Caso Thyssen, plauso da parenti vittime e minacce da dirigenti società

Colpevole di omicidio volontario: è questa l’esito della sentenza della Corte di Assise di Torino, per l’amministratore delegato Harald Espenhan, di Thyssen Krupp, l’acciaieria tedesca, in cui la notte del 6 dicembre del 2007 morirono sette lavoratori, a causa dello scoppio di un incendio, che non potette essere prontamente domato, a causa dell’insufficienza dei sistemi di sicurezza aziendali.

Per gli altri cinque imputati, invece, la condanna è stata per omicidio colposo, ma le pene sono state severissime per tutti, e vanno dai 16 anni e sei mesi per l’ad ai 10 anni e 10 mesi.

E’ la prima volta che un dirigente aziendale viene condannato in Italia, per omicidio volontario, in relazione alla mancata adozione delle misure obbligatorie per la sicurezza dei lavoratori. Una sentenza storica, secondo la stampa italiana e le istituzioni, che fa comprendere quanto in Italia il tema della sicurezza e delle morti bianche non sia sottovalutato.

Ma mentre scoppia il plauso unanime dell’opinione pubblica per le misure esemplari della giustizia torinese, dalla Germania i vertici aziendali commentano che dopo questa sentenza sarà difficile fare impresa in Italia, perché sarebbe abnorme che un dirigente venga dichiarato colpevole di omicidio volontario, nel caso di problemi per la sicurezza sul posto di lavoro. Una velata minaccia di chiudere battenti nel nostro Paese? Che se ne andassero…….altrove!

CATEGORIES
TAGS
Share This

COMMENTS

Wordpress (0)