Cassa integrazione: -41,7% ore autorizzate in un anno, ma è davvero così?

L'Osservatorio dell'Inps ha certificato un considerevole calo delle ore di cassa integrazione autorizzate. E mentre i sostenitori del Jobs Act festeggiano, i sindacalisti si muovono con più cautela

Lo scorso mese di agosto ha fatto registrare un significativo calo delle ore di cassa integrazione autorizzate: è questo ciò che emerge dall’ultima rilevazione dell’Osservatorio ad hoc avviato dall’Inps. Un dato che, se da una parte ha rinforzato l’ottimismo di chi crede che le riforme attuate dal governo in carica stiano dando i loro frutti; dall’altra, ha invece insospettito i più prudenti, come il segretario confederale della Uil, Guglielmo Loy.


cassa integrazione

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I dati che certificano la flessione

Ma procediamo con metodo, partendo dai numeri diffusi dall’Osservatorio. Secondo l’ente di previdenza, nel mese di agosto, il totale delle ore di cassa integrazione autorizzate sono state 39 milioni 331 mila e 427. Di queste, 25.259.761 concesse a operai e 14.071.666 a impiegati. Più nel dettaglio: le ore di cassa integrazione ordinaria sono state 3.847.456, quelle di cassa integrazione straordinaria 25.696.525 e quelle di cassa integrazione in deroga 9.787.446. Viste così sembrerebbero cifre enormi, ma il confronto con l’anno precedente (agosto 2014) dimostra che, in questi ultimi dodici mesi, il numero totale di ore autorizzate è sceso del 41,7%, per effetto soprattutto della cassa integrazione straordinaria il cui numero di ore concesse si è quasi dimezzato (-49,1%). E anche rispetto al precedente mese di luglio, le cose sono andate meglio, se si considera che il totale di ore autorizzate aveva raggiunto quota 52.395.770, praticamente il 6,3% in più rispetto a quelle rilevate ad agosto. 

I dubbi del sindacalista

Il minor ricorso allo strumento della cassa integrazione ha – come già accennato – fatto gongolare i sostenitori del Jobs Act, convinti che anche il calo delle domande di disoccupazione (-32,4% in un anno) sia un effetto benefico del provvedimento. Ma non tutti la pensano allo stesso modo. Anzi: la lettura dei dati forniti dall’Inps ha insospettito il segretario confederale della Uil, Guglielmo Loy, che ha riscontrato non poche anomalie. Quali? Nel mese preso in esame, in 49 province italiane sarebbero state autorizzate 0 ore di cassa integrazione ordinaria, in 9 province non ci sarebbe traccia di concessione di cassa integrazione straordinaria e in 8 province non sarebbe pervenuta alcuna richiesta di cassa integrazione in deroga. Il tutto in territori – come le province di Brescia, Varese e Modena  altamente industrializzati. “Sarebbe opportuno assicurarsi con certezza che questi dati siano  frutto di una ripresa economica, che tutti auspichiamo – ha precisato Loy – e non  di un fermo amministrativo o di rallentamenti burocratici”. Per il sindacalista, insomma, il crollo del dato di agosto potrebbe essere legato al fatto che, al momento della rilevazione, molte amministrazioni si trovavano già in ferie e non hanno dunque trasmesso i dati completi. La verità potrebbe palesarsi già il prossimo mese: basterà aspettare.



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