero oltre 1,2 miliardi di ore e dal 2012 che ne totalizzò invece 1,1 miliardi. Per il segretario confederale della Cgil, Elena Lattuada: “si prospetta l’ennesimo, triste, anno record in termini di ricorso alla cassa integrazione da quando, oramai sei anni fa, siamo stati investiti da una violenta crisi“. La dirigente sindacale poi aggiunge: “come dimostra una legge di Stabilità che non mette in campo misure per invertire la tendenza, una discussione sulla riforma degli ammortizzatori sociali mossa solo da una logica di taglio delle risorse, l’assoluta assenza di misure di contrasto alla crisi, non si ha contezza alcuna dello stato di profonda sofferenza in cui versa la gran parte del Paese. Quest’ultimo è in ginocchio e la situazione sociale diventa sempre più insostenibile: serve una svolta e serve ora“.


Nel dettaglio quindi, il nord batte il sud. Si registra infatti al nord, sempre secondo il rapporto della Cgil, il ricorso più alto alla cassa integrazione. Al primo posto troviamo la Lombardia con 233,8 milioni di ore, seguita da Piemonte con 122,6 milioni e Veneto con 99,4 milioni. Nelle regioni del centro prima è il Lazio con 68,1 milioni mentre per le regioni del sud la Campania è al primo posto con 56,28 milioni di ore. La meccanica è il settore dove si è totalizzato il ricorso più alto allo strumento della cassa integrazione, seguita da commercio ed edilizia.

Mediamente il tempo medio dei lavoratori che hanno fatto ricorso alla cassa è pari al 50% del tempo lavorabile globale (24 settimane), e sono coinvolti nel periodo gennaio-novembre 1.035.528 lavoratori in cigo, cigs e in cigd. Cala quindi il reddito per migliaia di cassintegrati; come rivelano i calcoli effettuati dell’Osservatorio cig infatti, da inizio anno i lavoratori parzialmente tutelati dalla cig hanno perso nel loro reddito 3 miliardi e 790 milioni di euro, pari a una riduzione del salario, al netto delle tasse, di 7.300 euro per ogni singolo lavoratore coinvolto a zero ore.




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