Cassa integrazione: in calo del 26,9% in un anno

Le ore di cassa integrazione concesse a luglio diminuiscono in maniera significativa, ma è davvero una buona notizia?

Il Report mensile sulla cassa integrazione compilato dall’Inps ha certificato, per lo scorso mese di luglio, un forte calo delle ore autorizzate. Il numero complessivo di 52,4 milioni è, infatti, significativamente più basso dei 71,7 milioni rilevati un anno prima, con una flessione che sfiora il 27%. Mentre rispetto al precedente mese di giugno, le ore di cassa integrazione autorizzate a luglio sono diminuite dell’8,7%.


Ma, come è ormai noto a tutti, non esiste una sola tipologia di cassa integrazione e, per questo, l’Inps è entrata ancor più nei particolari. Le ore di cassa integrazione ordinaria concesse a luglio sono state 16,4 milioni, in calo del 19% rispetto alle 20,2 milioni dell’anno prima. Le diminuzioni più significative hanno interessato il settore dell’Industria (-16,8% in un anno) e quello dell’Edilizia (-24,2%).

Ancora più marcata la flessione che ha interessato la cassa integrazione straordinaria che, nel periodo preso in esame dall’ente di previdenza, è scesa del 32,6% passando dai 42,2 milioni di ore concesse a luglio 2014 ai 28,4 milioni di luglio 2015. Con un vero e proprio tracollo nel settore dell’Edilizia (-58,44%) e una significativa riduzione anche nel settore dell’Industria (quasi -31%).

Cifre più contenute, invece, per la cassa integrazione in deroga: nello scorso mese di luglio, sono state autorizzate 7,6 milioni di ore, il 18,3% in meno rispetto ai 9,3 milioni dell’anno precedente. Con variazioni importanti che, anche in questo caso, hanno interessato maggiormente il settore dell’Industria (-56) e quello delle Costruzioni (-53,45%).

Lo studio dell’Inps ha dunque confermato il primato (in termini di numero di ore concesse) della cassa integrazione straordinaria, che a luglio ha rappresentato il 54,2% del totale. Seguita dalla cassa integrazione ordinaria (31,2%) e da quella in deroga, che resta lo strumento meno utilizzato con il suo 14,5%. Rispetto all’anno precedente, però, la quota della cassa integrazione straordinaria è calata (passando dal 58,8% al 54,2%), mentre quelle della cassa ordinaria e in deroga sono aumentate.

A livello territoriale, infine, il 38,3% della cassa integrazione concessa a luglio (pari a oltre 20 milioni di ore autorizzate) ha interessato i lavoratori del Nord Ovest; il 26.1% (pari a più di 13 milioni e 671 mila ore) quelli del Centro, il 18,2% (equivalente a più di 9 milioni e mezzo di ore) il Nord Est, mentre “solo” il 17,4% della cassa integrazione totale concessa a luglio ha coinvolto i lavoratori del Mezzogiorno.

Ma, a conti fatti, il calo documentato dall’Inps è una buona o una cattiva notizia? Il minor ricorso all’istituto della cassa integrazione sarebbe, per sé, una buona notizia perché dovrebbe tradursi in una ripresa della produzione. Ma i dati a nostra disposizione non autorizzano a cedere a facili trionfalismi. Con un tasso di disoccupazione che rimane alto è, infatti, plausibile dedurre che parte delle persone che, fino a qualche tempo fa, usufruiva della cassa integrazione, abbia finito per ingrossare le fila dei disoccupati.



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