Cassa integrazione, Cgil: Rischiano di rimanere fuori in 500.000

Mentre domani approderà in Parlamento la proposta di legge sul reddito minimo garantito, il segretario Cgil Susanna Camusso oggi avverte, in un’intervista a Sky Tg24, che uno degli ammortizzatori sociali più utilizzati negli ultimi anni a causa della crisi, potrebbe a breve non riuscire a soddisfare tutti i suoi destinatari di diritto. Le risorse per la Cig infatti, la cassa integrazione guadagni, starebbero finendo ed il rischio è quello che in oltre 500.000 rimangano a piedi. Secondo la Camusso, "in  qualche regione siamo già arrivati all'esaurimento dei fondi della cig” e non è detto che in altre “ si riesca ad arrivare fino a giugno”. Un panorama non certo incoraggiante.


La causa, stando alle parole del maggior esponente del sindacato, risiederebbe fatto che “sta moltiplicandosi la domanda di cig in deroga”. Qualsiasi sia il tipo di richiesta di ricorso alla cig, i dati, impietosi per loro stessa natura, confermano le teorie del segretario Cgil: a marzo le ore di cassa integrazione richieste sono state poco meno di 100 milioni, quasi il 23% in più rispetto a febbraio e, calcolando sul trimestre, nel 2013 il periodo gennaio-marzo ha fatto segnare un aumento di oltre l’11% rispetto allo scorso anno. E’ scontato che più le ore di cig aumentano più la spesa per sostenerla cresce ed ha quindi un maggiore bisogno di essere finanziata.

L’analisi della Camusso è a dir poco lucida. Un maggior numero di persone prive di reddito, di qualsiasi natura sia, non può far altro che influire negativamente, ancora una volta, sui consumi. Meno consumi, significa meno domanda di beni e servizi, quindi meno produzione, intesa nel suo senso più ampio, che tradotto significa meno lavoro. Il segretario Cgil parla infatti di “spirale di avvitamento sulla riduzione dei consumi e quindi un'ulteriore riduzione della base produttiva di questo Paese che si è già ridotta consistentemente”. E a proposito di redditi, ancora la Cgil ha fatto notare come la maggiore richiesta del ricorso alla cassa integrazione abbia di fatto tagliato di un miliardo di euro netto i redditi da lavoro. In media, 1900 euro per ogni lavoratore.



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